Wednesday, December 31, 2003

E Rossella O’Hara disse: “Domani è un altro giorno”. Ma pure un altro anno!
I bilanci di fine anno? li lascio fare al governo
gli auguri di buona fine e buon principio? a chi spera che domani sia migliore
i botti di capodanno? ai futuri monchi e storpi
lo champagne? ai francesi scostanti
il cotechino? alle future divette
le lenticchie? a chi è anemico o fa la raccolta differenziata del ferro
la tombola? ai napoletani e a san gennaro
le cene festose? ai benpensanti che tutto sanno
I grandi concerti? ai demagoghi
le trasmissioni in tivvù? alle persone sòle
il dieci, nove, otto…tre, due, uno? agli orologiai che tic e tac
i pensieri buoni? a quelli che non ci sono più
i pensieri cattivi? a quelli che purtroppo ancora ci sono
i baci con lo schiocco? agli anonimi dei bigliettini dei baci perugina
l'”aria” allegra e con brio? alle opere di rossini
l’amicizia? a pietro e alle sue terre
la travolgente travolgitura? a mariemarion che m’ha generato
la compassione? a mio padre che tutto sa ma tutto tace
la verve? a giulio e alla sua carica in sette note
la politica e tutti i suoi punti a capo? a Emanuela che ride si sapis
l’incostanza costante? a monica e alla sua impazienza paziente
la vera pazzia chiamata acquario? a mau, fratello friulano
il primato di mamma dell’anno? a ornella, la mia sorella di milano

A me che rimane? un grazie.



And now, the end is near,
And so I face the final curtain.
My friends, I'll say it clear;
I'll state my case of which I'm certain.

I've lived a life that's full -
I've traveled each and every highway.
And more, much more than this,
I did it my way.

Regrets? I've had a few,
But then again, too few to mention.
I did what I had to do
And saw it through without exemption.

I planned each charted course -
Each careful step along the byway,
And more, much more than this,
I did it my way.

Yes, there were times, I'm sure you knew,
When I bit off more than I could chew,
But through it all, when there was doubt,
I ate it up and spit it out.
I faced it all and I stood tall
And did it my way.

I've loved, I've laughed and cried,
I've had my fill - my share of losing.
But now, as tears subside,
I find it all so amusing.

To think I did all that,
And may I say, not in a shy way -
Oh no. Oh no, not me.
I did it my way.

For what is a man? What has he got?
If not himself - Then he has naught.
To say the things he truly feels
And not the words of one who kneels.
Let the record show I took the blows
And did it my way.
Yes, it was my way.

Tuesday, December 30, 2003

Quando il tavolo traballa un po’, sotto sotto non c’è Impulse.
Io e i manuali non ci hanno mai presentati. come io e i libri di scuola. il bello è che parto con tutte le migliori intenzioni. cerco il manuale che mi servirà comprandolo o fotocopiandolo. quando lavoravo al macintosh, ho fotocopiato due manualoni da chili di pagine che spiegavano la vita e le opere di Illustrator, X-press e Photoshop. la mattina che ancora non lavoravo, mentre mamma dormiva, io mi mettevo lì in camera mia e aprivo i manuali. i buoni propositi c’erano tutti. cominciavo magari sottolineando una frase o due con l’evidenziatore giallo, così tanto per darmi un tono. sai certi gesti ti fanno quasi pensare che ciò che fai è una cosa seria. rileggevo poi quelle frasi sottolineate. ma era inutile. il mio cervello era completamente assente. ho fatto i più bei sogni leggendo quei manuali: ho sognato di guidare la Fiat, di sposare alberto di monaco, di ritrovare il casale per papà, di volare con il concord, di essere la padrona della McCaan con l'art director che mi faceva lo schiavetto, di conoscere ayrton senna, di vedere mia madre orgogliosa o perlomeno felice o perlomeno contenta o pelomeno…punto. un periodo avevo comprato il manuale della guida sicura. lo davano in regalo con quattroruote. risultato: mai guidato sicura. anzi, ho sempre fatto peggio. dalla lettura non riuscivo a capire neanche dove fossero le quattro frecce. poi c’è stato il periodo dei siti web. ho ricevuto dreamwever in formato tascabile. anche là il nulla. apro di solito dall’ultima pagina e vado a ritroso. cerco di sforzarmi. cerco di studiare. cerco e m’impegno. lo giuro su dio, cioè su di me. ma poi desisto. perché prendere in giro un povero libro pensando ad altro? quello pure “cià” un’anima. e così mollo. non mi concentro. mi sembra addirittura di non capire. anzi, non capisco proprio quello che sto leggendo. una scusante è dirsi: sei scema. ma non sono neanche scema. almeno credo. gli altri dicono di no. pure mia madre. ma sai per le mamme ogni scemone è figlio a mamma “soia”! a natale ho ricevuto il manuale di adobe premiere per montare i due corti che ho girato. bello. che gioia. apro dal sommario in ultima pagina vicino al prezzo e vado a ritroso. mi blocco e mi sforzo e comincio come tutti dalla prima pagina. titolo, introduzione, il segnale digitale. primo cedimento. cos’è il segnale digitale? ho ritrovato brandelli di cervello “squagliato” persino nell’androne stamattina. m’impongo a me stessa. “che cavolo!, mi dico, pupa, a che ti serve il tuo marte in scorpione se molli così?”. vado avanti. salto il segnale digitale. cambio capitolo. tanto i corti li ho già girati! passo ai formati compressione: sistema Pal, sistema Ntsc, jepg, mpeg 1, mpeg 2, png, ping, pong. il cervello è andato in fumo. ho creduto addirittura di vedere piangere la colonnina del telefono cordless. desisto. mi alzo, vado in cucina e poggio il manuale sul tavolo. traballa. il tavolo traballa. serve una zeppa, mi dico e con una mossa repentina alla velocità di settemilioni di pixel sottratti per tre col resto di due, metto il manuale sotto il tavolo. Il tavolo ringrazia sentitamente. dice che era da tempo che voleva girare un film. buon per lui.

