Wednesday, December 31, 2003

E Rossella O’Hara disse: “Domani è un altro giorno”. Ma pure un altro anno!
I bilanci di fine anno? li lascio fare al governo
gli auguri di buona fine e buon principio? a chi spera che domani sia migliore
i botti di capodanno? ai futuri monchi e storpi
lo champagne? ai francesi scostanti
il cotechino? alle future divette
le lenticchie? a chi è anemico o fa la raccolta differenziata del ferro
la tombola? ai napoletani e a san gennaro
le cene festose? ai benpensanti che tutto sanno
I grandi concerti? ai demagoghi
le trasmissioni in tivvù? alle persone sòle
il dieci, nove, otto…tre, due, uno? agli orologiai che tic e tac
i pensieri buoni? a quelli che non ci sono più
i pensieri cattivi? a quelli che purtroppo ancora ci sono
i baci con lo schiocco? agli anonimi dei bigliettini dei baci perugina
l'”aria” allegra e con brio? alle opere di rossini
l’amicizia? a pietro e alle sue terre
la travolgente travolgitura? a mariemarion che m’ha generato
la compassione? a mio padre che tutto sa ma tutto tace
la verve? a giulio e alla sua carica in sette note
la politica e tutti i suoi punti a capo? a Emanuela che ride si sapis
l’incostanza costante? a monica e alla sua impazienza paziente
la vera pazzia chiamata acquario? a mau, fratello friulano
il primato di mamma dell’anno? a ornella, la mia sorella di milano

A me che rimane? un grazie.



And now, the end is near,
And so I face the final curtain.
My friends, I'll say it clear;
I'll state my case of which I'm certain.

I've lived a life that's full -
I've traveled each and every highway.
And more, much more than this,
I did it my way.

Regrets? I've had a few,
But then again, too few to mention.
I did what I had to do
And saw it through without exemption.

I planned each charted course -
Each careful step along the byway,
And more, much more than this,
I did it my way.

Yes, there were times, I'm sure you knew,
When I bit off more than I could chew,
But through it all, when there was doubt,
I ate it up and spit it out.
I faced it all and I stood tall
And did it my way.

I've loved, I've laughed and cried,
I've had my fill - my share of losing.
But now, as tears subside,
I find it all so amusing.

To think I did all that,
And may I say, not in a shy way -
Oh no. Oh no, not me.
I did it my way.

For what is a man? What has he got?
If not himself - Then he has naught.
To say the things he truly feels
And not the words of one who kneels.
Let the record show I took the blows
And did it my way.
Yes, it was my way.

