Tuesday, May 03, 2011

Wednesday, April 27, 2011

uilli e keit come charles and di

da più di un mese su tutte le reti anche più volte al giorno (pure dopo i pasti), si parla di quest'evento che è il matrimonio del figlio di lady di.
ovviamente parlare di qualcosa che ancora non è avvenuto non fa più di tanto notizie e così in tutto questo tempo, ci siamo beccati nell'ordine ma potrei anche sbagliare: la vita di lady di prima di incontrare carlo, il loro matrimonio il 29 luglio alla cattedrale di san paolo, la storia di tutti gli ospiti presenti nancy reagan compresa, la nascita di william a giugno, la nascita di harry a settembre, il primo compleanno di william a giugno, il primo compleanno di harry a settembre, la morte di lady di, la morte di dodi, la storia di harrods tanto per fare pubblicità, la carriera militare di william, la scapestrataggine di harry, il fidanzamento di william, la storia dell'anello di zaffiro blu circondato da 14 diamanti che apparteneva a lady di, la storia di kate middleton prima di conoscere william, la storia di kate middleton prima di conoscere la regina, la storia di kate middleton prima di conoscere se stessa, le amiche di kate quando andava a scuola, i bulletti del collegio che l'hanno torturata, la sua allergia per il pelo di cavallo per fortuna solo quello, il suo quoziente intellettivo dati alla mano, il dimagrimento pre-wedding, il vestito della sposa che però non si deve vedere, il vestito delle sposo che però non si deve vedere, i vestiti della regina che sarebbe meglio non vedere, la lista dei regali che andranno in beneficenza, la storia della beneficenza, la lista degli invitati a cominciare dai coniugi beckham fino a elton john passando per il postino di kate, la storia del postino che portava le lettere a casa middleton, la storia della cover di steve wonder che george michael ha inciso per gli sposi, la storia della cecità di steve wonder, la storia di george michael prima degli wham, la storia di george michael dopo gli wham, la storia di george michael dopo un assaggio di cannabis, il pranzo light servito in piedi dopo il matrimonio, la storia di chi ha inventato il pranzo light servito in piedi, l'orrore degli italiani all'idea del pranzo light servito in piedi, i savoia esclusi dal matrimonio, la storia dei savoia e le ragioni della prima guerra mondiale, la vita di emanuele filiberto, emanuele filiberto all'isola dei famosi, la vita di simona ventura che fa sempre notizia.
manca nulla?
credo che per qualche anno con l'inghilterra abbiamo dato; almeno fino al giorno in cui kate e willie divorzieranno, lui prenderà una sbandata per una cavalla con cui giocava a polo ma che aveva sempre amato, lei cadrà in depressione ma in un secondo tempo scapperà con il pronipote di kabir bedi il quale una sera di agosto, dopo una suntuosa cena al ritz di parì a base di fagioli all'uccelletto e pajata in umido, la prenderà per mano e con aria suadente le dirà: "andiamocene di qua con due macchine separate dovessimo fare la fine di quei due lì", testuali parole ma anche no.

singapore #10


quando uno non parla inglese e non ha più il cervello fresco di un ragazzino per impararlo e si trova per qualche mese all'estero, l'unica cosa che gli rimane da fare quando guarda la televisione è buttarsi sui canali sportivi: le immagini parlano meglio delle parole.
così la sera per addormentarmi, mi guardo su "raquet" (uno dei tanti canali starhub) chilate di partite di tennis neanche fossi l'allenatore in seconda di flavio cipolla.
bè, è proprio durante una di queste full immersion, che i pensieri sono cominciati ad andare per conto loro fregandosene di volèè e lob e dritti incrociati e top spin ma soffermandosi sui completini dei giocatori che uno dei miei tanti sogni era fare la stilista.
ho scoperto così che lotto e tacchini forniscono le peggiori divise del circuito atp: il gonnellino della schiavone sembra quello di nonna papera, oggi non se lo metterebbe neanche la pericoli; le maglie della vinci troppo corte per il suo difetto di pancia; ferrer porta una bandana che neanche quando ti rompi la testa; robredo sembra un infermiere in pensione del forlanini; starace ha i calzoncini più larghi che lunghi; non parliamo poi del futuro numero uno del mondo, djokovic che ogni due per tre è costretto a rimboccarsi le maniche tanto la maglietta è larga.
eppure siamo considerati i migliori stilisti del mondo. ma allora com'è che gli stilisti di queste due case non si fanno un giro negli stores nike o adidas? a me federer e nadal sembrano due damerini usciti da pitti immagine.