Monday, December 29, 2003

Anche questo è amore
Nino: a pupe' che t'hanno rigalato pe' natale?
Clara: a me tutte candele. dice che vanno de' moda quest'anno.
Nino: a cla', a te te dovevano da rigala' i candelotti!
Clara: si, da mettete ar cimitero.

Sunday, December 28, 2003

Io e Dio. L’altra sera al bar.
Dio: a natale m’hanno fatto un sacco di doni.
Io: la pace nel mondo?
Dio: no un regalo più bello: il papa m’ha regalato tutte le messe che ha celebrato in mp3. ‘na figata!
Io: wow, tutta vita!
Dio: il presidente, una brava persona, mi ha mandato una foto in digitale formato gigante con raffigurata la sua residenza con tanto di autografo. mica pizza e fichi!
Io: perché scrive pure?
Dio: pure berlusconi s’è ricordato di me. pensa che mi ha mandato tutte le registrazioni delle partite del milan dal 1923 a oggi. che bel regalo, eh?
Io: ma che tieni per il milan?
Dio: e non sai che regalo della Madonna? un bel completino di roberto cavalli. lei dice che a me il tigrato sta da dio!
Io: wow!
Dio: e san Giuseppe? ne vogliamo parlare…non m’ha fatto una sedia che ikea se la sogna! è fatta su misura contro la scoliosi che, sai, a guardare sempre tutti dall’alto in basso uno ci rimette la schiena.
Io: t’hanno parlato dello shiatzu?
Dio: no, preferisco lo sharpei!
Io: ???
Dio: ‘st’anno m’ha fatto il regalo pure coso…coso? come si chiama?
Io: Rutelli?
Dio: no, coso…
Io: San Pietro?
Dio: zitta, che quello mi manda ogni anno l’elenco dei santi, li divide per buoni e cattivi e a me tocca sempre fare il lavoro sporco: le punizioni!
Io: allora coso chi?
Dio: Allah: dice che ha fatto arrestrare saddam mentre stava dentro a un fosso. e chi lo vedeva, senno'!
Io: e bin laden?
Dio: boh! dice che è morto. e chi lo sa? sono quei misteri che nessuno sa. Sai che m’ha regalato la regina?
Io: no.
Dio: un puzzle di ottomila pezzi con raffigurato bacchingam palas. e m’ho chi lo fa? io non cio' pazienza!
Io: vabbè, devo andare…
Dio: eddai un altro goccetto che stasera sto un po’ giù.
Io: no, vado al cinema e non mi piace il film gia' iniziato!
Dio: Offri tu?
Io (sottovoce): Pure tirchio!
Dio: che ci vuoi fare: tengo famiglia!