Tuesday, December 30, 2003

Quando il tavolo traballa un po’, sotto sotto non c’è Impulse.
Io e i manuali non ci hanno mai presentati. come io e i libri di scuola. il bello è che parto con tutte le migliori intenzioni. cerco il manuale che mi servirà comprandolo o fotocopiandolo. quando lavoravo al macintosh, ho fotocopiato due manualoni da chili di pagine che spiegavano la vita e le opere di Illustrator, X-press e Photoshop. la mattina che ancora non lavoravo, mentre mamma dormiva, io mi mettevo lì in camera mia e aprivo i manuali. i buoni propositi c’erano tutti. cominciavo magari sottolineando una frase o due con l’evidenziatore giallo, così tanto per darmi un tono. sai certi gesti ti fanno quasi pensare che ciò che fai è una cosa seria. rileggevo poi quelle frasi sottolineate. ma era inutile. il mio cervello era completamente assente. ho fatto i più bei sogni leggendo quei manuali: ho sognato di guidare la Fiat, di sposare alberto di monaco, di ritrovare il casale per papà, di volare con il concord, di essere la padrona della McCaan con l'art director che mi faceva lo schiavetto, di conoscere ayrton senna, di vedere mia madre orgogliosa o perlomeno felice o perlomeno contenta o pelomeno…punto. un periodo avevo comprato il manuale della guida sicura. lo davano in regalo con quattroruote. risultato: mai guidato sicura. anzi, ho sempre fatto peggio. dalla lettura non riuscivo a capire neanche dove fossero le quattro frecce. poi c’è stato il periodo dei siti web. ho ricevuto dreamwever in formato tascabile. anche là il nulla. apro di solito dall’ultima pagina e vado a ritroso. cerco di sforzarmi. cerco di studiare. cerco e m’impegno. lo giuro su dio, cioè su di me. ma poi desisto. perché prendere in giro un povero libro pensando ad altro? quello pure “cià” un’anima. e così mollo. non mi concentro. mi sembra addirittura di non capire. anzi, non capisco proprio quello che sto leggendo. una scusante è dirsi: sei scema. ma non sono neanche scema. almeno credo. gli altri dicono di no. pure mia madre. ma sai per le mamme ogni scemone è figlio a mamma “soia”! a natale ho ricevuto il manuale di adobe premiere per montare i due corti che ho girato. bello. che gioia. apro dal sommario in ultima pagina vicino al prezzo e vado a ritroso. mi blocco e mi sforzo e comincio come tutti dalla prima pagina. titolo, introduzione, il segnale digitale. primo cedimento. cos’è il segnale digitale? ho ritrovato brandelli di cervello “squagliato” persino nell’androne stamattina. m’impongo a me stessa. “che cavolo!, mi dico, pupa, a che ti serve il tuo marte in scorpione se molli così?”. vado avanti. salto il segnale digitale. cambio capitolo. tanto i corti li ho già girati! passo ai formati compressione: sistema Pal, sistema Ntsc, jepg, mpeg 1, mpeg 2, png, ping, pong. il cervello è andato in fumo. ho creduto addirittura di vedere piangere la colonnina del telefono cordless. desisto. mi alzo, vado in cucina e poggio il manuale sul tavolo. traballa. il tavolo traballa. serve una zeppa, mi dico e con una mossa repentina alla velocità di settemilioni di pixel sottratti per tre col resto di due, metto il manuale sotto il tavolo. Il tavolo ringrazia sentitamente. dice che era da tempo che voleva girare un film. buon per lui.

Monday, December 29, 2003

Anche questo è amore
Nino: a pupe' che t'hanno rigalato pe' natale?
Clara: a me tutte candele. dice che vanno de' moda quest'anno.
Nino: a cla', a te te dovevano da rigala' i candelotti!
Clara: si, da mettete ar cimitero.

Sunday, December 28, 2003

Io e Dio. L’altra sera al bar.
Dio: a natale m’hanno fatto un sacco di doni.
Io: la pace nel mondo?
Dio: no un regalo più bello: il papa m’ha regalato tutte le messe che ha celebrato in mp3. ‘na figata!
Io: wow, tutta vita!
Dio: il presidente, una brava persona, mi ha mandato una foto in digitale formato gigante con raffigurata la sua residenza con tanto di autografo. mica pizza e fichi!
Io: perché scrive pure?
Dio: pure berlusconi s’è ricordato di me. pensa che mi ha mandato tutte le registrazioni delle partite del milan dal 1923 a oggi. che bel regalo, eh?
Io: ma che tieni per il milan?
Dio: e non sai che regalo della Madonna? un bel completino di roberto cavalli. lei dice che a me il tigrato sta da dio!
Io: wow!
Dio: e san Giuseppe? ne vogliamo parlare…non m’ha fatto una sedia che ikea se la sogna! è fatta su misura contro la scoliosi che, sai, a guardare sempre tutti dall’alto in basso uno ci rimette la schiena.
Io: t’hanno parlato dello shiatzu?
Dio: no, preferisco lo sharpei!
Io: ???
Dio: ‘st’anno m’ha fatto il regalo pure coso…coso? come si chiama?
Io: Rutelli?
Dio: no, coso…
Io: San Pietro?
Dio: zitta, che quello mi manda ogni anno l’elenco dei santi, li divide per buoni e cattivi e a me tocca sempre fare il lavoro sporco: le punizioni!
Io: allora coso chi?
Dio: Allah: dice che ha fatto arrestrare saddam mentre stava dentro a un fosso. e chi lo vedeva, senno'!
Io: e bin laden?
Dio: boh! dice che è morto. e chi lo sa? sono quei misteri che nessuno sa. Sai che m’ha regalato la regina?
Io: no.
Dio: un puzzle di ottomila pezzi con raffigurato bacchingam palas. e m’ho chi lo fa? io non cio' pazienza!
Io: vabbè, devo andare…
Dio: eddai un altro goccetto che stasera sto un po’ giù.
Io: no, vado al cinema e non mi piace il film gia' iniziato!
Dio: Offri tu?
Io (sottovoce): Pure tirchio!
Dio: che ci vuoi fare: tengo famiglia!

