Wednesday, December 28, 2011

la guerra dei due monti

mi hanno regalato un panettone di quelli super accessoriati col presepe scavato dentro e il bambinello di meringa colorata. mangiucchiandolo qui e là, mi sono accorta che nascosta c'era anche una casetta di gelatina e zucchero. sono quasi svenuta: dovrò mica pagarci l'emu?

Thursday, December 08, 2011

140 caratteri senza punti e virgole.

twitter. il must del momento. ce l'hanno tutti: la canalis per farci sapere che lei speaks english very well with a marvellous course of 'deagusten', jovanotti per autocelebrarsi, la moglie di jovanotti per celebrare il marito, fiorello per fare ascolti pure da scritto, baldini perchè copia fiorello, facchinetti figlio per vantarsi che è diventato padre, la santarelli perchè glielo han scritto nel copione, e via via gerry scotti, negramaro, valentino rossi, la ventura, tutti i cecchetto al completo, alfonso signorini fino ad arrivare alla mitica vanoni. ebbene sì anche ornella vanoni nelle spire degli short message.
superato facebook, roba preistorica oramai, twitter è diventato così a la page da spostare vip da ogni dove che ci informano puntualmente sui propri spostamenti, sui concerti che fanno, su quanti mal di gola li colpiscono, se bucano in macchina o sono in fila al casello, sui ristoranti dove vanno a mangiare e non perchè fanno pubblicità subliminale, sugli euro che dobbiamo donare agli alluvionati, sulle scaramucce tra di loro, sulle camere d'albergo nelle quali vivono e su quello che mangiano a colazione, sul film che stanno vedendo, sull'albero di natale che stanno facendo.
insomma telecamere accese sulle loro vite 24 ore al giorno per muovere e promuovere la grande macchina chiamata showbiz. quello che mi chiedo è: una volta che twitter sarà obsoleto, il prossimo social network sarà che tutta questa gente verrà a citofonarci a casa? oh, io vi avverto, non apro mai chè ho sempre paura dell'ufficiale giudiziario.

Wednesday, December 07, 2011

nosce te ipsum

chissà perchè quando sento qualcuno parlare dei propri difetti, l'obiettività è un vagheggiamento fantasioso e patetico, quasi come quello di rialzare l'italia senza tassare l'intassabile. c'è chi sostiene che il suo difetto più grande è l'essere troppo buono. chi essere troppo estroverso. o troppo generoso. troppo altruista, troppo tollerante, troppo rispettoso. insomma l'imperfezione è il pregio rivoltato.
non ho mai sentito affermare da qualcuno di essere cattivo; o una iena; uno che odia i meridionali o i padani, a scelta; o che è iroso, invidioso, tirchio, pessimista, cafone, burino, ignorante, stonato, sgraziato.
comprendo bene che conoscersi è fonte di enorme sofferenza, ma prendersi per il culo diventa un patimento maggiore. guardate me che sono perfetta ed è il mio difetto maggiore :)

min cool pop

da qualche mese soffro d'insonnia. poco male, mi dico; anche perchè durante le ore notturne, ho scoperto tutta una serie di trasmissioni culinarie sorprendenti con cuochi giovani, simpatici, accattivanti, smart per usare una parola che va tanto di moda.
poi mi capita di accendere la tv intorno alle 13 e allora ripiombo nel baratro dell'appiattimento del palato e del cervello: c'è la clerici che la cosa più estrosa che fa è mettersi in ghingheri e piattini quasi fosse lei il piatto da portata o, su italia uno, la sostituta della parodi, quella tessa gelisio che ha il nome più complicato delle cose che inforna. per non parlare poi del mc-panino di gualtiero marchesi, un vero volo pindarico del gusto che unisce le melanzane al parmigiano. che sforzo di fantasia!!! dovessi scegliere tra una parmigiana di vissani e un piatto di formiche carammellate di jamie oliver, bè sceglierei il secondo. magari portandomi dietro un alcaseltzer.

Monday, November 28, 2011

interiora

quel che il lego costruisce, l'ego distrugge.

Sunday, November 13, 2011

cambio di scena

e dopo i monti auguriamoci i mari ma non di sterco.

Monday, November 07, 2011

fuori dai denti (cariati)

un canadese s'è comprato all'asta un dente cariato di john lennon. allo stesso canadese lascio qui una lista di cose in mio possesso da aggiungere alla sua collezione: una foto di vittorio sgarbi con tanto di autografo 'a pupa che dal troppo amòr si sciupa', una collezione di fanzines di jovanotti prima maniera quando ancora non faceva il santone e non aveva i ghost writers, un reggiseno che sabrina salerno lanciò durante il festivalbar del '95 e che per un secondo ha oscurato parte dell'arena di verona, un sampietrino prelevato di fronte l'hotel dove brad pitt ha sostato quindici secondi per firmare un autografo e farsi fotografare, un hula hop volato via a plastìc bertrand durante una puntata di discoring, una goccia di sudore di baronchelli nella tappa subiaco-fiuggi del giro del lazio del '77, un tubetto di di fondotinta max factor che renato zero usò, pare, per la sigla di fantastico.
tutto originale, no sconti, astenersi perditempo e/o curiosi.

Wednesday, November 02, 2011

borse e monete

di questi tempi non c'è neanche la possibilità di fare testa o croce chè ti sparisce la moneta.

Thursday, October 27, 2011

e il coccodrillo come fa?

forse è perchè sono cresciuta con lo zecchino d'oro che quando mi capita di imbattermi in quei programmi di bambini che cantano, mi viene una sorta di repulsione.
chi non ricorda il mitico andrea, il bimbo sdentato di 'fammi crescere i denti davanti te ne prego bambino gesù', che candidamente e con orgoglio rivela a mago zurlì di non voler diventare un cantante ma l'archeologo.
i ragazzini d'oggi sono divi già a sette anni, avranno persino un manager e delle segretarie alle spalle; sono impostati, laccati, cotonati, stirati, imbellettati, insaccati in vestiti che sfilerebbero da pitti immagine.
e poi la voce, la voce: come mai sembra che abbiano ingurgitato barry white e celine dion a colazione?

