Tuesday, April 29, 2008
preoccupazioni
se continua questo freddo, il piumone mi cita in tribunale per sfruttamento e stress da iperlavoro: secondo lui avrebbe diritto alle vacanze estive già da qualche settimana.
Sunday, April 13, 2008
l'arcobaleno ai piedi

queste sono le scarpe più belle del mondo: le rainbow air max 97 (250 euro, sob - 200 dollari in america non si sa perchè al cambio l'italia ci deve guadagnare?). con queste splendide nike senti che potresti camminare tre metri sopra il cielo anche senza quella faccia da ebete di scamarcio. senti il sole e l'energia nei piedi anche dopo una serata intera a servire birre. il mare nel cuore anche se sei ad ostia dove lo scarico di tutta la monnezza della capitale va a fare il bagno insieme ai romani. l'america fuori perchè dentro sei già troppo pieno dell'italia. vedresti prati pieni di fiori al posto degli ennesimi palazzi in costruzione. persino roma apparirebbe più bella. la fila alla posta meno snervante. l'ignoranza più gentile. il traffico un piacere per conoscere gli altri. il vicino di casa un santo. i parcheggi più larghi. il sorriso sulla bocca di tutti non solo su quella degli stolti. vedresti la tua vita più colorata. molto più frizzante che non con quell'acqua che la particella solitaria di sodio ti fa venire la depressione solo a guardarla. volendo con queste scarpe ti potresti sentire il padrone del mondo. del tuo mondo. emanaresti luce come un santone o shiva o l'enel. vedresti la luce alla fine del tunnel oscuro altro che la pre morte in sala operatoria. volendo potresti mandare giù e chiudere un occhio anche su queste elezioni e potresti illuderti che da domani notte le cose cambieranno. che i politici manterranno le promesse fatte. che ci saranno nuovi posti di lavoro e nuove possibilità. che tutti pagheranno le tasse nella misura in cui guadagneranno. che la sanità sarà finalmente un paradiso dove i malati verranno curati e non uccisi. che ognuno avrà una possibilità durante la sua vita e se saprà cavalcare quella possibilità potrà farcela e riscattarsi.
mi dirai tutto questo con un paio di scarpe? e perchè chi si fa di allucinogeni può vedere le cose distorte, sentire i suoni alterati, fare viaggi lisergici e persino diventare i pink floyd o gesù e io non posso sognare con un paio di scarpe?
rainbow nike air max 97, le scarpe che cambieranno la tua visione del mondo anche se vivi in italia!
ps, che dici ora la nike me ne manderà un paio a casa? mi raccomando numero 41.
Friday, March 28, 2008
aliTaglia

no, dico. ma chi se la vuol comprare una compagnia aerea che nella saletta vip del jfk espone 'sti cartelli? pensa che due computer in rete ce li avevo persino io nel mio negozietto senza infamia e senza lode munito di linea fastweb a fibbre ottiche e la connessione 24 ore su 24. e manco la "cordata" quando l'ho venduto. casomai per me e per tutti i piccoli imprenditori e artigiani una bella "corda" per strozzarci tutti. grazie italia senza ali voli basso come sempre.