Wednesday, December 24, 2003

MieTerreCopyright
Il post(o) perfetto. Sono al computer di Mariemarion (quello che a lei la odia!!!). Respiro la sua aria, la sua energia, digito sui tasti che lei batte freneticamente per scrivere i suoi lunghissimi e innumerevoli post; sto guardando le foto che lei tiene qui intorno. vedo Ada di Pietro e i piccoletti di Zu e Manilo. ci sono i ciddì e i suoi quadri dipinti. e le effemeridi e i suoi libri o parte di essi. c'è pure Ir grande carceriere alle spalle! c'è tutto il suo mondo qui intorno a me. ne uscirà un post perfetto? mi sforzo. niente. cerco ma non trovo. neanche con tutta l'energia che posso respirare qui dentro. niente. nessun bel post! un ultimo sforzo, pupa! nada, buon natale. vado in bagno!
ERRATA CORRIGE
"sono circa trenta libri l'anno cioè uno al mese". vabbè che la matematica non è un'opionione, però!

Sunday, December 21, 2003

Conti della serva.
S'avvicina natale e ho fatto qualche pulizia di pasqua per casa. Una cosa che mi premeva da tempo era dare un senso ai libri letti e comprati che erano in un buco sopra il letto e che pensavo fossero meno: erano messi così bene che potevo solo aggiungere e mai rileggere. Oggi ho deciso di metterli in una libreria seria e di legno vero. Sei viaggi dalla camera alla libreria; quattro scaffali pieni; bukowki, busi e buzzati sullo stesso scaffale ora se ne stanno belli belli a bersi una birretta. Gli altri son messi alla rinfusa chè tanto non s'offendono. Ho calcolato che in questi sette anni di vita via da casa ho accumulato circa duecento libri, divisi per sette sono circa trenta libri l'anno cioè uno al mese (che fa pure una bella sommetta spesa!); calcolando diecimila parole a libro, ci ho quasi ventimila vocaboli che se ne vanno in giro per casa a fare casino. Ecco cos'era tutto 'sto baccano. E io che davo la colpa a Franca, la vicina!