Wednesday, December 24, 2003

MieTerreCopyright
Il post(o) perfetto. Sono al computer di Mariemarion (quello che a lei la odia!!!). Respiro la sua aria, la sua energia, digito sui tasti che lei batte freneticamente per scrivere i suoi lunghissimi e innumerevoli post; sto guardando le foto che lei tiene qui intorno. vedo Ada di Pietro e i piccoletti di Zu e Manilo. ci sono i ciddì e i suoi quadri dipinti. e le effemeridi e i suoi libri o parte di essi. c'è pure Ir grande carceriere alle spalle! c'è tutto il suo mondo qui intorno a me. ne uscirà un post perfetto? mi sforzo. niente. cerco ma non trovo. neanche con tutta l'energia che posso respirare qui dentro. niente. nessun bel post! un ultimo sforzo, pupa! nada, buon natale. vado in bagno!
ERRATA CORRIGE
"sono circa trenta libri l'anno cioè uno al mese". vabbè che la matematica non è un'opionione, però!

Sunday, December 21, 2003

Conti della serva.
S'avvicina natale e ho fatto qualche pulizia di pasqua per casa. Una cosa che mi premeva da tempo era dare un senso ai libri letti e comprati che erano in un buco sopra il letto e che pensavo fossero meno: erano messi così bene che potevo solo aggiungere e mai rileggere. Oggi ho deciso di metterli in una libreria seria e di legno vero. Sei viaggi dalla camera alla libreria; quattro scaffali pieni; bukowki, busi e buzzati sullo stesso scaffale ora se ne stanno belli belli a bersi una birretta. Gli altri son messi alla rinfusa chè tanto non s'offendono. Ho calcolato che in questi sette anni di vita via da casa ho accumulato circa duecento libri, divisi per sette sono circa trenta libri l'anno cioè uno al mese (che fa pure una bella sommetta spesa!); calcolando diecimila parole a libro, ci ho quasi ventimila vocaboli che se ne vanno in giro per casa a fare casino. Ecco cos'era tutto 'sto baccano. E io che davo la colpa a Franca, la vicina!

Ultim'ora: solo la Pivano s'è offesa un po' di stare vicino a Leavitt. Dice che lei l'americano non lo parla!
E’ Natale: fai una buona azione.
C’era una volta l’uomo. E c’era pure l’anonimo. L’uomo, come sappiamo, ha un nome, un cognome, una via con una casa sopra, un telefono e pure un cellulare o due, una moglie, dei figli oppure è sigle o prete o bambino o alto e basso, largo e magro, intelligente e scemo, ha pregi e difetti, paure e insicurezze, pianeti e quadrature, insomma tutta una serie di cose che possono definire alla meno peggio un essere umano. L’anonimo? Egli è come il nulla, né bianco e né nero, né alto né basso, né maschio né femmina, né colto né rozzo né bello né brutto. Egli è vacuo. Non è niente, insomma. Ma esiste. Vivo e vegeto. Partecipe consapevole o inconsapevole. L’anonimo non ha una collocazione ben precisa. Gli storiografi lo collocano nella Terra dei Boh. Dov’è? Al confine dell’estremo sud tra la Strada del Certo e il Colle Sicuro. La Terra dei Boh non è una vera terra, direi una terra anonima né sabbia né cemento, né prati né boschi, né panchine né uccelli né aria né vento. La Terra dei Boh è una terra che non vedi sulle carte ma che esiste. E’ abitata dagli anonimi che sono figure…figure: boh! Hanno due occhi, due braccia, due gambe per camminare. Nessuno lo conferma, ma si sa. Si mormora che siano uguali a noi, lo dice pure Piero Angela. Ma niente è certo. Ogni tanto qualcuno fa outing ma sono ancora in pochi. Anche in quel caso l’anonimo non diventa un uomo a tutti gli effetti, casomai un pentito ma non uomo. Qualche anonimo è sardo, qualcuno beve un po’ troppo perchè è triste. Soffre per questa sua condizione di Non esistenza. E così vola di terra in terra, di posto in posto, di muro in muro, di telefono in telefono, di blog in blog e cerca, cerca di affermarsi senza però trovarne mai il coraggio. Allora che fa quel povero disgraziato? Cerca di lasciare tracce di sé, scrive sui muri, scrive parole sconnesse, fa telefonate mute, commenta a sproposito o a proposito, lascia tracce concrete della sua esistenza. Non ha nome o forse si. Gli storici non confermano. Non può firmarsi. A volte crede che non avere un nome sia anche un vantaggio: può scrivere male delle persone per esempio. Può lanciare epiteti. Può dire parolacce e tirare fuori il meglio/peggio di se senza essere scoperto. Ma anche in questo caso non si sente contento. Che soddisfazione dà litigare con qualcuno senza che l’altro sappia chi sei? E allora l’anonimo soffre. Lancia messaggi che lo aiutino ad affermarsi nella vita. Lancia appelli accorati. Vuole trovare una sua esistenza concreta come Maicol Jackson nell’Islamismo.
E io che sono sensibile a tutte le cause, quest’anno voglio sposare anche questa: aiuterò un anonimo. Lo coccolerò come un figliolo. Voglio seguire quello che dice Gesù: aiuta il prossimo tuo come te stesso. Guardiamo allora il caso umano. Apriamo questi benedetti occhi e cerchiamo di accorgerci che esistono anche loro. Si sta avvicinando il Santo Natale. E basta con ‘sti negretti del terzo mondo o i cani mollati sulle autostrade: salviamo 'sto bendetto anonimo e lui ci salverà!
c/c postale 050269 Abi 3333 Cab 0978