singapore #9


quando esci dalle porte della metro, la prima cosa che ti succede, dopo aver timbrato il biglietto, è che le tue narici vengano prepotentemente assalite da un intensissimo odore di burro fuso: si tratta della catena di negozi "bread talk", marchio nato dall'idea di taiwanese poverissimo che, come nei migliori sogni americani, è partito con un banchetto in strada per poi creare un vero e proprio impero. certo, l'odore a lungo andare diventa nauseabondo, ma è comunque molto meglio dell'odore di ascelle misto a fiatella nei vagoni della metro a roma la mattina.

Monday, April 11, 2011

traffico

ho letto che a roma l'11 maggio ci sarà un forte terremoto. speriamo che la scossa rimanga anche lei imbottigliata sul GRA!

Friday, April 08, 2011

propositi

l'unica rivoluzione possibile è quella che l'individuo opera su sé stesso (Panagulis)

Saturday, March 19, 2011

nudità d'italia

c'era un documentario l'altra sera su una channel di una tivvù locale. parlava dell'italia, della guerra, dei monumenti, degli stilisti, del cibo, del cinema e di tutte le bellezze che han trasformato questa terra in uno stivale di gran lusso di quelli che li vedi in passerella a pitti immagine.
quando stai lontano da casa per tanto tempo, la tua terra ti sembra pure più bella e senti che questa ferita aperta dove ci passa sopra l'alito della nostalgia fa ancora più male; e allora ti metti a ripercorrere con la testa un viaggio attraverso ricordi e immagini e canzoni e opere d'arte e senza fermarti cominci a disegnarti in testa il film della tua patria, con gli spezzoni che vuoi tu, i più belli, i più autentici o i più sentiti.
ti viene in mente la ciociara, quella vera, quella dei racconti di vincenza scappata piccoletta da cassino, la vecchia roma degli anni cinquanta, audrey hepburn e gregory peck sulla vespa, la bocca della verità e il tempio di ercole, il giardino degli aranci all'aventino, il buco nel portone che ti fa vedere san pietro da vicino, anna magnani che corre disperata in roma città aperta, l'urlo di tardelli ai mondiali dell'82, via cavour in festa con i gelati tricolore fragola limone e pistacchio, la sfilza di pietre bianche in mezzo al verde dei cimiteri sulla nettunense, i tramonti di sperlonga quando vedi il sole pefettamente inquadrato nella volta di un ponte, la sora lella al maurizio costanzo show, i bagni degli autogrill dopo roncobilanccio più puliti di casa mia, venditti che canta roma capoccia, le bombe calde del maritozzaro, la pizza napoletana sotto castel dell'ovo, storaro nei film di bertolucci, armani e valentino regine della moda, i faraglioni di capri che non ti spieghi da dove siano sbucati, il profumo di bergamotto che tuo fratello ti riporta dalla calabria, le fregature prese a porta portese, il duomo di milano che esci da una stradina e ti trovi questo spettacolo inaspettato, corso buenos aires anni e anni dopo, la torre di pisa che non sai per quale mistero sia lì storta senza cadere, pasolini dentro mamma roma, i viaggi in 127 verso il glossglockner, venezia coi piccioni e i vetri sui balconi, la spettacolare arte dell'arrangio tipicamente italiana, il fascino di marcello mastroianni, i soliti ignoti e dante cruciani, la mozzarella di bufala campana, i sassi di matera che nessuno ha mai visto ma che dicon siano belli, la giornata particolare di ettore scola, caravaggio e i sali e scendi dei colori, la cappella sistina in cui nessun romano è mai entrato causa code chilometriche, le fonti del clitunno, gli arrosticini abruzzesi, il campanilismo, enzo tortora, non ci resta che piangere, reginella e monastero santa chiara, le lacrime di sofia loren in matrimonio all'italiana, le cascate delle marmore, i gianduiotti piemontesi, eduardo applaudito pure a mosca, la punta della puglia dove due mari s'incontrano e si scontrano, il teatro a picco sul mare a taormina, la pietà di michelangelo, il sentiero rilke, il castello di duino, varese e arese che se corri troppo sbagli l'uscita, la lamborghini della polizia, mussolini nella parole del popolo, patrese e alboreto, la voce di nando martellini e i suoi campioni del mondo, la carezza ai bambini nelle parole del papa, il panorama di roma di notte vista dai castelli romani, il mare dall'alto del gran sasso, il balcone di romeo e giulietta, l'arena di verona, i mosaici a ravenna, la torta al testo umbra, la pizza al formaggio di camogli, gli odori di mirto della sardegna, le navi di civitavecchia, genova e il suo acquario, fellini e la sua cinecittà, l'uomo vetruviano di leonardo, e quanto c'è ancora da scrivere dell'italia che non basta una vita e neanche due.
poi però apri i giornali, leggi quattro notiziucole qui e là e come il più bravo dei registi urli a gran voce il tuo "stop" sussurrando tra te e te stesso, in fondo qualche altro tempo lontano da casa non fa male alla salute, anzi.