Wednesday, October 26, 2011

premio produzione

se tutte le donne rinchiuse in carcere chiedessero, come lo chiede la franzoni, il permesso di uscire per andare dai figli, chi resterebbe dentro? le guardie, il cappellano e l'unica innocente che passava lì per caso.

Thursday, October 13, 2011

arredamenti aventino

se non riesci a uscire da te stesso, almeno arredati bene.

Tuesday, October 11, 2011

viale del tramonto

saremo pure declassati da mezzo mondo, ma uno spettacolo così ce lo invidia pure il padreterno.

Saturday, October 08, 2011

gli ultimi saranno i primi, diceva quel tale

dopo s&p, moody's e fitch ci declasserà anche il mercato di via corinto.

Friday, October 07, 2011

a ciascuno il suo, oroscopo.

jobs era pesci ascendente acquario; io acquario ascendente pesci. lui il visionario del web; per me la massima visione mistica è stata quella di immaginare la bindi che, stravaccata sul divano, si toglie i granelli di sabbia dalle dita dei piedi mentre guarda una puntata di forum o magalli che, come in avatar, trasportando la sua mente in quella di iames franco si ritrova a ballare un lento insieme a tina di uomini e donne.

'…il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore…stay hungry, stay foolish' 4sjobs

Sunday, October 02, 2011

donne di casa

dopo aver letto che michelle obama s'è presentata in un supermarket americano per fare la spesa, venerdi mentre ero all'eurospin mi aspettavo di veder sbucare da ogni scaffale che so rosy bindi a scegliere una tinta color grigio per i suoi capelli, la finocchiaro a combattere tra i surgelati come fa nel suo partito d'altronde, la santanchè al banco verdure e qui evito le battute da caserma, la melandri a quello del pesce, idem.
solo alla cassa vedendo l'ennesimo rumeno alle prese con grandi scorte di birra, ho pensato che magari il giorno era sbagliato; forse le nostre onorevoli fan la spesa il sabato, visti i grandi impegni degli altri giorni.

Monday, September 26, 2011

incidenti di percorso

è proprio vero: chi ha il pane non ha i denti; e chi ha i denti, le carie.

Wednesday, September 21, 2011

punti di vista

esultando, mi disse che aveva visto una luce bianca abbagliante alla fine del tunnel. era un camion che proveniva dalla parte opposta.

Tuesday, September 20, 2011

diamonds are a girl's best friend

pare che beckham, innamorato sempre della sua vittoria, voglia regalarle un brillocco appartenuto a liz taylor.
ricordo ancora quando ad un anniversario ho ricevuto un pigiama; quando poi ci siamo lasciate, lo ha pure rivoluto indietro manco fosse un anello in platino di damiani.

bi.sogni

allevava gabbiani perchè potevano volare al posto suo...

Wednesday, September 14, 2011

quello che per me è il tramonto, sarà l'alba di un giorno nuovo per chi sta dall'altra parte.

eco della stanza

"occorre un nemico per dare al popolo una speranza. qualcuno ha detto che il patriottismo è l’ultimo rifugio delle canaglie: chi non ha principi morali si avvolge di solito in una bandiera, e i bastardi si richiamano sempre alla purezza della loro razza. l’identità nazionale è l’ultima risorsa dei diseredati. ora il senso dell’identità si fonda sull’odio, sull’odio per chi non è identico. Bisogna coltivare l’odio come passione civile. Il nemico è l’amico dei popoli. ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria. L’odio è la vera passione primordiale. e’ l’amore che è una situazione anomala. per questo cristo è stato ucciso: parlava contro natura. non si ama qualcuno per tutta la vita, da questa speranza impossibile nascono adulterio, matricidio, tradimento dell’amico… invece si può odiare qualcuno per tutta la vita. purché sia sempre là a rinfocolare il nostro odio. l’odio riscalda il cuore." da il cimitero di praga - umberto eco

Wednesday, August 31, 2011

tempi moderni

mi si avvicina un ragazzino di cinque anni l'altro giorno mentre stavo facendo un trattamento shiatsu. "è morto?" mi chiede indicando il papà steso in terra rilassato e beato. rimango di stucco: quel bambino non si era stupito nè della parola "morto" nè che nel caso fosse il padre.

Tuesday, August 23, 2011

il ginocchio della lavandaia

l'unica consolazione alla tortura delle zanzare è che oltre al mio sangue si beccano una tiroide sballata con così tanti anticorpi che non avranno un'influenza per due anni.

italia

scemo chi regge.

Wednesday, August 03, 2011

Wednesday, July 20, 2011

a-social network

ora che c'è google+ non so più a chi dare i resti. passo le giornate a cliccare su "aggiorna" per vedere cosa hanno pubblicato tutte le persone che conosco. ho sparsi per il mondo tremilacinquecento amici divisi tra facebook, twitter e google+. e poi seguo anche i twitter di muccino, di jovanotti, della bellucci, di stefano gabbana e pure del padrone di microsoft, tanto per tenermi sempre informata che quando vado in discoteca non mi batte nessuno in quanto a gossip.
quando sto a casa, che non scrocco la linea adsl in ufficio, vado in paranoia e così mi sono comprata uno smartphone che ci mette un secolo a caricare le pagine ma comunque non mi lascia mai senza aggiornamenti. pensa che domenica ero al mare e ho scoperto su fb che ero allo stesso stabilimento di diego. lui mi aveva detto che andava dai suoi, che strano. abbiamo chattato per un'ora da ombrellone a ombrellone, che figata; però non ci siamo visti di persona. il lunedi l'ho raccontato a mimma via mail e lei mi ha risposto con un sacco di faccine felici, vuol dire che ce la posso fà.
certo pure andrea, quello che abita a sanremo, non è malaccio. mi scrive sempre che sono una bella ragazza e altri complimenti sinceri. solo che mi sa che è fidanzato, perchè quando gli chiedo di vederci, non risponde mai. insomma questo mondo dei social network è proprio fantastico.
ogni tanto penso a come facevano i miei genitori che si scrivevano le lettere con la penna e dovevano essere proprio tristi senza tutto questo bendiddio.
mi ha scritto adele che twitter vuol dire cinguettìo. che stupida che è, gli uccelli mica ce l'hanno il computer?