Friday, December 19, 2003

Porca vacca ladra. Vabbe' che e' Natale, vabbe' che stiamo alle prese con la legge Gasparri e non si sa dove vanno a finire raitre e retequattro, vabbe' che non si sa neanche che fine fara' Saddam, vabbe' che fa freddo e tutti se ne stanno rintanati dentro casa, ma porca vacca ladra: come mai non ri riesce piu' a pubblicare con Blogger, come mai, quando pubblichi, tutte le parole con l'accento escono come formule matematiche e soprattutto come mai col freddo mi prende una stitichezza infinita? cavolo!

ti sembra logico che oggi, anziche' lavorare, mi tocca andare negli archivi, riesumare vecchi e stantii post e cambiare tutte le parole con l'accento!

Thursday, December 18, 2003

Li vedo: durante la conversazione uno di colpo si distrae, sta fermo e pensieroso, magari pochi secondi ma e' quanto basta per capire che la sua verita' e' la', dentro quel silenzio. Come uno che dinanzi a casa stia conversando con gli amici e a un tratto li lascia, corre dentro a vedere chissa' cosa e subito dopo ritorna, col volto di prima tale e quale, e nessuno sa che cosa sia andato a fare e se qualcuno glielo domanda, lui risponde "niente", e d'altra parte non si poteva scorgere nulla attraverso la porta
quando lui l'ha aperta, che cosa ci fosse dietro, non si vedeva che un rettangolo di buio. Una immensa piazza, dunque, con intorno un'infinita' di case, questa e' la vita; e, in mezzo, gli uomini che trafficano fra di loro e nessuno riesce mai a conoscere le altre case; soltanto la propria e in genere male anche questa perche' restano molti angoli bui e talora intere stanze che il padrone non ha la pazienza o il coraggio di esplorare. E la verita' si trova soltanto nelle case e non fuori. Cosicche' del restante genere umano non si sa mai niente. L'uomo passa distratto in mezzo a questi infiniti misteri e cio' non sembra poi dispiacergli eccessivamente. Dino Buzzati

Wednesday, December 17, 2003

Nino: a Cla', chiudi quella porta.
Clara: perche'?
Nino: n'hai sentito che arietta?
Clara: de' Natale?
Nino: no, de' neve!
Cosa succede in un minuto.
Dice: vabbe', t'hanno licenziato senza giusta causa, je faremo causa.
Io: vabbe', je famo causa!
Dice: vedrai che con due o tre anni prendi bei soldini.
Io: vabbe', vediamo di prendere questi bei soldini.
Dice: certo, non saranno rose e viole, lo sai com'e' in questi casi...passa un anno, rinviano, passano due anni, rinviano. Ne passano tre e speriamo che si smuova qualcosa.
Io: vabbe', non saranno rose e viole..
Dice: certo il giudice potrebbe non riconoscere che lavoravi li' perche' non eri segnata pero' abbiamo i testimoni...
Io: vabbe', abbiamo i testimoni...
Dice: certo il giudice potrebbe contestare i testimoni ma noi abbiamo anche le carte...
Io: vabbe', abbiamo anche le carte...
Dice: oggi c'e' la causa ma il giudice e' assente per motivi familiari..
Io: vabbe', una famiglia la teniamo tutti...
Dice: oggi c'e' la causa ma e' stata rimandata: la controparte aveva un funerale...
Io: vabbe', pure io dovevo portare mia nonna al cimitero...
Dice: oggi la causa si puo' fare ma ho una causa piu' importante io stavolta.
Io: vabbe', l'avvocato e' l'avvocato!
Dice: oggi c'e' la causa ma c'e' sciopero dei mezzi...
Io: vabbe', pure lo sciopero dei mezzi!
Dice: oggi si potrebbe fare ma il giudice "cia'" la luna quadrata ed e' meglio di no. Io lo dico per te.
Io: vabbe', grazie che lo dici per me...
Dice: c'e' stata la causa: abbiamo vinto. Hai visto, te l'avevo detto: solo cinque anni!
Io: vabbe', solo cinque anni...
Dice: hai vinto ma devi pagare le spese...
Io: vabbe', paghero' le spese: quant'e'?
Dice: quali spese? tanto loro, nonostante la sentenza, non vogliono pagare.
Io: vabbe', non vogliono pagare e che facciamo ora?
Dice: be', je dovemo fa' un decreto ingiuntivo in banca...
Io: vabbe', famoje 'sto decreto!
Dice: sara' una cosa sbrigativa: massimo sei mesi....

