Sunday, November 28, 2010

scoperte

non m'ero mai accorta dell'interessante iscrizione in cima al palazzo della civiltà del lavoro all'eur: "un popolo di poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori".
sorvolando sulla parola "popolo", anche delle categorie c'è rimasto ben poco, no?

Friday, November 19, 2010

ma dio non era asessuato?

dio sarà pure donna, ma tu certo non sei una campionessa di femminilità.

disCREPAnze!

tutti a criticare il Sistema ma come siete bravi a farvi produrre i vostri film d'autore (quattro stellette e due palle così) o i programmi di finta informazione dall'"arcor"man.

oltre tutto mi devo vedere bono in posa per louis vuitton (borse in vera pelle umana: l'importante però che non sia pelle di coccodrillo, signora mia, che siamo tutti animalisti) sulle pagine di vanity fair. il compenso della "star" ovviamente andrà in beneficenza. crediamoci.

voglio espatriare, ma non per la classe politica, tanto cambiando l'ordine degli addendi l'italia non cambia. ma per la razza umana!

Wednesday, November 10, 2010

sabrina e ivano

anche marco emme mi rifiutò quand'ero al liceo, ma non per questo mi son presa la briga di uccidere mia cugina. o forse dovevo?

10 novembre

emergenza locale

oggi una tromba d'aria ha scoperchiato il mio gazebo che è volato via dal quinto piano accartocciandosi qui sotto in mezzo ai rami d'una frasca. tra i tanti piagnistei lassù al nord non è che vi avanza qualche euro pure per me?

Wednesday, October 13, 2010

sembra scontato

Quando si insegna un uomo a odiare, ad avere paura del proprio fratello, quando si insegna che un uomo ha meno valore a causa del colore della sua pelle o delle sue idee o della politica che segue, quando si insegna che chi è diverso da te minaccia la tua libertà o il tuo lavoro o la tua casa o la tua famiglia, allora si impara ad affrontare l'altro non come un compatriota ma come un nemico, da trattare non con la collaborazione ma con la conquista. Per soggiogarlo e sottometterlo. Impariamo, in sostanza, a guardare i nostri fratelli come alieni. Uomini alieni con cui dividiamo una città ma non una comunità. Uomini legati a noi da un'abitazione comune ma non da un impegno comune. Impariamo a dividere soltanto una paura comune, soltanto un desiderio comune di ritirarci gli uni dagli altri, soltanto un impulso comune a reagire al disaccordo con la forza...
Robert Kennedy

Friday, October 08, 2010

due parole tanto per

sorvolando sullo zio maiale che lo si vede in faccia, sul garage che una quindicenne (visti i precedenti con lo zio) che ci va a fare, sul cordino che se stessi ad avetrana lo userei sui suoi attributi, sulla cugina che non si sa da che parte sta, ma della mamma intontita che, di fronte alla notizia del corpo morto della figlia, non s'alza dalla sedia mandando tutti al diavolo vogliamo parlare?
meglio di no.

Monday, September 20, 2010

ennio flaiano

"Quando mai uno stupido è stato innocuo? Lo stupido più innocuo trova sempre un'eco favorevole nel cuore e nel cervello dei suoi contemporanei che sono almeno stupidi quanto lui: e sono sempre parecchi. Inutile poi aggiungere che niente è più pericoloso di uno stupido che afferra un'idea, il che succede con una frequenza preoccupante. ...Se uno stupido afferra un'idea, è fatto: su quella costruirà un sistema e obbligherà gli altri a condividerlo..."

Thursday, September 09, 2010

Tuesday, September 07, 2010

il silenzio

Esiste qualcosa di più grande e più puro rispetto a ciò che la bocca pronuncia. Il silenzio illumina l'anima, sussurra ai cuori e li unisce. Il silenzio ci porta lontano da noi stessi, ci fa veleggiare nel firmamento dello spirito, ci avvicina al cielo; ci fa sentire che il corpo è nulla più che una prigione, e questo mondo è un luogo ...d'esilio. Gibran Khali

Wednesday, July 14, 2010

vicini e lontani

"tempo verrà in cui, con esultanza, saluterai te stesso arrivato alla tua porta".
derek walcott


uno sguardo così è più umano di tante persone che conosco. lui è leo, vicino di casa, futuro strillone come il resto della sua famiglia adottiva. mi domando come ci si possa fare un cucciolo per poi mollarlo sul balcone dalla mattina alla sera mentre si è al lavoro. ma poi mi rispondo che io di cuccioli ne ho avuti tanti e non ho saputo fare di meglio. quindi per la legge del contrappasso, oggi mi occupo di questo cagnolino qui. ogni tanto sento movimenti sul balcone e allora, contenta, mi affaccio sperando che sia tornato qualcuno a casa sua. e invece lo vedo trotterellare spensierato con un manico di scopa in bocca o con il portapaletta che sbatte ora su un vaso ora sullo stendino impigliandosi tra le camicie pulite e qualche reggiseno. sono i suoi giochi preferiti oltre una macchinina che prima lui fa muovere con le zampe e poi le abbaia perchè lei, ingrata, finisce la sua corsa.
a volte lo chiamo: leo, piccolino, gli dico. abbiamo dieci cm di spazio per salutarci, per dargli una carezza io e lui una leccatina sulla mano. gli mollo una fetta biscottata, un cracker, l'altro giorno un po' d'acqua chè alle due faceva appena 39 gradi. mi piace pensare che gli faccia piacere che una sconosciuta larga dieci cm nei quali riesce a vedere solo il mio occhio destro e una mano che spunta lo distragga per qualche secondo da una giornata solitaria lunghissima. poi mi dico che forse son scema e che lui, come dicon tutti, non ha la cognizione del tempo che passa. e allora, spingendomi nei meandri dell'autocoscienza fai da te, sono costretta ad ammettere che forse è lui che fa compagnia a me e che siamo due cani solitari ognuno sul proprio balcone.
oggi scopro che la sua padrona ha messo un vaso davanti al nostro spazietto d'incontro, quasi a delimitare il suo territorio. sorrido. e mi vedo cambiata. un tempo sarei andata in escandescenza. oggi sorrido per lei, per la sua ristrettezza mentale di padrona gelosa del suo cane costretto dieci ore alla vita solitaria e piuttosto afosa visto il clima.
"la vera felicità è condivisione" diceva più o meno eddie vedder. essere aperti, generosi, mobili mentalmente, flessibili. parliamo, parliamo a vanvera di energia, di solidarietà, di zen e dei suoi derivati. ma poi stiamo tutti fermi sulle nostre posizioni perchè il mare aperto ci incute terrore. e allora è meglio il nostro spazietto mentale tranquillo, quello in cui ti dici le solite banali verità, quello in cui pensi che stai cambiando te stesso, quello in cui ti dici che sei tanto buono, che sei tanto generoso, quello in cui parli del mondo che va in rovina ma dove tu non fai niente per evitarlo.
rimane che a me 'sto cagnolino mette una gioia infinita. rimane che nonostante il vaso gli farò sentire la mia presenza durante le sue giornate. rimane che il viaggio solitario verso il mare aperto è sempre doloroso. rimane che capire a volte è soffrire. forse era meglio nascere cane. ma non con una padrona così.