Monday, May 19, 2003
sono stata all'inferno e sono tornata, almeno per oggi. ho visto il buio. il vuoto. lo sconforto e ogni genere di oscurità. ho tenuto duro. senza sballi. e senza passi falsi. sono qui. forte come una roccia, almeno per oggi. più consapevole. più indurita. più intenerita. accettando con meno severità la mia debolezza. almeno per oggi è così. so che domani non lo so come sarà. forse più giù ci sarà altro nero. altro scuro. un altro vuoto che apparentemente si colmerà. per lasciarti di nuovo nel buio, nello sconforto, in ogni genere di oscurità. ma oggi, almeno per oggi, ci credo. ci credo che sto risalendo. che mi sto riaffacciando alla vita. con meno pesi addosso e più esperienza. oggi lo so. almeno per oggi.
appena scoperto dal tatuatore.
se ti fai il "pirzin" alla lingua, i primi giorni dei seguire le seguenti regole:
uno. non devi bere dal bicchiere di nessuno, probabilmente neanche dal tuo.
due. non devi mangiare salato, sciapo, piccante, con limone, con aceto, forse non devi neanche mangiare.
tre. non devi mangiare dolci, gelati nè accettare caramelle dagli sconosciuti.
quattro. devi bere brodaglie, passati e, se puoi, anche presenti.
cinque. non devi pronunciare il nome del Signore tuo invano, soprattutto se senti dolore.
più che una moda mi sembra una dieta. chissà se lo sapesse messegue!
se ti fai il "pirzin" alla lingua, i primi giorni dei seguire le seguenti regole:
uno. non devi bere dal bicchiere di nessuno, probabilmente neanche dal tuo.
due. non devi mangiare salato, sciapo, piccante, con limone, con aceto, forse non devi neanche mangiare.
tre. non devi mangiare dolci, gelati nè accettare caramelle dagli sconosciuti.
quattro. devi bere brodaglie, passati e, se puoi, anche presenti.
cinque. non devi pronunciare il nome del Signore tuo invano, soprattutto se senti dolore.
più che una moda mi sembra una dieta. chissà se lo sapesse messegue!
Saturday, May 17, 2003
a te che avevo sopravvalutato! ti lascio qui. tra queste righe sconnesse. tra queste parole ormai vuote. in questo foglio senza margini com'è invece la tua vita. ti lascio qui. senza rancore. senza amore, forse. senza tutto quello che m'ha accompagnato in questi due mesi. ti lascio qui. un abbaglio a ciel sereno. un vortice cosi' potente che sto a chiedermi ancora chi sono e che cosa è stato. ti lascio qui. ti lascio alle tue paure. alle tue incertezze. ai tuoi finti-equilibri. al tuo carattere impossibile. ai tuoi occhi guizzanti. alle tue mani avvolgenti. agli sguardi che furono. alle parole che dirono. ti lascio qui. e me ne vado. con le mie incertezze. le mie paure. i miei disequilibri. il mio carattere impossibile. i miei occhi guizzanti. le mie mani avvolgenti. i miei sguardi che sono. le mie parole che dicono. ti lascio qui. e non so chi sei. non ho avuto il tempo. ma forse lo so. e non ne ho la forza. non voglio vedere. non voglio sapere. cosa sia stato mai. ti lascio qui. e non con dolore. e non indolore. ti lascio qui. ma non nel mio cuore che fa a cazzotti con me. ti lascio qui. e non vorrei mai. non avrei voluto mai. ma non ho altro. non credo in altro. non voglio altro. quello che è stato è bastato. ti lascio qui. senza parole più. quanto è contato lo so io. quanto è contato lo sai tu. altro non so.
Thursday, May 15, 2003
Sunday, May 11, 2003
Telefonata tipo
Alfa: pronto?