Thursday, March 10, 2011

La danza della realtà di Alejandro Jodorowsky

"Davanti a me si aprivano soltanto due alternative: o diventavo un assassino di sogni come gli altri, oppure mi rinchiudevo nella mia mente trasformandola in una fortezza. Optai per la seconda scelta".

skin care

puoi farti tutte le cerette che vuoi, ma quel pelo sul stomaco resiste a tutto.

Tuesday, March 08, 2011

santana, indoor stadium 7 marzo

vedere un cinese che balla musica latina è come

schumacher su una ritmo 75
un sub al mare coi braccioli
carla fracci che balla l'hip hop
un tenore di grido che intona "la pecora nel bosco, bum"
il quadro della gioconda esposto ai bagni pubblici della stazione
aldo busi che gioca in serie A
un gieffino che parla dell'analitica trascendentale di kant
saviano che scrive un libro su belen e corona
valentino rossi che corre coi sacchi
robert de niro che recita con la bellucci

oddio, ma la fantasia può diventare realtà?

Friday, March 04, 2011

scrittori veri

scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli. emilio salgari

Thursday, February 24, 2011

singapore #8

qui la termoregolazione corporea non sta scritta neanche sul vocabolario cinese. ti sparano 'ste arie condizionate da far impallidire i pinguini e rabbrividire gli orsi che se ne stanno al caldo dello zoo ben contenti di non dover andare in metropolitana.
esci di casa e già nell'ascensore ti becchi le placche; dall'ascensore passi alla metro e il minimo che puoi prenderti è la bronchite. dalla metro passi ai centri commerciali e così dalla bronchite passi al rigor mortis.
sai quelle belle sudate di roma che entri nella macchina bollente e butti giù quei sette otto etti d'acqua?
bè, è impossibile farle. io non sudo dal 31 dicembre o giù di lì. e così pur odiando la palestra, mi constringo a ore e ore di tapis roulant: ma il risultato è nullo visto che anche in palestra l'aria condizionata è tarata sui meno non so quanti gradi.
ormai trattengo così tanta acqua che potrei abbeverare mezza africa. l'altra metà non so.