Ultim'ora: solo la Pivano s'è offesa un po' di stare vicino a Leavitt. Dice che lei l'americano non lo parla!
E’ Natale: fai una buona azione.
C’era una volta l’uomo. E c’era pure l’anonimo. L’uomo, come sappiamo, ha un nome, un cognome, una via con una casa sopra, un telefono e pure un cellulare o due, una moglie, dei figli oppure è sigle o prete o bambino o alto e basso, largo e magro, intelligente e scemo, ha pregi e difetti, paure e insicurezze, pianeti e quadrature, insomma tutta una serie di cose che possono definire alla meno peggio un essere umano. L’anonimo? Egli è come il nulla, né bianco e né nero, né alto né basso, né maschio né femmina, né colto né rozzo né bello né brutto. Egli è vacuo. Non è niente, insomma. Ma esiste. Vivo e vegeto. Partecipe consapevole o inconsapevole. L’anonimo non ha una collocazione ben precisa. Gli storiografi lo collocano nella Terra dei Boh. Dov’è? Al confine dell’estremo sud tra la Strada del Certo e il Colle Sicuro. La Terra dei Boh non è una vera terra, direi una terra anonima né sabbia né cemento, né prati né boschi, né panchine né uccelli né aria né vento. La Terra dei Boh è una terra che non vedi sulle carte ma che esiste. E’ abitata dagli anonimi che sono figure…figure: boh! Hanno due occhi, due braccia, due gambe per camminare. Nessuno lo conferma, ma si sa. Si mormora che siano uguali a noi, lo dice pure Piero Angela. Ma niente è certo. Ogni tanto qualcuno fa outing ma sono ancora in pochi. Anche in quel caso l’anonimo non diventa un uomo a tutti gli effetti, casomai un pentito ma non uomo. Qualche anonimo è sardo, qualcuno beve un po’ troppo perchè è triste. Soffre per questa sua condizione di Non esistenza. E così vola di terra in terra, di posto in posto, di muro in muro, di telefono in telefono, di blog in blog e cerca, cerca di affermarsi senza però trovarne mai il coraggio. Allora che fa quel povero disgraziato? Cerca di lasciare tracce di sé, scrive sui muri, scrive parole sconnesse, fa telefonate mute, commenta a sproposito o a proposito, lascia tracce concrete della sua esistenza. Non ha nome o forse si. Gli storici non confermano. Non può firmarsi. A volte crede che non avere un nome sia anche un vantaggio: può scrivere male delle persone per esempio. Può lanciare epiteti. Può dire parolacce e tirare fuori il meglio/peggio di se senza essere scoperto. Ma anche in questo caso non si sente contento. Che soddisfazione dà litigare con qualcuno senza che l’altro sappia chi sei? E allora l’anonimo soffre. Lancia messaggi che lo aiutino ad affermarsi nella vita. Lancia appelli accorati. Vuole trovare una sua esistenza concreta come Maicol Jackson nell’Islamismo.
E io che sono sensibile a tutte le cause, quest’anno voglio sposare anche questa: aiuterò un anonimo. Lo coccolerò come un figliolo. Voglio seguire quello che dice Gesù: aiuta il prossimo tuo come te stesso. Guardiamo allora il caso umano. Apriamo questi benedetti occhi e cerchiamo di accorgerci che esistono anche loro. Si sta avvicinando il Santo Natale. E basta con ‘sti negretti del terzo mondo o i cani mollati sulle autostrade: salviamo 'sto bendetto anonimo e lui ci salverà!
c/c postale 050269 Abi 3333 Cab 0978


Friday, December 19, 2003

Porca vacca ladra. Vabbe' che e' Natale, vabbe' che stiamo alle prese con la legge Gasparri e non si sa dove vanno a finire raitre e retequattro, vabbe' che non si sa neanche che fine fara' Saddam, vabbe' che fa freddo e tutti se ne stanno rintanati dentro casa, ma porca vacca ladra: come mai non ri riesce piu' a pubblicare con Blogger, come mai, quando pubblichi, tutte le parole con l'accento escono come formule matematiche e soprattutto come mai col freddo mi prende una stitichezza infinita? cavolo!

ti sembra logico che oggi, anziche' lavorare, mi tocca andare negli archivi, riesumare vecchi e stantii post e cambiare tutte le parole con l'accento!