Tuesday, July 12, 2011

singapore #24

ho scoperto che in italia va di moda il sadomaso e farsi frustare in discoteca. a singapore, basta rubare una mela o mangiare durian in metropolitana e si può provare l'ebbrezza delle fustigate senza neanche il problema di fare la fila all'entrata sbarrata dai buttafuori.

Tuesday, July 05, 2011

zbigniew herbert

"gli ubriaconi sono le persone che bevono fino all’ultima goccia. ma si spaventano perché nel fondo del bicchiere vedono di nuovo sé stessi. attraverso il collo della bottiglia osservano mondi lontani. se avessero più testa e più gusto sarebbero astronomi..."

Friday, July 01, 2011

bollywood

finita la storia con clooney pare che la canalis abbia ricevuto una cifra cospicua per tenere la bocca chiusa circa la possibile uscita di indiscrezioni sulla loro vita di coppia.
io dopo la fine dell'ultima storia ho ricevuto nell'ordine: una quasi denuncia per cose mai fatte, una messa in giro di cose mai dette, una maledizione con tanto di fattucchiera, spilloni e bambolette vodoo, terra bruciata con amici e parenti e la non restituzione dei miei effetti personali, pigiami e mutande comprese. e pensare che quest'ultime eran pure sporche.

"che sensazione di leggera follia"

mi sento diversamente instabile.

Friday, June 24, 2011

singapore #23

presa dall'entusiasmo di un mio amico che s'è comprato una canon iperspaziale e ultramoderna con un obbietivo che può farti vedere la tivvù senza decoder e la rotazione dei pianeti senza il bisogno delle effemeridi, da una circa una settimana ho sedato a colpi di melatonina la mia luna in vergine la quale, giustamente, mi ricorda sempre che sono povera e senza lavoro, e mi sono messa alla ricerca di una nikon coolpix che solo a tenerla in mano mi fa sentire tanto rino balillari ai tempi de la dolce vita.
sono entrata in un negozio marcato nikon ad orchard che come strada è da paragonarsi a via del corso a roma e dopo qualche informazione, il commesso mi ha dato il prezzo finale. gli ho detto che avrei voluto confrontarlo con l'italia e che sarei tornata il giorno dopo, cosa che puntualmente ho fatto. neanche dodici ore dopo sono entrata nel negozio e il prezzo era cambiato, quasi cinquanta dollari in più mi dice il ragazzo, per via delle tasse. dico allora che io avevo chiesto il prezzo finito con le tasse già la sera prima. il ragazzo non risponde, fa il vago. io non rispondo, faccio la vaga ed esco.
mi dirigo a chinatown, entro in un negozio, poi in due, poi in tre. alla fine trovo la nikon che fa per me; è bella, troneggia in vetrina e il prezzo sembra abbordabile. mi danno qualche informazione e alla fine mi fanno il foglio per andare a pagare. guardo bene e mi accorgo che non era lo stesso prezzo che mi avevano detto all'inizio. specifico che le tasse erano incluse nel loro primo prezzo. no, dice il tizio che prova a biscicare qualcosa non so in che lingua. biascico qualche invettiva in non so quale lingua e me ne vado.
vado verso little india, vicino mustafà che è un grande magazzino che per estensione è quasi quanto mezzo eur. sento da una vetrina una vocina, è lei, è la mia nikon mi dico tutta felice, immaginandomi già di fotografare ogni angolo di singapore come fanno i giapponesi che inquadrano anche i tombini aspettando che esca il fumo come a new york.
effettivamente c'è questa macchinetta tutta arzilla pronta per essere venduta sullo scaffale di un negozio con su scritto tutto al 50%. vado dentro e chiedo per prima cosa se nel prezzo ci sono incluse le tasse. sì e come omaggio mi danno anche la memory card e la custodia. il tizio al bancone mi chiede la carta per pagare nel frattempo. non so che voce (forse quella della macchinetta stessa) mi dice: "fermati". chiedo al ragazzo, "e la macchinetta dov'è?" e lui risponde che intanto posso pagare. gli ribadisco, "si, ma la macchinetta?" e lui tutto imbarazzo mi dice di aspettare. fa una telefonata (credo per l'aiuto da casa come da gerry scotti) e dopo aver messo giù dice che il mio modello è troppo vecchio ed è discontinuato. e che macchinetta avrei pagato mi chiedo? me ne vado non prima averlo odiato in tutte le religioni compresa la sua.
entro nel negozio accanto. chiedo informazioni circa questa benedetta nikon coolpix datata e discontinuata e anche qui il prodotto sembra esserci. mi accerto delle tasse, del prezzo finale, della memory card, della custodia, della mamma del commesso e del fuso orario con il suo paese d'origine. finiti tutti gli accertamenti di rito forse ebraico, dico urlando come se avessi vinto alla lotteria della parrocchia a via san tarcisio: la prendo. il commesso mi dice di farmi un giro che devono portargliela. vado da mustafà, riesco anche a non perdermi dentro quella vastità di cose esposte e rientro dopo una manciata di minuti. in quel lasso di tempo, era sparito il commesso e la mia macchinetta non c'era più. esco mandandoli tutti affanculo in un corretto italiano e maledicendoli in volgare romano.
salto i capitoli funan e sim lim (due centri commerciali specializzati in prodotti di elettronica) perchè all'incirca sono avvenute le stesse cose: prezzi sbagliati, macchinette senza garanzia, commessi evasivi, tasse si, tasse no peggio che in italia.
sembra che qui comprare una macchinetta decente sia come essere adottati come undicesimo figlio dalla jolie e da brad pitt e abitare con loro in una villa a santa monica di ottanta stanze, trenta camerieri in livrea che ti servono ogni ben di dio, due piscine, una vasca jacuzzi e un labrador cieco cioè è impossibile, soprattutto per il labrador cieco.
devo pensare che mi è andata meglio quando a via sannio per duecentomila lire e un motorola due napoletani mi diedero in cambio due sacchi di sale fino. almeno fosse stato grosso che è contro la jella.

singapore #22

pensavo ieri mentre stiravo alcune mie camiciette: se mi vede mia madre, mi disereda!

singapore #21

nel negozio di caramelle.