Cosa succede in un minuto? tutto, tranne che la giustizia faccia il suo corso.

Tuesday, December 16, 2003

Sai la cosa che m'ha sconvolto di più? Mica che hanno preso Saddam dentro a un fosso senza essere morto. Mica che andava in giro con la barba bianca, forse per via dell'imminente Natale. Mica che l'hanno rigirato come un "pedalino" per vedere se era realmente lui o Bin Laden travestito o Paolo Bonolis in lotta per gli ascolti. No! La cosa che m'ha atterrito è che domenica, con un notizione del genere, canale 5 se ne stava "lillo-lallo" a trasmettere la partita del Milan! Bah. Non c'è più religione e lo conferma il fatto che Saddam "ciaveva" pure la foto della Madonna appesa!

Friday, December 12, 2003

Caduta d'immagine. Risultati. Clara oggi al bar in in pieno orario di punta ha esclamato: "A pupe', ma è vero che te fai li baffi, che strano: non me n'ero accorta!". Nino ha ribadito la sua posizione circa la quale la donna deve odorare di suo. In realtà ha detto: "A pu', la donna è come l'omo: adda' puzza'!". E il giornalaio qui all'angolo, Benito, m'ha detto che la figliola ha una merceria molto ben rifornita: "Se te serveno i carzini, va là che te fa' puro lo sconto!".
Dopo essere stata "svergognata" pubblicamente circa i "recali" richiesti a babbo natale in data 10-12-2003, mi tocca girare per strada con il volto coperto da un burka e indossando una palandrana tipo taftano di colore marro'!

PQM

CHIEDO al Signor Ser Maicol, "delecato di Babbo Natale e affini" (chi so' gli affini? nda), e alla titolare del blog su cui è apparsa la richiesta un risarcimento per la mia immagine pubblica qui alla garbatella pari e non oltre la cifra stabilita. se non si puo' raggiungere un accordo economico, la titolare del blog potrà farmi pervenire per natale:

- un libro autografato di bruno vespa "il cavaliere e il professore"
- un set di aciugamani rosa dal più piccolo al più grande con veri ricami d'oca e vere iniziali (pupa)
- un viaggio di due giorni in pulmann a visitare i "borghi" più belli d'Italia compresi Poffabro e Vigoleno
- un barattolo in vetro con coperchio rivestito in argento, trattato contro l'ossidazione. Confezione originale (allego foto in alto)
- la raccolta completa dei vhs di Piero Angela padre compresa la videocassetta "Il plasma stellare: esperimenti di Padre lambertini" e "Le onde del futuro: i cacciatori di onde gravitazionali".

Mi riservo di procedere per vie legali.
Carmela ti amo. c'è un sei per tre a testaccio, vicino al maritozzaro notturno. fondo bianco scritte nere. ti colpisce subito come lo vedi: ha colpito me che sono miope, figurati! è di uno che si firma Antonio e che scrive "Carmela ti amo!" e con un carattere più piccolo: "per me Paola è una feccia". non voglio fare i conti in tasca a 'sto tale Antonio che per muoversi cosi' deve averla combinata bella grossa con Paola. Non voglio neanche discutere cosa voglia dire la frase "è una feccia". quello che volevo dire è che chissà perchè il nome Paola è abbinato sempre a "loschi figuri". Possibile che le Paole al mondo so' tutte FETECCHIE!