Tuesday, March 25, 2008
cronaca da un mondo nuovo
a venice ho comprato un paio di occhiali stile elvis a cinque dollari. poco, pochissimo. qui costa tutto troppo persino dai marocchini e dai cinesi. sono tornata da 24 ore. e un pezzo di cuore è rimasto in america tra la quinta e la broadway, tra coldwater e lauren canyon, tra le montagne rocciose viste dall'aereo e quella sediolina nella sala d'attesa del LAX dove ho potuto osservare capire comprendere amare questa terra. non si può non amare l'america. gli occhi buoni dei negri che ti ci perdi dentro quegli sguardi. la bellezza delle portoricane e delle messicane. l'ingenuità degli indigeni. i grattacieli che t'avvicinano a dio che gli sfiori quasi la barba. non si può non amare una terra che per sette dollari, dico sette non settemilioni, ti fa fare un giro tra le galassie seduto comodamente in poltrona con le stelle che ti si avvicinano e ti risucchiano e la sensazione di vuoto nello stomaco e la consapevolezza che tutto quello che passi giorno per giorno (il vicino che batte al muro alle sei del mattino, la scorrettezza di un sorpasso azzardato, l'astuzia becera di chi ti vuole fregare il fidanzato, il lavoro o peggio l'energia) diventa un granellino di sabbia in una distesa infinita. non puoi non amare questa gente che ti sorride sempre e ti chiede come stai e tu che ti senti piccolo e indifeso sembra che con quel sorriso riesci persino ad essere più forte e a far parte di qualcosa. come qui che ti senti parte ma parte di un nulla. loro sono così. impeccabili sul lavoro che non sgarrano di un secondo ma informali. li vedi in ciabatte e calzini, in scarpe antiche che da noi non le portano neanche quelli del terzo mondo, con jeans corti lunghi strappati ricuciti con orli fatti a mano, con pantaloni troppo larghi o troppo lunghi, con calze spaiate, colori abbinati alla bell'e meglio, camicie a quadretti su t shirts a strisce, se ne fregano loro. sanno il fatto loro e malgrado sia la terra dell'apparenza, gli americani nel loro intimo poco ci tengono all'apparenza. creano soldi. li realizzano anche dove non punteresti mezzo dollaro. utilizzano strutture obsolete per raggranellare dollari, milioni di dollari, e allora ti ritrovi negli universal studios, che con l'era del digitale non viene più utilizzato per le grandi produzioni, e sei lì seduto su un trenino a vedere il set dei film di john wayne o il set dello squalo e ti sembra di esser tornato a casa perchè tutto ti è così familiare e vicino che lo squalo quasi gli daresti un bacio. non puoi non amare questa terra che si è rialzata dopo "quella" catastrofe e continua ad andare avanti sputazzata da tutto il mondo persino da un'italia che nel mondo conta less than zero. e su quel ground zero ci stanno ricostruendo la vita senza mai dimenticare il senso di appartenenza senza dimenticare i morti ma sempre con lo sguardo in avanti, verso il futuro quel futuro che per sette dollari puoi toccare con mano dentro il griffith observatory. per il resto tutto è stato scritto meglio di me sull'america, tutto è stato detto, quello che mi rimane lo porto nel cuore negli occhi nei miei occhialetti da cinque dollars e nella speranza di ritornarci ma stavolta per sempre.
Monday, March 17, 2008
new york first day
qui e' tutto grande che mi sento piccola fincanco io. scrivo su tastiera senza accenti. di corsa perche' costa tutto e per stare al pc ho dovuto prendere gia' tre caffe'. e non e' vero che i caffe' americani sono leggeri. tutt'altro. in due giorni tra volo e altro ho dormito cinque ore. fa un freddo cane. oggi e' san patrick. sto con gli orari italiani dentro e ho evacuato alle nove ora locale che in italia son le due circa. ho l'orologio all'intestino che e' piu' perfetto di me, il che e' tutto dire. avrei tante cose da dire, ma sono ancora sotto shock. dalla finestra i grattacieli. ieri sera mi uscivano le lacrime. mi sento come quei giapponesi che fotografano tutto, stamattina volevo fotografare anche la moquette dell'albergo. ma quello che rimane impresso negli occhi, nessuna foto puo' renderlo. voglio vedere ground zero e la statua, faro' la figura dei burini ma per me la statua della liberta' e' NY. forse nella vita passata ero un emigrante, o forse sara' il retaggio di tanti film. chissa' dov'e' qui central park. mi sembra tutto uguale, ma se guardi bene ogni cosa e' diversa dall'altra. ho una marea di emozioni. e domani a los angeles. torno a roma e posso morire beata. vorrei essere qui con mio padre che sarebbe il Boss di NY e con mia madre che il suo viso s'illuminerebbe per ogni cosa. ora bevo un'altra sorsata di nero bollente. ieri ero con la bronchite e ho preso latte e miele da starbuck e con quella tazza di plastica in mano mi son detta "eccomi nella grande america!!!". kiss
Saturday, February 23, 2008
Tuesday, January 29, 2008
notizie ans(i)a
cade il governo nessun ferito, s'allarga il buco dell'ozono chiamato sarto di grido, napoli sotto scacco di un sacco di monnezza, dubbli amletici meglio un voto subito, un governo di transizione o l'espatrio immediato dei nostri politici, i vecchi i nuovi poveri anche loro posseggono così un primato, solo una famiglia su tre arriva alla fine del mese le altre non sono neanche partite, fischi al papa e non c'era neanche il rigore, code impazzite per processo erba lunghe le attese per la legalizzazione.