Tuesday, June 21, 2011

singapore #20

quando incontri per strada un bimbo cinese o uno giapponese ti senti scaraventato dentro un cartone animato ma senza cristina d'avena che ti canta la sigla.

Monday, June 20, 2011

8 parole e 1 virgola

era felice così, piena dei suoi innumerevoli vuoti.

singapore #19

qui si cammina così tanto che tornata a roma mi farò almeno tre colli al giorno per sgranchirmi le gambe.

Wednesday, June 15, 2011

la spia che veniva dal cielo

parliamo di satelliti (4 in italia), costano 300 milioni l'uno e riescono a vedere anche le cose più piccole e in condizioni atmosferiche non proprio ottimali. chiedo a uno di loro se può darmi una controllatina alla cistifellea chè magari risparmio sul costo dell'ecografia.

Sunday, June 12, 2011

punti di vista

c'è una trasmissione americana su sarah palin e le sue avventure in quel dell'alaska; bè la si vede mentre s'arrampica a mani nude sulle rocce di non so che montagna, scendere sulle rapide di un fiume parecchio incavolato, camminare in solitaria sulle nevi perenni trainata da uno stuolo di siberian husky, stare a contatto con orsi selvaggi, sorvolare con un piper le immense distese di prati.
ma te la immagini qui da noi la santanchè in cerca di un parcheggio una domenica d'inverno al terminillo, mettersi in coda per prendere i moon boots e gli sci, aspettare che con calma aprano gli impianti e alla fine gettarsi sulle pendenze de "le carbonaie", sei secondi di discesa e quaranta minuti per ri-timbrare lo sky-pass. questa sì che è la vera avventura.

im-pari opportunità

non capisco. se viene presa a male parole la concia additata come "lesbica di merda" si urla allo scandalo, alla violenza sui gay che è un'indecenza, per carità signora mia; se alla polverini vengono urlati i peggio improperi tacciandola di essere una "fascista di merda" pare che "fa parte di certi ruoli, bisogna metterlo in conto..." dice il presidente dell'arcigay patanè.

Saturday, June 11, 2011

malanni

soffro di pupalgia.

singapore #18

il cielo oggi è più grigio del solito, piove, lampa e tira vento. la piscina è agitata. il mare non so.

Friday, June 10, 2011

totti

leggo sul giornale che il capitano della roma è definito come luce sui tetti di roma. c'è quindi qualche possibilità di risparmiare sulla bolletta a fine mese?

Wednesday, June 08, 2011

cose buone dal mondo

scamarcio nel cast dell'ultimo film di woody allen. quindi c'è speranza che io vinca il nobel quest'anno.

Tuesday, June 07, 2011

l'erba del vicino

ho scoperto che i cinesi ci invidiano il naso. perchè? non possono portare gli occhiali, ti rispondono corrucciati: il loro setto nasale è schiacciato come quello dei bulldog.
di contro noi il nostro naso lo odiamo, lo detestiamo al punto che ce lo facciamo prendere a martellate per ridurlo, rimpicciolirlo, ricrearlo come se stessimo dipingendo un quadro. ed è a quel quadro che noi vorremmo assomigliare, non a noi.
una volta ultimata la creazione la mettiamo all'asta, da sotheby's o da christie's o in quel negozietto all'angolo sulla quinta strada. ripassiamo dopo un mese, un anno, due e scopriamo che siamo sempre là, invenduti e impolverati. ci danniamo ancora di più perchè la formula del ctrl zeta ( zeta) in questo caso neanche vale.

Saturday, June 04, 2011

e roger c'è!

souvenir

devo capire se rabbridisco più per la notizia dei due turisti in tour ad avetrana per avere l'autografo di misseri o per quel ragazzo che a shangai s'è venduto un rene per comprarsi l'ipad2. ci penso su.

Friday, June 03, 2011

derby interiore

domani notte il cuore tiferà la schiavone, le circostanze geografiche propendono per li na; magari è la volta buona che persino io oltrepasserò la soglia dello psicanalista. alla buon ora, dirà qualcuno.

Wednesday, June 01, 2011

grande francesca!!!

ieri sera mentre guardavo la partita della schiavone contro una russa dal nome impronunciabile, cercavo di capire chi mi ricordasse: lo sguardo di jean reno, i tratti spigolosi di martina navratilova e la faccia di assunta, una una signorina della mater dei.

Sunday, May 29, 2011

Tuesday, May 24, 2011

singapore #16

il volantinaggio qui lo fanno tutti, ragazzi punk occhi a mandorla e capelli biondi come raffaella carrà, adolescenti coi brufoli larghi come crateri, anziani più arzilli di me, donne senza denti e senza capelli, signore di una certa età a cui però non bisogna chiederla, uomini con la cravatta e le infradito. ognuno ti porge il volantino del posto per cui lavora studiando prima se è il caso di dartelo oppure no.
non come in italia che i volantini te li tirano dietro insieme ai prodotti che vendono; io una volta all'uscita della metro subaugusta ho visto dare la pubblicità di una cyclette ad uno zoppo e quella di una pasticceria ad una mia amica che pesa 85 chili.

universi paralleli

se fossi l'agent dunham andrei di là solo per vedere se ho fatto gli stessi sbagli o qualcuno in più.

singapore #15

ho visto un ragazzetto senza iphone e senza cuffiette avviluppato alle sinuosità dei suoi pensieri. c'è ancora vita sulla terra, mi sono detta meravigliata.