Wednesday, December 10, 2003

odio il lunedi. ma di più l'inverno.
il chiaro e lampante segnale che è arrivato l'inverno è quando non riesco più a uscire dal letto e giro per casa, a qualsiasi ora del giorno o della notte, con la copertina sulle spalle. Che di per sè come scena non è neanche edificante, pero' il freddo è freddo. Io non sopporto l'inverno. Non tollero il gelo, la neve, il nevischio, il vento gelido che ti entra nelle ossa come neanche il calcio. L'inverno mi paralizza. Mi blocca il cervello. Parlo a scatti come quelli con i tic. Soffro di brividi, ma non per l'emozione. Mi si gelano i piedi. La testa. Le mani e le punte delle mani. Entro nel letto che ballo quasi come a san vito. trovo una posizione e non mi muovo da quella fino all'indomani rischiando ogni volta qualche piaga da decubito. credo di entrare in una sorta di coma. o quasi. non è neanche un bello spettacolo vedere cio' che indosso prima di andare a dormire. pigiama cotone fuori e montone dentro. felpa soprapigiama di lana vergine con un buon ascendente. calzini che arrivano alle ginocchia. i calzini, naturalmente, sono di pelo caldissimo all'esterno e di bue e asinello all'interno. ho sempre pensato che, se mi prende un colpo e debbono rianimarmi, devono farlo attraverso sette strati come a Troia. la sera per leggere ho dovuto adattare, per rimanere sotto coperta, una di quelle lampade salvalavitaabeghelli, senno' chi avrebbe il coraggio di tirare fuori le mani dal piumone. ho passato interi anni senza leggere un libro d'inverno prima di scovare questo grandissimo rimedio. la mattina poi, alzarsi è il vero dramma. credo che se scoppiasse la terza guerra mondiale o arrivasse un'orda di barbari, li lascerei fare. basta che m'accendono i riscaldamenti. da ieri poi, mi sono levata la mia pashmina azzurra avuta in regalo con novella 2000 per adottare un nuovo sistema. giro con una pecorella intorno al collo come i pastori del presepe. tanto siamo a natale. più in tema di cosi'.

Tuesday, December 09, 2003

Pubblicare oggi con Blogger è come aspettare l'onda perfetta. Un martirio più che un piacere: saranno intasate le linee? la luna è quadrata? o è Blogger che vuole preservare i lettori da cio' che scrivo?
Ai post l'ardua sentenza.
avanti c'è posto.
ieri era nato sessant'anni fa jim morrison. morto da un sacco d'anni. un mito. di quelli veri dicono i giornali (ma perchè ci son pure i miti finti? purtroppo si'). morto ragazzetto come james dean o river phoenix o janes joplin o jimi hendrix. mi chiedo spesso se si son già rincarnati. o se, essendo dei "dissoluti", sono ancora lassù spaparanzati su qualche morbida e soffice nuvola con lo stereo a palla a sentire le loro canzoni cercando un corpo che faccia al caso loro. sto leggendo una biografia. quella di bukowski, scritta da fernanda pivano. un grande, lui. mica per la biografia della pivano che sinceramente trovo poco adatta al personaggio che ha intervistato (come se celentano venisse intervistato da giorgino, poverino). non so perchè mi abbia dato questa sensazione, forse perchè lui era unico e qualsiasi altra persona sembra stonare. credo solo un altro "pazzo" gli avrei visto vicino. forse busi. insomma, leggendo questa biografia, ho pensato a quale personaggio morto mi sarebbe piaciuto incontrare se ne avessi avuto la possibilità (esclusi i familiari, ovviamente). e bukowski è uno di questi. ma incontrarlo non in maniera formale come puo' essere una intervista o un incontro con un fan, mi sarebbe piaciuto vederlo per strada come nei suoi racconti. o alle corse dei cavalli. o a qualche incontro di pugilato. o vicino alla sua macchina da scrivere tra mille carte, tante cianfrusaglie e qualche lattina finita. non credo che la persona bukowski sia tanto differente dal personaggio hank. almeno cosi' dicono. cosa direi a bukowski. boh. sarei cos' emozionata che non gli direi niente. lo guarderei e basta. che personaggio che era. del leone. strano mi sono detta: un leone cosi' pazzo. era del '20. neanche tanto vecchio sarebbe, se pensiamo che il papa e andreotti son della stessa generazione. forse pure più vecchi. e allora mi chiedo, alla fine di tutto questo panegirico, perchè jim morrison, perchè bukowski, perchè mia nonna o elvis, perchè rino gaetano o battisti? ma non c'è tanta altra gente che avrebbe meritato una nuvola morbida e soffice prima di loro? mica per niente.