Saturday, February 19, 2011

le città invisibili

se ti dico che la citta’ cui tende il mio viaggio e’ discontinua nello spazio e nel tempo, ora piu’ rada ora piu’ densa, tu non devi credere che si possa smettere di cercarla. italo calvino

Friday, February 11, 2011

singapore #7

la metro di singapore è un posto da passarci la vita, se non fosse che l'aria condizionata è perennemente sul meno non so quanti gradi e in alaska nei periodi rigidi fa più caldo. in ogni caso nei lunghi o brevi tragitti che accompagnano le mie giornate, qualche volta (sempre) dò una sbirciatina qua e là tanto per mantenere vivo lo sguardo miope e esercitare i neuroni in qualche volo pindarico a paracadute aperto.
la prima cosa che balza agli occhi è che questa città non ha una propria indentità e te ne accorgi proprio quando sei in metro con le persone più disparate per contorno e tu che, se chiudi gli occhi, potresti sentirti in america o in una qualche cittadina sperduta dell'india o in una metropoli giapponese o cinese ma che ne so. intorno a te un miscuglio di razze come quando regali i fiori a qualcuno e dal fioraio assortisci alla bell'e meglio qualche gerbera colorata, un po' di margherite che fanno sempre la loro porca figura, qualche rosa sempre in numero dispari, una manciata di fiori di campo che hanno quel non so che di radical chic e un po' di quei micro fiorellini bianchi per adornare il tuo bel bouquet di persone strampalate.
ci sono però delle cose che un po' accomunano tutti: i ragazzi per esempio hanno tutti mani femminili con unghie curatissime e lunghe senza pellicine stracciate come le mie, ma come fossero appena usciti dall'estetista; le loro mani sono magre, morbide, con dita affusolate su cui troneggiano questa unghie da pubblicità. le donne indiane col sari portano tutte molto oro; qui l'oro ha un colore diverso dal nostro: è molto più giallo che sembra quasi finto. e luminoso. dicono abbia qualche carato in più, mi pare d'aver capito in un dialogo fatto di gesti tra il mio inglese povero e il loro inglese scrauso. gli uomini indiani invece vestono in maniera occidentale, pur portando sempre il pallino rosso sul sesto chakra. e allora vedi queste coppie buffissime con lei antica e lui moderno e non sai chi dei due sia fuori vignetta.
tutti hanno l'iphone. e quando dico tutti, non esagero. l'ho comprato usato pure io che lo desideravo da quando steve jobs doveva ancora pensare l'idea.
qui ci ascoltano la musica, ma i più ci giocano; le ragazze invece ci vedono delle soap opera che beautiful al confronto è un film di truffaut.
da italiana, che insomma almeno alla bellezza noi italiani siamo abituati anzi quasi assuefatti, posso dire che vestono tutti molto male; i gusti delle scarpe poi sono orribili: sembra che dal cielo si sia riversata una pioggia di scarpe tra le più assurde, robe che noi indossavamo mille anni fa o non abbiamo mai portato: mocassini a punta larga, stretta, quadrata, allungata, le ballerine più astruse che se le vede carla fracci, espadrillas colorate, a pois senza zebra, a righe come la juve, scarpe da ginnastica vetuste, col tacco, da calcetto, coi lacci, senza lacci ma con le fibie, le crocs in ogni salsa, le infradito con ogni stile e geometria.
e come ciliegina sulla torta: la borsa gucci, vera o no, a testimoniare che anche in oriente si ha gusto.
ma il massimo comun denominatore o minimo comune multiplo che non ho mai capito la differenza, è che sui mezzi pubblici (metro, autobus, boat per andare nelle isolette qui intorno) tutti quelli seduti dormono. a qualsiasi ora del giorno, la gente seduta dorme, ronfa, russa, s'appisola, insomma si fa una pennichella.
ho ripensato a roma, alla metro A o B e alla possibilità di addormentarsi in metro e risvegliarsi senza più stanchezza ma anche senza più portafogli, se ti va bene.