Thursday, May 19, 2011

in mediocritas stat virtus

"ho preso la chitarra senza saper suonare..." jovanotti

si sente.

stranezze

tra le persone che potrei conoscere, facebook oggi consigliava mia madre.

Wednesday, May 18, 2011

singapore #14

per riconoscerci tra orientali e caucasici non si ci si guarda più in faccia ma al cellulare. quelli del luogo hanno tutti l'iphone, noi il blackberry: la tecnologia batte la fisiognomica 10 a zero.

Sunday, May 15, 2011

singapore #13

un gran movimento anche al casinò. o al casino?

Tuesday, May 03, 2011

singapore #12


mr wang è il mio maestro di riflessologia plantare; ha 65 anni e gli occhi a mandorla, la pelle liscia come un pupetto di sei mesi e gli occhi profondi come qualcuno che sa molto senza il bisogno di ostentarlo. mr wang si fa chiamate richard ma il suo nome è un altro, mica l'ho capito che più che un nome sembra una canzone. ho scoperto che un sacco di cinesi lontani da casa e trapiantati altrove cambiano il loro nome e così al posto di cinchaomin trovi un roberto, al posto di ginmei una ornella, al posto di mingnà una suzanne e così via chè inventarsi i nomi cinesi è uno sforzo troppo grande per me.
mr wang porta il pettine nel taschino dei jeans, credo per aggiustarsi il riporto ed essere sempre in ordine come gli uomini di altri tempi e ha appeso alla cintura il fodero del telefonino rigorosamente con caratteri cinesi. mr wang mi ha fatto vedere i suoi diplomi perchè pensava che come tutti gli occidentali ci tenessi al pezzo di carta. lui sa poco di meridiani, di yin e yang, di kyo e jitsu: la sua arte è nella mani, la sua arte viene da lontano. mr wang parla male l'inglese come me, è sempre un terno al lotto prendere un appuntamento con lui chè io dico fischi e lui capisce fiaschi ma alla fine non si sa per quale linguaggio non verbale riusciamo a vederci e fare la lezione. il suo modo di parlare è strano, tra il singlish (l'inglese di singapore) e il cinese e tutte le parole di mr wang finiscono per a: è così che pain diventa peina, june diventa juna, ki (qi) diventa kia, foot diventa futa, good diventa guda, call diventa cola, e la parola doctor diventa loctor sfatando il luogocomune che i cinesi non pronunciano la erre ma a quanto pare difettando di di.
mr wang la mattina pratica il qiqong e il taichi mantenendo il suo equilibrio perfettamente in ordine e il lunedi che è il suo giorno libero lo dedica a prendersi cura di sè: massaggio tuinà del corpo e un trattamento al viso. lunedi sera è arrivato con una faccia così rilassata e serena che mi ha contagiato e all'istante ho pensato di vedere l'aura del peluche che ho sul comodino. mr wang lavorava in fabbrica tanti anni fa. mi ha detto che all'epoca si sentiva molto peggio: dolori sparsi per tutto il corpo e umore altalenante, senso di insoddisfazione e smarirmento. mr wang è del capricorno o del cane a seconda di quale oroscopo segui. è esperto di feng shui cioè l'arte di armonizzare la casa che da noi c'è bisogno della laurea in bio-architettura. mangia mele verdi e certe sbobbe che fanno inorridire il mio naso ma di più il mio stomaco. mr wang ha trovato il segreto per vivere bene, serenamente e con poco; vive nelle case HBD (le case comunali di singapore) lontano dal centro, si muove in metro, spende i pochi soldi che guadagna per continuare a studiare e a fare corsi. non so se mr wang raggiungerà l'illuminazione, certo è che la sua felicità l'ha già trovata in questa vita.

singapore #11

paese che vai, usanza che trovi.

Wednesday, April 27, 2011

uilli e keit come charles and di

da più di un mese su tutte le reti anche più volte al giorno (pure dopo i pasti), si parla di quest'evento che è il matrimonio del figlio di lady di.
ovviamente parlare di qualcosa che ancora non è avvenuto non fa più di tanto notizie e così in tutto questo tempo, ci siamo beccati nell'ordine ma potrei anche sbagliare: la vita di lady di prima di incontrare carlo, il loro matrimonio il 29 luglio alla cattedrale di san paolo, la storia di tutti gli ospiti presenti nancy reagan compresa, la nascita di william a giugno, la nascita di harry a settembre, il primo compleanno di william a giugno, il primo compleanno di harry a settembre, la morte di lady di, la morte di dodi, la storia di harrods tanto per fare pubblicità, la carriera militare di william, la scapestrataggine di harry, il fidanzamento di william, la storia dell'anello di zaffiro blu circondato da 14 diamanti che apparteneva a lady di, la storia di kate middleton prima di conoscere william, la storia di kate middleton prima di conoscere la regina, la storia di kate middleton prima di conoscere se stessa, le amiche di kate quando andava a scuola, i bulletti del collegio che l'hanno torturata, la sua allergia per il pelo di cavallo per fortuna solo quello, il suo quoziente intellettivo dati alla mano, il dimagrimento pre-wedding, il vestito della sposa che però non si deve vedere, il vestito delle sposo che però non si deve vedere, i vestiti della regina che sarebbe meglio non vedere, la lista dei regali che andranno in beneficenza, la storia della beneficenza, la lista degli invitati a cominciare dai coniugi beckham fino a elton john passando per il postino di kate, la storia del postino che portava le lettere a casa middleton, la storia della cover di steve wonder che george michael ha inciso per gli sposi, la storia della cecità di steve wonder, la storia di george michael prima degli wham, la storia di george michael dopo gli wham, la storia di george michael dopo un assaggio di cannabis, il pranzo light servito in piedi dopo il matrimonio, la storia di chi ha inventato il pranzo light servito in piedi, l'orrore degli italiani all'idea del pranzo light servito in piedi, i savoia esclusi dal matrimonio, la storia dei savoia e le ragioni della prima guerra mondiale, la vita di emanuele filiberto, emanuele filiberto all'isola dei famosi, la vita di simona ventura che fa sempre notizia.
manca nulla?
credo che per qualche anno con l'inghilterra abbiamo dato; almeno fino al giorno in cui kate e willie divorzieranno, lui prenderà una sbandata per una cavalla con cui giocava a polo ma che aveva sempre amato, lei cadrà in depressione ma in un secondo tempo scapperà con il pronipote di kabir bedi il quale una sera di agosto, dopo una suntuosa cena al ritz di parì a base di fagioli all'uccelletto e pajata in umido, la prenderà per mano e con aria suadente le dirà: "andiamocene di qua con due macchine separate dovessimo fare la fine di quei due lì", testuali parole ma anche no.

