Sunday, December 23, 2012

questione d'educazione

i maya non ci hanno fatto le scuse. e neanche gli auguri di natale.

Friday, December 21, 2012

Wednesday, December 19, 2012

articolo uno

l'italia è una repubblica affondata sul lavoro.

Monday, December 17, 2012

la crisi è un'opportunità per essere onesti?

passavo poco fa davanti un negozio e mi sono fermata un secondo per controllare il cellulare che sentivo squillare ma eran solo le canzoni di natale del centro commerciale. sento una vocina provenire da chissà dove forse da qualche buco nero: 'shhh...facciamo il 20% di sconto...' mi sibila piano piano. non vedo nessuno e penso che ormai comincio a sentire le voci come giovanna d'arco. 'facciamo i saldi...signora' continua la vocetta che nel frattempo ha preso coraggio e si è alzata di un tono. mi sporgo verso il negozio e vedo una commessa che cerca di tirarmi dentro per il giaccone come fanno nei mercati arabi che stai un'intera giornata a trattare neanche fossi un broker di wall street e alla fine ti porti a casa un'inutile narghilè neanche di vetro. imbarazzata, invento una scusa del genere 'supercazzola' e proseguo la marcia verso il supermercato dove mi saltano all'occhio subito i cartelli 'offerta': pandori di marca a pochi euro, spumanti al 3x2, torroni che pagano loro per farsi portare a casa.
penso a quando strapagavamo le cose prima di natale e poi le ritrovavamo a prezzi stracciati dopo il 6 gennaio. e allora penso anche che questa crisi alla fine non è malaccio.

Thursday, December 13, 2012

meno 8 giorni al giudizio universale...

...e ricordatevi di lasciarmi i pin delle carte di credito.

Wednesday, December 12, 2012

in data speciale 12-12-12, il primo twitter di sua santità.

ha scelto un nome che ricorda più una marca di batterie, di preservativi o di materassi come ondaflex o permaflex.
già mi vedo lo spot in tv: pontifex, il papa da prendere con le molle. parlo ovviamente dell'account con cui il papa è sbarcato su twitter. curiosa come sono, ho cliccato per vedere come e cosa scrive e in risposta ai suoi tweet ho trovato una marea di 'fuck off' e altre parolacce immonde.
sto notando che c'è un sacco di aggressività in giro: leggo su facebook epiteti irripetibili e ormai obsoleti nei confronti di berlusconi, cattiveria gratuita verso emanuele filiberto, verso briatore o la ventura o chiccessia.
l'offesa non è democrazia, la satira pesante poi non fa nemmeno ridere: ricordo ancora una squallida guzzanti essere greve nei confronti di una morente oriana fallaci.
se stiamo andando verso la fine del mondo, come dicono i maya o quelli che cavalcano l'evento per farci due soldi, dovremmo arrivarci con la serenità negli occhi; e sono sicura che occhi così malevoli e maligni, se incontrassero per strada berlusconi, il principe filiberto o tutti quelli a cui si sputa in faccia su internet ovviamente in forma anonima, s'abbasserebbero come saracinesche e non avrebbero il coraggio di dirgli ciò che pensano veramente.
anzi qualcosa da dire ce l'avrebbero: onorevole o prinicipe o vip, mi fai questo favore? tanto l'italiano è quello del voto di scambio, mica altro. tanto l'italiano è quello che se conosce il portiere della figlia del cognato di lino banfi lo sbandiera a destra e manca neanche avesse conosciuto hemingway. tanto l'italiano è ancora quello che dipingono all'estero: baffo nero, mandolino, 'dice cosa fa altra'.
sì, siamo così ammettiamolo e non ci nascondiamo dietro un dito, anche se è quello medio alzato.

Thursday, December 06, 2012

nel bacio perugina di oggi: le bellezza è negli occhi di chi la guarda. goethe

fino a qualche tempo fa andavo spesso dal parrucchiere solo per leggermi tutti i giornali di gossip che non avrei mai osato comprare in edicola: non fa colto, mi dicevo, riprendendomi da terra quell'ulisse di joyce usato come fermaporta nelle giornate ventose.  l'unico modo quindi per sapere di lady diana o di carolina di monaco era quello di tagliarmi spesso i capelli per farmi capitare tra le mani un novella 2000 fresco di stampa, cosa che speravo passasse inosservata alla mia coscienza intellettuale.
ora basta accendere la televisione, aprire un computer, ascoltare la radio che sei subissato da milioni di informazioni da far felice persino la portiera di casa mia; addirittura nei tg di ogni rete, dopo il rituale annuncio della discesa in campo di berlusconi oggi sì e domani no, c'è sempre la notizia di questo o quel vip che ha fatto, ha detto, ha mollato o ha messo incinta.
ecco quindi che in questi giorni sulle prime pagine svetta tra tutti la gravidanza di kate d'inghilterra. malgrado tentino in ogni modo di farcela piacere, kate non è diana: azzardato il paragone, inutile metterle sullo stesso piano. 
con diana, nonostante il suo rango, era come se sul giornale ci stesse la nostra amica del cuore: oggi felice, domani imbronciata, tutta sudata che tornava dal tennis, pensierosa, grassa e gonfia o magra come un grissino, bagnata come un pulcino sulle giostre coi figli, timida e rossa in viso, raggiante come una star, triste nonostante collier e parure miliardarie tutte tempestate di gioielli d'ogni caratura, annoiata durante quella cena o quel galà, imperfetta come ci sentiamo un po' tutti: un momento al settimo cielo e il momento dopo nel buio dei nostri pensieri. 
kate, di contro, è così perfetta da passare quasi inosservata. il suo sorriso è sempre quello, studiato dopo anni di pratica, stereotipato e quasi glaciale, inutile alle volte. i giornali cercano di crearci lo scoop intorno come quel vecchio spot delle caramelle: la principessa è un buco col cappellino e la veletta intorno. e non è questione d'abitudine: lei sarà sempre così anche tra dieci anni, dopo l'ennesimo figlio, l'ennesima inaugurazione, l'ennesimo galà di beneficenza. in questi giorni poi i giornali la danno in ospedale per nausee. e cos'altro potevano o potranno dire mai? durante la gestazione non ingrasserà un etto se non lo stretto necessario, non perderà lo smalto neanche sotto tortura, non avrà quegli sbalzi d'umore tipici del caso e neanche qualche accenno di depressione post partum. sarà sempre così, imbalsamata come la statua di cera di madame tussauds. di lei non ci arriva l'anima, quella che diana sprizzava da ogni poro. questo dovrebbe far riflettere tutte quelle attrici, attricette, starlette e starletto che si tagliano e cuciono come tacchini pronti per la festa del ringraziamento. 
l'imperfezione è vita, è umana. guarda la venere di milo alla quale han staccato le braccia perchè era troppo perfetta.


Wednesday, December 05, 2012

papa-mobile

il papa benedetto sbarca su twitter. in due giorni ha milioni di fan che neanche al bano nel salento. invece se si spulcia tra i suoi 'following', papa benedetto non segue nessuno. solo il cristo, se si iscrivesse. ma non è detto, però.