Beta: no, perchè devi sapere e giù bla e bla...insomma quando poi gliel'ho detto, sai che m'ha risposto e giù bla e bla e bla...che dici? glielo mando un messaggio o no...solo che se glielo mando poi rischio che cedo io ma se non glielo mando e non si fa sentire...anche perchè se poi andiamo a vedere bene la situazione come s'è comportato? comunque io non ce la faccio più...così rischio che scoppio e poi non sai l'ultima...e giù bla e bla e bla...e non sai neanche quella di ieri perchè non t'ho trovato al telefonino e neanche a casa e neanche a negozio, insomma non sai che m'è successo?? avevo fatto la spesa e s'è mangiato tutte le pesche che avevo comprato e anche tutto il latte e anche il barattolo col mais e ancora bla e bla e bla ...insomma io m'ammazzo per la casa e guarda il risultato, neanche un aiuto....e poi neanche mezza chiamata per dire "no, non torno" o per dire “stai bene o stai male” o per dire "sei morta, viva o ics"...comunque io non ce la faccio più...e poi 'sta storia della lavatrice che sono sempre io a farla e anche la lavastoviglie la sera...ehm, ma devi vedere però come s’ingozza...però la lavastoviglie tocca sempre a me...e bla e bla e bla…
Alfa: scus...ma...io....veramente…
Beta: e poi non sai l'ultima...dovevamo andare di qua e di là e di su e di giù...niente...non si smuove...si chiude in queste quattro mura perchè deve riposarsi, perchè deve rilassarsi, perchè deve leggere, perchè deve curare i suoi hobby...ma quali hobby??? che si rimbambisce di tv dalla mattina alla sera...e così stiamo perdendo un po' tutti...io per esempio volevo andare a mangiare una pizza, niente! affittare un film? niente...e, ma stavolta dico basta io...io non ce la faccio più e bla e bla e bla...si sveglia, ciondola per casa, esce che non si vede più per mezza giornata, ritorna mangiamo e beviamo, tv, partite, zapping se c'è il motomondiale o la formula uno, domenica sprint, domenica sportiva, cena, tv per i programmi serali, fine, chiuso...ehm, ma stavolta sono io che mollo...sono io che non ce la faccio più...pensa che bisognava mettere una mensola in balcone...due chiodi, un martello ma che ci vuole?? ho chiamato il vicino...santa donna la vicina...veramente fortunata la vicina...a me che rimane??? una cena fuori? andare al mare? andare con gli amici? almeno andare a vedere un tramonto a roma chè roma è bella al tramonto....si ma stavolta basta e giù bla e bla e bla...e ma stavolta dico basta io!!! e poi non sai l'ultima...ti ricordi quella volta che stavi male e avevi il telefono staccato e non riuscivo a chiamarti?? te lo ricordi??? beh, quella volta avevamo fatto una grande litigata, non mi voleva accompagnare a comprare un vestito per la cena con il suo direttore… ma cavolo è il suo direttore mica il mio!!! insomma… io stavolta mollo…prendo il primo treno e dove arrivo arrivo… tanto che ci sto a fare qui… e quando ti ho chiamato per dirti che e giù bla e bla e bla e bla… io sto proprio male…ma tanto male…a proposito tu?
Alfa: veramente avrei un cliente davanti..
Beta: e me lo potevi dire prima…ti richiamo tra cinque minuti…non sparire, eh! (continua)
Alfa: pronto?