singapore #10


quando uno non parla inglese e non ha più il cervello fresco di un ragazzino per impararlo e si trova per qualche mese all'estero, l'unica cosa che gli rimane da fare quando guarda la televisione è buttarsi sui canali sportivi: le immagini parlano meglio delle parole.
così la sera per addormentarmi, mi guardo su "raquet" (uno dei tanti canali starhub) chilate di partite di tennis neanche fossi l'allenatore in seconda di flavio cipolla.
bè, è proprio durante una di queste full immersion, che i pensieri sono cominciati ad andare per conto loro fregandosene di volèè e lob e dritti incrociati e top spin ma soffermandosi sui completini dei giocatori che uno dei miei tanti sogni era fare la stilista.
ho scoperto così che lotto e tacchini forniscono le peggiori divise del circuito atp: il gonnellino della schiavone sembra quello di nonna papera, oggi non se lo metterebbe neanche la pericoli; le maglie della vinci troppo corte per il suo difetto di pancia; ferrer porta una bandana che neanche quando ti rompi la testa; robredo sembra un infermiere in pensione del forlanini; starace ha i calzoncini più larghi che lunghi; non parliamo poi del futuro numero uno del mondo, djokovic che ogni due per tre è costretto a rimboccarsi le maniche tanto la maglietta è larga.
eppure siamo considerati i migliori stilisti del mondo. ma allora com'è che gli stilisti di queste due case non si fanno un giro negli stores nike o adidas? a me federer e nadal sembrano due damerini usciti da pitti immagine.

singapore #9


quando esci dalle porte della metro, la prima cosa che ti succede, dopo aver timbrato il biglietto, è che le tue narici vengano prepotentemente assalite da un intensissimo odore di burro fuso: si tratta della catena di negozi "bread talk", marchio nato dall'idea di taiwanese poverissimo che, come nei migliori sogni americani, è partito con un banchetto in strada per poi creare un vero e proprio impero. certo, l'odore a lungo andare diventa nauseabondo, ma è comunque molto meglio dell'odore di ascelle misto a fiatella nei vagoni della metro a roma la mattina.

Monday, April 11, 2011

traffico

ho letto che a roma l'11 maggio ci sarà un forte terremoto. speriamo che la scossa rimanga anche lei imbottigliata sul GRA!

Friday, April 08, 2011

propositi

l'unica rivoluzione possibile è quella che l'individuo opera su sé stesso (Panagulis)

Saturday, March 19, 2011

nudità d'italia

c'era un documentario l'altra sera su una channel di una tivvù locale. parlava dell'italia, della guerra, dei monumenti, degli stilisti, del cibo, del cinema e di tutte le bellezze che han trasformato questa terra in uno stivale di gran lusso di quelli che li vedi in passerella a pitti immagine.
quando stai lontano da casa per tanto tempo, la tua terra ti sembra pure più bella e senti che questa ferita aperta dove ci passa sopra l'alito della nostalgia fa ancora più male; e allora ti metti a ripercorrere con la testa un viaggio attraverso ricordi e immagini e canzoni e opere d'arte e senza fermarti cominci a disegnarti in testa il film della tua patria, con gli spezzoni che vuoi tu, i più belli, i più autentici o i più sentiti.
ti viene in mente la ciociara, quella vera, quella dei racconti di vincenza scappata piccoletta da cassino, la vecchia roma degli anni cinquanta, audrey hepburn e gregory peck sulla vespa, la bocca della verità e il tempio di ercole, il giardino degli aranci all'aventino, il buco nel portone che ti fa vedere san pietro da vicino, anna magnani che corre disperata in roma città aperta, l'urlo di tardelli ai mondiali dell'82, via cavour in festa con i gelati tricolore fragola limone e pistacchio, la sfilza di pietre bianche in mezzo al verde dei cimiteri sulla nettunense, i tramonti di sperlonga quando vedi il sole pefettamente inquadrato nella volta di un ponte, la sora lella al maurizio costanzo show, i bagni degli autogrill dopo roncobilanccio più puliti di casa mia, venditti che canta roma capoccia, le bombe calde del maritozzaro, la pizza napoletana sotto castel dell'ovo, storaro nei film di bertolucci, armani e valentino regine della moda, i faraglioni di capri che non ti spieghi da dove siano sbucati, il profumo di bergamotto che tuo fratello ti riporta dalla calabria, le fregature prese a porta portese, il duomo di milano che esci da una stradina e ti trovi questo spettacolo inaspettato, corso buenos aires anni e anni dopo, la torre di pisa che non sai per quale mistero sia lì storta senza cadere, pasolini dentro mamma roma, i viaggi in 127 verso il glossglockner, venezia coi piccioni e i vetri sui balconi, la spettacolare arte dell'arrangio tipicamente italiana, il fascino di marcello mastroianni, i soliti ignoti e dante cruciani, la mozzarella di bufala campana, i sassi di matera che nessuno ha mai visto ma che dicon siano belli, la giornata particolare di ettore scola, caravaggio e i sali e scendi dei colori, la cappella sistina in cui nessun romano è mai entrato causa code chilometriche, le fonti del clitunno, gli arrosticini abruzzesi, il campanilismo, enzo tortora, non ci resta che piangere, reginella e monastero santa chiara, le lacrime di sofia loren in matrimonio all'italiana, le cascate delle marmore, i gianduiotti piemontesi, eduardo applaudito pure a mosca, la punta della puglia dove due mari s'incontrano e si scontrano, il teatro a picco sul mare a taormina, la pietà di michelangelo, il sentiero rilke, il castello di duino, varese e arese che se corri troppo sbagli l'uscita, la lamborghini della polizia, mussolini nella parole del popolo, patrese e alboreto, la voce di nando martellini e i suoi campioni del mondo, la carezza ai bambini nelle parole del papa, il panorama di roma di notte vista dai castelli romani, il mare dall'alto del gran sasso, il balcone di romeo e giulietta, l'arena di verona, i mosaici a ravenna, la torta al testo umbra, la pizza al formaggio di camogli, gli odori di mirto della sardegna, le navi di civitavecchia, genova e il suo acquario, fellini e la sua cinecittà, l'uomo vetruviano di leonardo, e quanto c'è ancora da scrivere dell'italia che non basta una vita e neanche due.
poi però apri i giornali, leggi quattro notiziucole qui e là e come il più bravo dei registi urli a gran voce il tuo "stop" sussurrando tra te e te stesso, in fondo qualche altro tempo lontano da casa non fa male alla salute, anzi.