Wednesday, January 23, 2008
Tuesday, January 01, 2008
pensa che nel mondo la guerra è quella vera!
Friday, December 28, 2007
di tutti, di meno
una volta zappingavo perchè non sopportavo gli spot, oggi la programmazione è così brutta che in tivvù guardo solo la pubblicità.
Sunday, December 16, 2007
Monday, October 22, 2007
Wednesday, May 16, 2007
artisti
sono stata allevata all'arte. a casa mia si poteva disegnare sui muri, anzi mia madre era contenta se mi sbizarrivo in ogni tipo di esternazione artistica. così ho cominciato a scarabocchiare qua e là fin dalla tenera età. credo che il mio capolavoro siano le pareti della mia vecchia camera da letto. ho iniziato scrivendoci una frase in greco "late biòsas". mia madre s'era tutta ringalluzzita alla vista di quel capolavoro. mio padre andava in giro a vantarsi a destra e manca che io scrivevo sui muri come gli egiziani. quando la gente veniva a casa il tour partiva dalla mia camera: c'era un cicerone che illustrava ogni mio passettino pittorico compreso quello di aver ritinteggiato le pareti del bagno quando è scoppiato lo scaldabagno. io, di nascosto, facevo pagare anche il biglietto: loro non l'hanno mai saputo. ma non mi sono fermata alla scritta in greco. credo che l'opera migliore sia la parete sopra il letto. ho unito l'utile al dilettevole.
odio le zanzare. sono uno di quei tipi che, se c'è una zanzara nel giro di qualche miglio, non dorme. perchè? odio gli sfruttatori, quelli che "campano" succhiando il sangue altrui. almeno, poi, mi pagassero la trasfusione. le mie notti estive sono molto infuocate, delle vere e proprie battaglie. quando dormono tutti, se c'è un'intrusa in casa, inforco gli occhiali, mi armo di ciabatta, a volte mi metto la bandana in testa come rambo due e comincio a sezionare la camera centimetro dopo centimetro: ho scoperto che le "bastarde" son pure intelligenti e cercano quadri e stampe per mimetizzarsi e fare le vaghe per passare inosservate. ogni tanto, quando mi guardo allo specchio così agguerrita, ripenso a quei due o tre insegnamenti di buddismo: in ogni creatura potrebbe essere la reincarnazione di qualcuno delle tue altre vite. il pensiero dura poco, però. anche perchè la guerra è guerra. così individuo la vittima e sbam: una bella strisciata di sangue sul muro con relativa impronta numero quarantuno. sono anche sadica, non lo nascondo. sotto la strisciata ci apponevo anche una piccola scritta con la data e l'ora del decesso, come nei telefilm americani. mia madre s'è ritrovata una parete che è un vero "bijù", un piccolo cimiterino in casa. è arte anche questa, ammettiamolo!
odio le zanzare. sono uno di quei tipi che, se c'è una zanzara nel giro di qualche miglio, non dorme. perchè? odio gli sfruttatori, quelli che "campano" succhiando il sangue altrui. almeno, poi, mi pagassero la trasfusione. le mie notti estive sono molto infuocate, delle vere e proprie battaglie. quando dormono tutti, se c'è un'intrusa in casa, inforco gli occhiali, mi armo di ciabatta, a volte mi metto la bandana in testa come rambo due e comincio a sezionare la camera centimetro dopo centimetro: ho scoperto che le "bastarde" son pure intelligenti e cercano quadri e stampe per mimetizzarsi e fare le vaghe per passare inosservate. ogni tanto, quando mi guardo allo specchio così agguerrita, ripenso a quei due o tre insegnamenti di buddismo: in ogni creatura potrebbe essere la reincarnazione di qualcuno delle tue altre vite. il pensiero dura poco, però. anche perchè la guerra è guerra. così individuo la vittima e sbam: una bella strisciata di sangue sul muro con relativa impronta numero quarantuno. sono anche sadica, non lo nascondo. sotto la strisciata ci apponevo anche una piccola scritta con la data e l'ora del decesso, come nei telefilm americani. mia madre s'è ritrovata una parete che è un vero "bijù", un piccolo cimiterino in casa. è arte anche questa, ammettiamolo!