Friday, December 05, 2003

Thursday, December 04, 2003

Notizie sparse senza importanza Ho comprato Faber dal marocchino, rischio la multa ma me lo sto ascoltando. Ho mangiato un magnum di quelli trecento calorie solo a guardarlo pensa a mangiarlo. Non ho salutato una persona che m'ha fatto del male e ora sto male. Sto imparando Premiere per montarmi il corto e smadonno perchè è tutto in inglese, ah, le lingue. Combatto con dreamweaver che pure quello è in inglese. Ho rispedito il CV, sperando che repetita juvant e se non juvant, vabbè, ciavemo provato! Intanto la Vanoni canta BoccadiRosa e la classe non è acqua. Fine notizie sparse senza importanza.
C'era una volta la vita...
A quanti anni una parola va in pensione. C'è la legge?
Ma che cara, caro, ti voglio bene, tesoro, sei il mio ancoraggio, sei il mio tesoro, sei stupendo, sei stupenda, ciao bellissima, carissimo, amore, quanto sei dolce, quanto sei caro, sei sensibile, che bella voce, ma che belle parole, ma come ti muovi bene, quanto ti voglio bene, ti amo, che carino, che bello, sei proprio tenero, cucciolotta!
Mi fermo qui chè m'è passata pure la voglia del dolcetto post-pranzo per tanta grazia e bendiddio. Ma diciamoci le cose come stanno. Ma non trovi che in giro ci sia un abuso di parole che non pensiamo minimamente? Incontri un tizio: "Passano gli anni ma tu sei sempre uguale!" e magari sta pensando "Dichiara trent'anni ma ne dimostra il doppio!". Ti scrive Caio: "Ma che belle parole le tue!" e tra sè e e sè "Ma che ha voluto dire?". E quelli che ti salutano "Ciao bello!" e dentro "Ma anvedi che scorfano!". Cerchiamo di vestire e impacchettare la realtà con un uso smoderato di infiocchettature di tutti i generi e colori ma, diciamolo, questa vita fa schifo e più cerchiamo di trovare parole contrarie a quello che è, più lo schifo viene fuori. Come quelli che puliscono fin dove si vede e non si curano degli angoletti più nascosti. E' inutile prenderci in giro. Stiamo abusando di certe parole, poverine, che farebbero bene a starsene al calduccio e indisturbate in qualche devoto-oli o zingarelli che sia. Qui quasi nessuno ha la forza ma soprattutto la faccia di dire cio' che pensa. Ma cos'è? Finta democrazia, finta tolleranza, finta bontà. Ma dai! ti sembra che il mondo sia buono? Tollerante e democratico? E allora assumiamoci le nostre responsabilità. E basta con questo buonismo d'accatto. Parliamoci chiaro chè facciamo tutti più bella figura. Tirando fuori quello che pensiamo veramente, forse poi ci accorgeremmo che non lo pensiamo. o forse si. Ma almeno ci abbiamo provato. Tutti attacchiamo il governo, quel politico, quel presentatore. Ma dai. E' troppo facile. Sai una cosa. Secondo me, Del Noce ha fatto bene; pero' lo stanno bersagliando da tutte le parti. Perchè? Perchè non si doveva permettere. Perchè non è un bell'esempio. Perchè "e che fai vedere le botte in tv" (come se certi canali non trasmettessero violenza 24 ore su 24)? Sai quanti, più falsi e misurati, avrebbero reagito trovando la parola giusta, la frase giusta, sempre politicalmente corretta e sarebbero passati anche per santi? Ma dai non è una novità che c'è odio in quei posti. E i buonisti: ma no, ma che bella trasmissione ("te credo, l'hanno copiata!"), ma che bravo quel presentatore ("come minimo sarà drogato"), ma che bravo quell'altro ("si cià avuto un anno de' gloria, vedemo l'anno prossimo"), pero' che bella idea che hanno avuto ("quella l'hanno rubata agli olandesi"). Ma tirate fuori quello che avete veramente dentro, cioè le cose tra parentesi. E ditela la verità; quello che pensate veramente: io lo detesto perchè fa più ascolti di me o perchè è più giovane o perchè ha più successo o perchè lo odio e basta. tiratelo fuori quel livore che si vede e vi traspare da tutti i pori. Che poi, detto tra noi, litigare per l'audience è come qui dentro quando certe blogstar se ne vanno in giro con "du' spalle" tante perchè hanno una miriade di accessi. Vuoi sapere poi il colmo dei colmi? Quelli che usano parole fuori da certi canoni vengono additati al pubblico ludibrio: "Oh, pero' che scurrile!" "Oh, pero' non si doveva permettere". Passano dalla parte del torto perchè sono stati onesti e mostrano senza imbellettature il loro pensiero, incapaci nell'arte del dire e non dire. E allora cosa paga? La disonestà? Adoro Aldo Busi che mi dice: Io sono il solo, l'unico e non paragonatemi a Pasolini che si faceva il bidè nell'acquasantiera, a Bellezza che è un poetastro e a quell'altro che è una mezza calzetta. Mi dà fastidio chi vuol fare il buonista per eccellenza ed elogia tutti indistintamente, belli, brutti, scemi, cretini, giornalisti, amici, colleghi, mogli e buoi. Mandiamo in pensione certe parole che hanno fatto il tempo loro. E cominciamo a spolverare i vocabolari, a rispolverare certi termini e ad allegerirci le coscienze. Che forse un passo avanti lo facciamo, se non altro nella stima di noi stessi.