Thursday, December 18, 2003

Li vedo: durante la conversazione uno di colpo si distrae, sta fermo e pensieroso, magari pochi secondi ma e' quanto basta per capire che la sua verita' e' la', dentro quel silenzio. Come uno che dinanzi a casa stia conversando con gli amici e a un tratto li lascia, corre dentro a vedere chissa' cosa e subito dopo ritorna, col volto di prima tale e quale, e nessuno sa che cosa sia andato a fare e se qualcuno glielo domanda, lui risponde "niente", e d'altra parte non si poteva scorgere nulla attraverso la porta
quando lui l'ha aperta, che cosa ci fosse dietro, non si vedeva che un rettangolo di buio. Una immensa piazza, dunque, con intorno un'infinita' di case, questa e' la vita; e, in mezzo, gli uomini che trafficano fra di loro e nessuno riesce mai a conoscere le altre case; soltanto la propria e in genere male anche questa perche' restano molti angoli bui e talora intere stanze che il padrone non ha la pazienza o il coraggio di esplorare. E la verita' si trova soltanto nelle case e non fuori. Cosicche' del restante genere umano non si sa mai niente. L'uomo passa distratto in mezzo a questi infiniti misteri e cio' non sembra poi dispiacergli eccessivamente. Dino Buzzati

Wednesday, December 17, 2003

Nino: a Cla', chiudi quella porta.
Clara: perche'?
Nino: n'hai sentito che arietta?
Clara: de' Natale?
Nino: no, de' neve!
Cosa succede in un minuto.
Dice: vabbe', t'hanno licenziato senza giusta causa, je faremo causa.
Io: vabbe', je famo causa!
Dice: vedrai che con due o tre anni prendi bei soldini.
Io: vabbe', vediamo di prendere questi bei soldini.
Dice: certo, non saranno rose e viole, lo sai com'e' in questi casi...passa un anno, rinviano, passano due anni, rinviano. Ne passano tre e speriamo che si smuova qualcosa.
Io: vabbe', non saranno rose e viole..
Dice: certo il giudice potrebbe non riconoscere che lavoravi li' perche' non eri segnata pero' abbiamo i testimoni...
Io: vabbe', abbiamo i testimoni...
Dice: certo il giudice potrebbe contestare i testimoni ma noi abbiamo anche le carte...
Io: vabbe', abbiamo anche le carte...
Dice: oggi c'e' la causa ma il giudice e' assente per motivi familiari..
Io: vabbe', una famiglia la teniamo tutti...
Dice: oggi c'e' la causa ma e' stata rimandata: la controparte aveva un funerale...
Io: vabbe', pure io dovevo portare mia nonna al cimitero...
Dice: oggi la causa si puo' fare ma ho una causa piu' importante io stavolta.
Io: vabbe', l'avvocato e' l'avvocato!
Dice: oggi c'e' la causa ma c'e' sciopero dei mezzi...
Io: vabbe', pure lo sciopero dei mezzi!
Dice: oggi si potrebbe fare ma il giudice "cia'" la luna quadrata ed e' meglio di no. Io lo dico per te.
Io: vabbe', grazie che lo dici per me...
Dice: c'e' stata la causa: abbiamo vinto. Hai visto, te l'avevo detto: solo cinque anni!
Io: vabbe', solo cinque anni...
Dice: hai vinto ma devi pagare le spese...
Io: vabbe', paghero' le spese: quant'e'?
Dice: quali spese? tanto loro, nonostante la sentenza, non vogliono pagare.
Io: vabbe', non vogliono pagare e che facciamo ora?
Dice: be', je dovemo fa' un decreto ingiuntivo in banca...
Io: vabbe', famoje 'sto decreto!
Dice: sara' una cosa sbrigativa: massimo sei mesi....

Cosa succede in un minuto? tutto, tranne che la giustizia faccia il suo corso.

Tuesday, December 16, 2003

Sai la cosa che m'ha sconvolto di più? Mica che hanno preso Saddam dentro a un fosso senza essere morto. Mica che andava in giro con la barba bianca, forse per via dell'imminente Natale. Mica che l'hanno rigirato come un "pedalino" per vedere se era realmente lui o Bin Laden travestito o Paolo Bonolis in lotta per gli ascolti. No! La cosa che m'ha atterrito è che domenica, con un notizione del genere, canale 5 se ne stava "lillo-lallo" a trasmettere la partita del Milan! Bah. Non c'è più religione e lo conferma il fatto che Saddam "ciaveva" pure la foto della Madonna appesa!