Friday, March 30, 2007
amarecorde
La gente non se ne rende ancora conto. Sappiamo solo che ci sentiamo deboli, ma quando possiamo controllare gli altri stiamo meglio. Non riusciamo però a capire il prezzo che pagano coloro che ci circondano per questa nostra sensazione di benessere: in pratica noi rubiamo la loro energia. La maggior parte delle persone trascorre la propria esistenza alla ricerca dell'energia altrui." La profezia di celestino
“d'aprile non ti scoprire, di maggio vai adagio, di giugno cavati il cuticugno (soprabito)…” ogni volta che sta per arrivare aprile mi ripeto nella testa come in una litania infinita queste parole che ripeteva mia madre qualche anno addietro, quando i mulini erano bianchi, le stagioni non erano mozzate e io ero qualche centimetro indietro sia nel corpo che nel cuore. mi ripeteva ‘sta cosa ad aprile magari in occasione di qualche gita scolastica con la maestra rosa: mi esortava a non spogliarmi se ero sudata e a non prendere il sole per evitare insolazioni, colpi d’aria e colpi di testa insomma le raccomandazioni solite delle mamme oltre a quella fondamentale di non rimanere incinta, mia mamma era all'avanguardia. per fortuna allora ero morigerata, credevo in dio e nel matrimonio. volevo due bambini, un maschio e una femmina: nichole e olivier. chissà perché due figlioli con nomi francesi. pensavo che sarei diventata “qualcuno” quando ero piccola. dopo un primo momento di sbandamento, verso i sei anni, in cui volevo essere come mariuccia la parrucchiera di mia madre o come mia zia che faceva la hostess per l’alitalia, ho cominciato a sognare gli agnelli: mi addormentavo serena la sera anche se non eran ancora pecore. volevo diventare una manager rampante e spietata, mi colpì la morte della bellisario che stimavo e onoravo ed era incorniciata in camera mia insieme alla foto dell’avvocato, alla carta intestata del partito socialista firmata nientepopodimeno che da craxi, alla foto di hitler e alla scritta sul muro “late biòsas”. a otto anni, pagavo mia madre. mi ero fatta artigianalmente un libretto degli assegni personale con fogli rosa pallido spillato di lato: le lasciavo la mattina gli assegni per farla contenta e per arrotondare il budget familiare, pensavo io. aveva grandi speranze per quella figliola strana che scriveva sui muri, disegnava in silenzio, parlava solo per sentenze, ascoltava tutti e aveva manie di grandezza. le dicevo che l’avrei portata in giro per il mondo, le dicevo che con i soldi avremmo risolto tutto e ero ancora lontana dal capire che coi soldi non si compra né la felicità né le persone né tantomeno un posto al sole all’interno di se stessi. non so a cosa fosse dovuta questa mia mania, forse era rivalsa per i miei due genitori così generosi e idealisti che erano scappati da tutto e da tutti per il loro sogno d’amore non piegandosi mai a nessuno ma soprattutto non vendendosi mai. o forse era solo un prendere le distanze da una madre che si preoccupava per tutti, che c’era per tutti e che malgrado tutto si faceva in quattro rimanendo sempre dimezzata nell’animo e nel cuore. pian piano tutti i miti che erano appesi in camera mia son caduti, gli agnelli, craxi, hitler e la sua follia, così come i miei sogni balzani sull’imprenditoria e sulla spietatezza, sulla rivalsa e sulla disumanità. m’accorgo a volte che passano gli anni (ma otto son lunghi però quel ragazzo ne ha fatta di strada) e pur essendo diverse son sempre più uguale a mia madre e quei vortici in cui cadeva lei spompandosi e facendosi succhiare tutte le energie sono il mio pane quotidiano. mi ripeto le parole della profezia di celestino che mi disse dieci anni fa leonardo: esistono spiriti vampiri, gente che ti ruota intorno solo per impossessarti della tua forza, gente che vive e brilla della tua luce, gente che ti fa del male perché si adagia anima e corpo su di te. non so se quegli spiriti esistano, non ho la certezza. so che alle volte mi sento più svuotata del normale. ieri parlando della mia grafia è venuto fuori che il fatto che sia perfetta è perchè voglio celarmi, sembra quasi che voglia nascondermi. e allora mi torna alla mente quella frase che inconsapevolmente scrissi sul muro della mia camera un pomeriggio che il greco non andava né su né giù: late biòsas. “vivi nascosto”, solo nascondendo una parte di me posso preservarla e difenderla. solo celando certe parti di me, posso nascondere quelle fragilità che ancora oggi non riesco a combattere. solo che alle volte nascondo così bene che poi valle a ritrovare le cose!