Thursday, March 10, 2011

La danza della realtà di Alejandro Jodorowsky

"Davanti a me si aprivano soltanto due alternative: o diventavo un assassino di sogni come gli altri, oppure mi rinchiudevo nella mia mente trasformandola in una fortezza. Optai per la seconda scelta".

skin care

puoi farti tutte le cerette che vuoi, ma quel pelo sul stomaco resiste a tutto.

Tuesday, March 08, 2011

santana, indoor stadium 7 marzo

vedere un cinese che balla musica latina è come

schumacher su una ritmo 75
un sub al mare coi braccioli
carla fracci che balla l'hip hop
un tenore di grido che intona "la pecora nel bosco, bum"
il quadro della gioconda esposto ai bagni pubblici della stazione
aldo busi che gioca in serie A
un gieffino che parla dell'analitica trascendentale di kant
saviano che scrive un libro su belen e corona
valentino rossi che corre coi sacchi
robert de niro che recita con la bellucci

oddio, ma la fantasia può diventare realtà?

Friday, March 04, 2011

scrittori veri

scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli. emilio salgari

Thursday, February 24, 2011

singapore #8

qui la termoregolazione corporea non sta scritta neanche sul vocabolario cinese. ti sparano 'ste arie condizionate da far impallidire i pinguini e rabbrividire gli orsi che se ne stanno al caldo dello zoo ben contenti di non dover andare in metropolitana.
esci di casa e già nell'ascensore ti becchi le placche; dall'ascensore passi alla metro e il minimo che puoi prenderti è la bronchite. dalla metro passi ai centri commerciali e così dalla bronchite passi al rigor mortis.
sai quelle belle sudate di roma che entri nella macchina bollente e butti giù quei sette otto etti d'acqua?
bè, è impossibile farle. io non sudo dal 31 dicembre o giù di lì. e così pur odiando la palestra, mi constringo a ore e ore di tapis roulant: ma il risultato è nullo visto che anche in palestra l'aria condizionata è tarata sui meno non so quanti gradi.
ormai trattengo così tanta acqua che potrei abbeverare mezza africa. l'altra metà non so.

Saturday, February 19, 2011

le città invisibili

se ti dico che la citta’ cui tende il mio viaggio e’ discontinua nello spazio e nel tempo, ora piu’ rada ora piu’ densa, tu non devi credere che si possa smettere di cercarla. italo calvino

Friday, February 11, 2011

singapore #7

la metro di singapore è un posto da passarci la vita, se non fosse che l'aria condizionata è perennemente sul meno non so quanti gradi e in alaska nei periodi rigidi fa più caldo. in ogni caso nei lunghi o brevi tragitti che accompagnano le mie giornate, qualche volta (sempre) dò una sbirciatina qua e là tanto per mantenere vivo lo sguardo miope e esercitare i neuroni in qualche volo pindarico a paracadute aperto.
la prima cosa che balza agli occhi è che questa città non ha una propria indentità e te ne accorgi proprio quando sei in metro con le persone più disparate per contorno e tu che, se chiudi gli occhi, potresti sentirti in america o in una qualche cittadina sperduta dell'india o in una metropoli giapponese o cinese ma che ne so. intorno a te un miscuglio di razze come quando regali i fiori a qualcuno e dal fioraio assortisci alla bell'e meglio qualche gerbera colorata, un po' di margherite che fanno sempre la loro porca figura, qualche rosa sempre in numero dispari, una manciata di fiori di campo che hanno quel non so che di radical chic e un po' di quei micro fiorellini bianchi per adornare il tuo bel bouquet di persone strampalate.
ci sono però delle cose che un po' accomunano tutti: i ragazzi per esempio hanno tutti mani femminili con unghie curatissime e lunghe senza pellicine stracciate come le mie, ma come fossero appena usciti dall'estetista; le loro mani sono magre, morbide, con dita affusolate su cui troneggiano questa unghie da pubblicità. le donne indiane col sari portano tutte molto oro; qui l'oro ha un colore diverso dal nostro: è molto più giallo che sembra quasi finto. e luminoso. dicono abbia qualche carato in più, mi pare d'aver capito in un dialogo fatto di gesti tra il mio inglese povero e il loro inglese scrauso. gli uomini indiani invece vestono in maniera occidentale, pur portando sempre il pallino rosso sul sesto chakra. e allora vedi queste coppie buffissime con lei antica e lui moderno e non sai chi dei due sia fuori vignetta.
tutti hanno l'iphone. e quando dico tutti, non esagero. l'ho comprato usato pure io che lo desideravo da quando steve jobs doveva ancora pensare l'idea.
qui ci ascoltano la musica, ma i più ci giocano; le ragazze invece ci vedono delle soap opera che beautiful al confronto è un film di truffaut.
da italiana, che insomma almeno alla bellezza noi italiani siamo abituati anzi quasi assuefatti, posso dire che vestono tutti molto male; i gusti delle scarpe poi sono orribili: sembra che dal cielo si sia riversata una pioggia di scarpe tra le più assurde, robe che noi indossavamo mille anni fa o non abbiamo mai portato: mocassini a punta larga, stretta, quadrata, allungata, le ballerine più astruse che se le vede carla fracci, espadrillas colorate, a pois senza zebra, a righe come la juve, scarpe da ginnastica vetuste, col tacco, da calcetto, coi lacci, senza lacci ma con le fibie, le crocs in ogni salsa, le infradito con ogni stile e geometria.
e come ciliegina sulla torta: la borsa gucci, vera o no, a testimoniare che anche in oriente si ha gusto.
ma il massimo comun denominatore o minimo comune multiplo che non ho mai capito la differenza, è che sui mezzi pubblici (metro, autobus, boat per andare nelle isolette qui intorno) tutti quelli seduti dormono. a qualsiasi ora del giorno, la gente seduta dorme, ronfa, russa, s'appisola, insomma si fa una pennichella.
ho ripensato a roma, alla metro A o B e alla possibilità di addormentarsi in metro e risvegliarsi senza più stanchezza ma anche senza più portafogli, se ti va bene.