Beta: no, perchè devi sapere e giù bla e bla...insomma quando poi gliel'ho detto, sai che m'ha risposto e giù bla e bla e bla...che dici? glielo mando un messaggio o no...solo che se glielo mando poi rischio che cedo io ma se non glielo mando e non si fa sentire...anche perchè se poi andiamo a vedere bene la situazione come s'è comportato? comunque io non ce la faccio più...così rischio che scoppio e poi non sai l'ultima...e giù bla e bla e bla...e non sai neanche quella di ieri perchè non t'ho trovato al telefonino e neanche a casa e neanche a negozio, insomma non sai che m'è successo?? avevo fatto la spesa e s'è mangiato tutte le pesche che avevo comprato e anche tutto il latte e anche il barattolo col mais e ancora bla e bla e bla ...insomma io m'ammazzo per la casa e guarda il risultato, neanche un aiuto....e poi neanche mezza chiamata per dire "no, non torno" o per dire “stai bene o stai male” o per dire "sei morta, viva o ics"...comunque io non ce la faccio più...e poi 'sta storia della lavatrice che sono sempre io a farla e anche la lavastoviglie la sera...ehm, ma devi vedere però come s’ingozza...però la lavastoviglie tocca sempre a me...e bla e bla e bla…
Alfa: scus...ma...io....veramente…
Beta: e poi non sai l'ultima...dovevamo andare di qua e di là e di su e di giù...niente...non si smuove...si chiude in queste quattro mura perchè deve riposarsi, perchè deve rilassarsi, perchè deve leggere, perchè deve curare i suoi hobby...ma quali hobby??? che si rimbambisce di tv dalla mattina alla sera...e così stiamo perdendo un po' tutti...io per esempio volevo andare a mangiare una pizza, niente! affittare un film? niente...e, ma stavolta dico basta io...io non ce la faccio più e bla e bla e bla...si sveglia, ciondola per casa, esce che non si vede più per mezza giornata, ritorna mangiamo e beviamo, tv, partite, zapping se c'è il motomondiale o la formula uno, domenica sprint, domenica sportiva, cena, tv per i programmi serali, fine, chiuso...ehm, ma stavolta sono io che mollo...sono io che non ce la faccio più...pensa che bisognava mettere una mensola in balcone...due chiodi, un martello ma che ci vuole?? ho chiamato il vicino...santa donna la vicina...veramente fortunata la vicina...a me che rimane??? una cena fuori? andare al mare? andare con gli amici? almeno andare a vedere un tramonto a roma chè roma è bella al tramonto....si ma stavolta basta e giù bla e bla e bla...e ma stavolta dico basta io!!! e poi non sai l'ultima...ti ricordi quella volta che stavi male e avevi il telefono staccato e non riuscivo a chiamarti?? te lo ricordi??? beh, quella volta avevamo fatto una grande litigata, non mi voleva accompagnare a comprare un vestito per la cena con il suo direttore… ma cavolo è il suo direttore mica il mio!!! insomma… io stavolta mollo…prendo il primo treno e dove arrivo arrivo… tanto che ci sto a fare qui… e quando ti ho chiamato per dirti che e giù bla e bla e bla e bla… io sto proprio male…ma tanto male…a proposito tu?
Alfa: veramente avrei un cliente davanti..
Beta: e me lo potevi dire prima…ti richiamo tra cinque minuti…non sparire, eh! (continua)
Saturday, May 10, 2003
Tuesday, May 06, 2003
Monday, May 05, 2003
BUON COMPLEANNO, bea!!!!
mancano poco più di due ore al momento. non posso attendere chè la melatonina sta facendo i suoi effetti e sto quasi dormendo in piedi, pur stando seduta in poltrona.
sai che nei discorsi seri non sono un granchè. neanche in quelli meno seri. sai che ti voglio bene ed è inutile dirlo, specie per chi ha la luna in vergine e in questo momento si vergogna come un ladro. sai che sei una Grande pero' se non lo sai lo scrivo qui almeno scripta manent e le parole non volano più. sai che sono orgogliosa di essere tua figlia anche se poi non sono riuscita cos? bene, perchè un po' venale ed ebreuccia rispetto a te. sai che siamo il vero Triangolo Magico, anche se a volte da equilatero diventiamo scaleni e isosceli. sai che non so più che scrivere, ma questo si capiva già dalle prime righe,
P.Q.M. (reminiscenze di infanzia...):
buon compleanno, mia bambina adorata, figlia, madre, sorella, amica, toro, aria, genio, sregolatezza, di tutto di più. buon compleanno davvero. vorrei regalarti questo. per far si che i tuoi sogni siano anche "incorniciati" da un bel panorama. domani ti regalero' altro, ma non perchè sono venale...ma perchè cio' che è nella foto è inaccessibile, almeno per ora!
ti voglio bene, mamma!
mancano poco più di due ore al momento. non posso attendere chè la melatonina sta facendo i suoi effetti e sto quasi dormendo in piedi, pur stando seduta in poltrona.