“d'aprile non ti scoprire, di maggio vai adagio, di giugno cavati il cuticugno (soprabito)…” ogni volta che sta per arrivare aprile mi ripeto nella testa come in una litania infinita queste parole che ripeteva mia madre qualche anno addietro, quando i mulini erano bianchi, le stagioni non erano mozzate e io ero qualche centimetro indietro sia nel corpo che nel cuore. mi ripeteva ‘sta cosa ad aprile magari in occasione di qualche gita scolastica con la maestra rosa: mi esortava a non spogliarmi se ero sudata e a non prendere il sole per evitare insolazioni, colpi d’aria e colpi di testa insomma le raccomandazioni solite delle mamme oltre a quella fondamentale di non rimanere incinta, mia mamma era all'avanguardia. per fortuna allora ero morigerata, credevo in dio e nel matrimonio. volevo due bambini, un maschio e una femmina: nichole e olivier. chissà perché due figlioli con nomi francesi. pensavo che sarei diventata “qualcuno” quando ero piccola. dopo un primo momento di sbandamento, verso i sei anni, in cui volevo essere come mariuccia la parrucchiera di mia madre o come mia zia che faceva la hostess per l’alitalia, ho cominciato a sognare gli agnelli: mi addormentavo serena la sera anche se non eran ancora pecore. volevo diventare una manager rampante e spietata, mi colpì la morte della bellisario che stimavo e onoravo ed era incorniciata in camera mia insieme alla foto dell’avvocato, alla carta intestata del partito socialista firmata nientepopodimeno che da craxi, alla foto di hitler e alla scritta sul muro “late biòsas”. a otto anni, pagavo mia madre. mi ero fatta artigianalmente un libretto degli assegni personale con fogli rosa pallido spillato di lato: le lasciavo la mattina gli assegni per farla contenta e per arrotondare il budget familiare, pensavo io. aveva grandi speranze per quella figliola strana che scriveva sui muri, disegnava in silenzio, parlava solo per sentenze, ascoltava tutti e aveva manie di grandezza. le dicevo che l’avrei portata in giro per il mondo, le dicevo che con i soldi avremmo risolto tutto e ero ancora lontana dal capire che coi soldi non si compra né la felicità né le persone né tantomeno un posto al sole all’interno di se stessi. non so a cosa fosse dovuta questa mia mania, forse era rivalsa per i miei due genitori così generosi e idealisti che erano scappati da tutto e da tutti per il loro sogno d’amore non piegandosi mai a nessuno ma soprattutto non vendendosi mai. o forse era solo un prendere le distanze da una madre che si preoccupava per tutti, che c’era per tutti e che malgrado tutto si faceva in quattro rimanendo sempre dimezzata nell’animo e nel cuore. pian piano tutti i miti che erano appesi in camera mia son caduti, gli agnelli, craxi, hitler e la sua follia, così come i miei sogni balzani sull’imprenditoria e sulla spietatezza, sulla rivalsa e sulla disumanità. m’accorgo a volte che passano gli anni (ma otto son lunghi però quel ragazzo ne ha fatta di strada) e pur essendo diverse son sempre più uguale a mia madre e quei vortici in cui cadeva lei spompandosi e facendosi succhiare tutte le energie sono il mio pane quotidiano. mi ripeto le parole della profezia di celestino che mi disse dieci anni fa leonardo: esistono spiriti vampiri, gente che ti ruota intorno solo per impossessarti della tua forza, gente che vive e brilla della tua luce, gente che ti fa del male perché si adagia anima e corpo su di te. non so se quegli spiriti esistano, non ho la certezza. so che alle volte mi sento più svuotata del normale. ieri parlando della mia grafia è venuto fuori che il fatto che sia perfetta è perchè voglio celarmi, sembra quasi che voglia nascondermi. e allora mi torna alla mente quella frase che inconsapevolmente scrissi sul muro della mia camera un pomeriggio che il greco non andava né su né giù: late biòsas. “vivi nascosto”, solo nascondendo una parte di me posso preservarla e difenderla. solo celando certe parti di me, posso nascondere quelle fragilità che ancora oggi non riesco a combattere. solo che alle volte nascondo così bene che poi valle a ritrovare le cose!