Thursday, February 10, 2011

peccato per favino, un grande attore

m'è capitato di vedere "baciami ancora" di muccino. ho sentito la terribile mancanza degli stacchi pubblicitari.

Monday, February 07, 2011

42

cercando di ricucire, ago e filo, i buchi neri dell'universo dentro.

Wednesday, February 02, 2011

da "Un indovino mi disse" di tiziano terzani

"I primi singaporiani che vidi dal treno erano come quelli di una volta: ciabatte di plastica, calzoncini neri e maglietta bianca, esattamente come il protagonista di una delle prime storie che sentii quando ci venni a vivere nel 1971. Un medico aveva, fra i suoi pazienti, un vecchio cosi', semplice e dimesso, che gli si sedeva nella sala d'aspetto con i piedi sulla poltrona e la maglietta arrotolata sulla pancia. Il medico, pensando che fosse un poveraccio, lo faceva pagare meno degli altri e a volte gli risparmiava addirittura il conto, finche' un giorno l'infermiera, guardando giu' dalla finestra, non vide quel vecchio salire su una Mercedes con autista che lo aspettava. Era l'uomo che controllava il commercio del riso in tutta la citta'.

Per me quel vecchio rimane l'epitome del cinese della diaspora: sicuro di se' ma poco appariscente, potente ma ritirato e modesto per tema di ingelosire gli dei o i governanti. A quel modo ne sono rimasti pochissimi. I cinesi delle nuove generazioni hanno solo paura di non essere presi per ricchi e si mettono addosso tutto quello che da' loro sicurezza e - credono - rispettabilita'..."

riconoscere la vita in ogni respiro..

Sunday, January 30, 2011

singapore #6

orangotango del borneo

più convincente della maggior parte delle persone in parlamento.

singapore #5

ci sono talmente tanti animali allo zoo di singapore che tornando a casa ho visto una vecchia accovacciata a terra e ho pensato fosse un gibbone.

Friday, January 28, 2011

singapore #4


tra i tanti divieti, c'è quello di non gettare la carta in terra; più che un divieto mi sembra un segno di civiltà e di rispetto non gettare nulla per strada; neanche i neonati nei cassonetti.
sono ospite in questa città e un po' frastornata da tutte queste regole; mentre cammino, diligentemente e scrupolosamente non faccio cadere a terra neanche la forfora quando mi passo la mano tra i capelli.
mi chiedo però se uno straccio di cestino lo avrebbero potuto mettere in giro. si può passare 45 minuti cambiando metropolitana tre volte con la carta del kit kat in mano? poi non voglio sentir lamentele se vi trovate le cartacce nei posti più astrusi!!!

Tuesday, January 18, 2011

singapore #3

ieri ho comprato delle "chew gum"così gommose e appiccicosa che ci è rimasta la carie attaccata sopra. buone anche per i dentisti: ci possono prendere le impronte per le protesi.

Sunday, January 16, 2011

nella terra dei massaggi

singapore #2

ogni tanto qualcuno, per sbaglio, si ricorda di essere orientale e allora t'abbandoni dentro ai suoi occhi come catapultata in altri mondi, in altre storie, in altre vite e rischi di perderti in quello sguardo così ricco e di pensare che il mondo esiste ancora.

Wednesday, January 12, 2011

paradossi

cerchiamo cerchiamo l'oriente e cosa troviamo? la peggiore delle occidentalizzazioni, persino il budda è passato dalle candele soffuse e calde alle luci psichedeliche. la moda qui è portare a spasso l'iphone come fosse un cagnolino. e magari tra i programmi dell'iphone l'applicazione del cagnolino virtuale.
tutti camminano, corrono, marciano di buona lena senza guardare, dritti per la loro strada. mai e poi mai intrarciargliela: ti passan sopra come schiacciasassi. le scene da non perdersi sono all'uscita della metro quando si azzuffano -sempre "orientalmente correct"- per prendere la scala mobile. sembra la corsa agli accaparramenti.
i ragazzi scimmiottano noi occidentali. noi tentiamo di emulare l'oriente. ma non è forse il caso che ognuno se ne stia dentro la sua individualità?