Tuesday, December 02, 2003

Dice che Chirac ha problemi di udito cosi' come Clinton, Reagan, Lou Ferrigno (Hulk) e Beethoven. Allora quando mi dicono che faccio orecchie da mercante, mi devo ritenere in buona compagnia!

Monday, December 01, 2003

Clara: a Ni', hai visto che cio' trovato suli Baci Perugina?
Nino: che ciai trovato, cla'?
Clara: dice: er bacio fa più giovine er core e cancella l'eta'!
Nino: a cla', a te n'te ce vole 'n Bacio, te ce vole er chirurgo prastico!
La piramide delle due ruote
Vi ha mai sorpassato un non so che cristo in motocicletta (specifico la motocicletta da non confondersi con lo scooter, mi raccomando, chè i motociclisti s'offendono)? Minimo vi guarda dall'alto in basso. Vi squadra. Vi biasima. Vi guarda di sottecchi. Vi deride. Vi schifa. E se non riuscite a partire prima di lui è pure facile che vi sputi in un occhio (tenete quindi la visiera o i finestrini sempre ben chiusi). I motociclisti sono infatti una casta a parte. Gli intoccabili delle due ruote. Quelli che se cascano, si rialzano e, come nei numeri bulgari, alzano le braccia al cielo gridando "Opla', sto meglio di prima" . Scherzi a parte, in questi anni di due ruote mi sono accorta che c'è una vera e propria piramide di categorie delle due ruote che sale, sale e ancora sale fino ad arrivare a loro, i motociclisti quelli veri (quelli con le moto sportive come max biaggi o le moto da enduro come la parigi-dakar, casello casello due ore e tre quarti). I motociclisti schifano tutti. Schifano le macchine perchè non hanno due ruote, schifano i pedoni perchè sono d'intralcio, schifano i motorini, schifano le cacche dei cani e pure quel ragazzetto che sta attraversando ora. Ma primi su tutti, i motociclisti odiano gli scooteristi. Perchè? E che ne so, chiedetelo a loro. Veramente io un'idea me la sono fatta. In princicio, oltre che il Verbo, c'erano loro, le macchine, le bici (la graziella per intenderci) e basta. Ora c'è una tale concorrenza per le strade che loro, belli belli, con il loro nome sul cupolino e con le loro motine imbelletate , tirate fuori solo il sabato e la domenica e i giorni di gran caldo, fanno una certa fatica a star dietro a tutti gli altri. Cosi' li vedi fermi ai semafori cosi' carichi d'odio che tu riparti appesantito e per secondo, è ovvio. Di solito li vedi partire a razzo che quasi impennano e per i primi cento-duecento metri stanno davanti a tutti, belli belli, con quel sorrisetto ebete di chi è fiero del primo posto. Finchè non c'è un minimo di fila e allora i motorini e gli scooter che sono più agili li lasciano dietro fino al prossimo semaforo. E la storia dura per tutti semafori a venire. Un tizio che conosco, per sfidare un motociclista, s'è fatto tutta l'Aurelia, semaforo dopo semaforo, ed è arrivato a Genova. A quel punto è andato a salutare la zia, che doveva fare?
Quello che ancora non hanno capito i motociclisti è che, malgrado le due ruote, siamo tutti sulla stessa barca. Che io possegga un cinquantino, un due e cinquanta o un mille, siamo tutti in balia di qualche cretina che ci apre lo sportello all'improvviso, di chi all'ultimo si ricorda che deve svoltare a destra, delle buche che entri dentro uomo e qualche volta esci donna, del brecciolino, dell'olio che perdono i vecchi autobus, del freddo polare, della pioggia, dei fulmini, del sole che acceca, del gatto che t'attraversa la strada, delle auto che non ti rispettano, dei sassolini che ti arrivano sulla visiera, insomma di tutte quelle cose che dentro a una macchina sembrano quasi ridicole ma che sulle due ruote hanno il loro peso. E allora, in questa piramide chi sta sopra o chi sta sotto? E che ne so. L'importante è non mettere sotto nessuno!