Thursday, March 08, 2007
dio e altre catastrofi
ho perso la fede che avevo una decina d'anni o poco più. provengo da un'antica famiglia di grandi bestemmiatori e di accaniti fumatori. malgrado questo, forse per reazione, da bambina che ero già alta come la maestra rosa ero molto credente e non fumavo. frequentavo l'oratorio dove giocavo a pallone e tiravo di quei calci da spaccar le gambe, avevo un rosario fosforescente appeso vicino al letto e una bibbia tutta disegnata a colori che allora guardavo solo le figure e non ero una gran lettrice. facevo catechismo ogni giovedì e mi preparavo per quella che era la mia prima comunione, sapevo tutto di gesù, della sua madre madonna che ancora non cantava, di parabole anche se ancora sky era in fieri nel mondo delle idee di murdoch. mia madre bestemmiava per questa mia fede ma dentro credo ammirasse quella figliola così strana che amava dio nonostante le grandi tradizioni di famiglia. forse le ricordavo un po' lei che a sei anni voleva convertire il diavolo e aspettava il momento di vederselo sull'altare, per parlarci e farlo passare dalla parte dei buoni, povero diavolo. ho perso la fede suppergiù quando successe un fatto che sconvolse l'italia, alfredino si chiamava quel bimbo lì chiuso nel pozzo per giorni e giorni: mi ricordo la mia prima nottata in bianco, la tivvù con la prima diretta notturna, i primi scoop da grande fratello e televisone del dolore, pertini che faceva il presidente buono e bruno vespa ancora senza tanti nei anche perchè i pixel della tivvù rimandavano solo immagini mezze sbiadite e poco colorate. vivemmo tutti quella tragedia impotenti, atterriti, esterrefatti per questo spettacolo disumano, crudele, meschino, cattivo, senza senso che ancora non c'era vasco rossi a cercarlo per noi. immaginavo quel bimbetto solo con se stesso, senza sua madre a tenergli compagnia, senza possibilità di uscita, al buio in quell'antro costretto e ristretto, scene e immagini raccapriccianti che non si spiegano. ricordo mia madre che bestemmiava quella notte lì e mio padre che fumava. ogni tanto si davan il cambio come nelle partite di calcio. nel frattempo io ho cominciato ad articolare i miei primi pensieri da adulta: perchè fu la prima domanda, perchè quello che doveva esser un "dio buono" (e non è una bestemmia) faceva accadere tutto questo a un esserino come me. non mi davo pace e cercavo risposte, con gli anni ho scoperto che il vento ne raccoglie tante. ho chiesto a mia madre, abbiam parlato giorni e ore senza interruzione, forse qualcuna solo per svuotare i posaceneri dalla finestra. chiedevo a scuola e alle altre bambine. chiedevo alla maestra rosa che non mi dava grandi certezze se non "da grande capirai". la mia ricerca continua finì con l'unico che poteva darmi delle risposte sicure, colui che era in contatto diretto e che aveva il cellulare personale di dio: cioè il mio prete, quello del catechismo. "dio è sceso sulla terra per prender con sè le anime più innocenti" mi rispose quel domenicano lì con la faccia rossa, i sandali anche d'inverno e le mani sudaticce. non mi convinse, che i bambini sembran stupidi ma ce ne vuole per persuaderli. sentii dentro un moto di rabbia: credo che quello fu il primo "vaffanculo" della mia vita mia e la mia prima giornata da atea. ancora oggi io e dio non ci parliamo per la storia di alfredino e per certe altre questioni burocratiche e logistiche, però io ci spero sempre che ogni tanto al posto di due o tre anime innocenti si prenda l'anima di qualche "sgarrupato".
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