sai che nei discorsi seri non sono un granchè. neanche in quelli meno seri. sai che ti voglio bene ed è inutile dirlo, specie per chi ha la luna in vergine e in questo momento si vergogna come un ladro. sai che sei una Grande pero' se non lo sai lo scrivo qui almeno scripta manent e le parole non volano più. sai che sono orgogliosa di essere tua figlia anche se poi non sono riuscita cos? bene, perchè un po' venale ed ebreuccia rispetto a te. sai che siamo il vero Triangolo Magico, anche se a volte da equilatero diventiamo scaleni e isosceli. sai che non so più che scrivere, ma questo si capiva già dalle prime righe,
P.Q.M. (reminiscenze di infanzia...):
buon compleanno, mia bambina adorata, figlia, madre, sorella, amica, toro, aria, genio, sregolatezza, di tutto di più. buon compleanno davvero. vorrei regalarti questo. per far si che i tuoi sogni siano anche "incorniciati" da un bel panorama. domani ti regalero' altro, ma non perchè sono venale...ma perchè cio' che è nella foto è inaccessibile, almeno per ora!
ti voglio bene, mamma!
Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all'ultima
ora dell'uom fatale;
né sa quando una simile
orma di pie' mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.
Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:
vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all'urna un cantico
che forse non morrà.
Dall'Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall'uno all'altro mar.
Fu vera gloria? Ai posteri
l'ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.
La procellosa e trepida
gioia d'un gran disegno,
l'ansia d'un cor che indocile
serve, pensando al regno;
e il giunge, e tiene un premio
ch'era follia sperar;
tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull'altar.
Ei si nomò: due secoli,
l'un contro l'altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fe' silenzio, ed arbitro
s'assise in mezzo a lor.
E sparve, e i dì nell'ozio
chiuse in sì breve sponda,
segno d'immensa invidia
e di pietà profonda,
d'inestinguibil odio
e d'indomato amor.
Come sul capo al naufrago
l'onda s'avvolve e pesa,
l'onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere
prode remote invan;
tal su quell'alma il cumulo
delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri
narrar se stesso imprese,
e sull'eterne pagine
cadde la stanca man!
Oh quante volte, al tacito
morir d'un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l'assalse il sovvenir!
E ripensò le mobili
tende, e i percossi valli,
e il lampo de' manipoli,
e l'onda dei cavalli,
e il concitato imperio
e il celere ubbidir.
Ahi! forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
pietosa il trasportò;
e l'avviò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,
dov'è silenzio e tenebre
la gloria che passò.
Bella Immortal! benefica
Fede ai trionfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
ché più superba altezza
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.
Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:
il Dio che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò.
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all'ultima
ora dell'uom fatale;
né sa quando una simile
orma di pie' mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.
Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:
vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all'urna un cantico
che forse non morrà.
Dall'Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall'uno all'altro mar.
Fu vera gloria? Ai posteri
l'ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.
La procellosa e trepida
gioia d'un gran disegno,
l'ansia d'un cor che indocile
serve, pensando al regno;
e il giunge, e tiene un premio
ch'era follia sperar;
tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull'altar.
Ei si nomò: due secoli,
l'un contro l'altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fe' silenzio, ed arbitro
s'assise in mezzo a lor.
E sparve, e i dì nell'ozio
chiuse in sì breve sponda,
segno d'immensa invidia
e di pietà profonda,
d'inestinguibil odio
e d'indomato amor.
Come sul capo al naufrago
l'onda s'avvolve e pesa,
l'onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere
prode remote invan;
tal su quell'alma il cumulo
delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri
narrar se stesso imprese,
e sull'eterne pagine
cadde la stanca man!
Oh quante volte, al tacito
morir d'un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l'assalse il sovvenir!
E ripensò le mobili
tende, e i percossi valli,
e il lampo de' manipoli,
e l'onda dei cavalli,
e il concitato imperio
e il celere ubbidir.
Ahi! forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
pietosa il trasportò;
e l'avviò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,
dov'è silenzio e tenebre
la gloria che passò.
Bella Immortal! benefica
Fede ai trionfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
ché più superba altezza
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.
Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:
il Dio che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò.
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