Wednesday, August 31, 2011

tempi moderni

mi si avvicina un ragazzino di cinque anni l'altro giorno mentre stavo facendo un trattamento shiatsu. "è morto?" mi chiede indicando il papà steso in terra rilassato e beato. rimango di stucco: quel bambino non si era stupito nè della parola "morto" nè che nel caso fosse il padre.

Tuesday, August 23, 2011

il ginocchio della lavandaia

l'unica consolazione alla tortura delle zanzare è che oltre al mio sangue si beccano una tiroide sballata con così tanti anticorpi che non avranno un'influenza per due anni.

italia

scemo chi regge.

Wednesday, August 03, 2011

Wednesday, July 20, 2011

a-social network

ora che c'è google+ non so più a chi dare i resti. passo le giornate a cliccare su "aggiorna" per vedere cosa hanno pubblicato tutte le persone che conosco. ho sparsi per il mondo tremilacinquecento amici divisi tra facebook, twitter e google+. e poi seguo anche i twitter di muccino, di jovanotti, della bellucci, di stefano gabbana e pure del padrone di microsoft, tanto per tenermi sempre informata che quando vado in discoteca non mi batte nessuno in quanto a gossip.
quando sto a casa, che non scrocco la linea adsl in ufficio, vado in paranoia e così mi sono comprata uno smartphone che ci mette un secolo a caricare le pagine ma comunque non mi lascia mai senza aggiornamenti. pensa che domenica ero al mare e ho scoperto su fb che ero allo stesso stabilimento di diego. lui mi aveva detto che andava dai suoi, che strano. abbiamo chattato per un'ora da ombrellone a ombrellone, che figata; però non ci siamo visti di persona. il lunedi l'ho raccontato a mimma via mail e lei mi ha risposto con un sacco di faccine felici, vuol dire che ce la posso fà.
certo pure andrea, quello che abita a sanremo, non è malaccio. mi scrive sempre che sono una bella ragazza e altri complimenti sinceri. solo che mi sa che è fidanzato, perchè quando gli chiedo di vederci, non risponde mai. insomma questo mondo dei social network è proprio fantastico.
ogni tanto penso a come facevano i miei genitori che si scrivevano le lettere con la penna e dovevano essere proprio tristi senza tutto questo bendiddio.
mi ha scritto adele che twitter vuol dire cinguettìo. che stupida che è, gli uccelli mica ce l'hanno il computer?

Tuesday, July 12, 2011

singapore #24

ho scoperto che in italia va di moda il sadomaso e farsi frustare in discoteca. a singapore, basta rubare una mela o mangiare durian in metropolitana e si può provare l'ebbrezza delle fustigate senza neanche il problema di fare la fila all'entrata sbarrata dai buttafuori.

Tuesday, July 05, 2011

zbigniew herbert

"gli ubriaconi sono le persone che bevono fino all’ultima goccia. ma si spaventano perché nel fondo del bicchiere vedono di nuovo sé stessi. attraverso il collo della bottiglia osservano mondi lontani. se avessero più testa e più gusto sarebbero astronomi..."

Friday, July 01, 2011

bollywood

finita la storia con clooney pare che la canalis abbia ricevuto una cifra cospicua per tenere la bocca chiusa circa la possibile uscita di indiscrezioni sulla loro vita di coppia.
io dopo la fine dell'ultima storia ho ricevuto nell'ordine: una quasi denuncia per cose mai fatte, una messa in giro di cose mai dette, una maledizione con tanto di fattucchiera, spilloni e bambolette vodoo, terra bruciata con amici e parenti e la non restituzione dei miei effetti personali, pigiami e mutande comprese. e pensare che quest'ultime eran pure sporche.

"che sensazione di leggera follia"

mi sento diversamente instabile.

Friday, June 24, 2011

singapore #23

presa dall'entusiasmo di un mio amico che s'è comprato una canon iperspaziale e ultramoderna con un obbietivo che può farti vedere la tivvù senza decoder e la rotazione dei pianeti senza il bisogno delle effemeridi, da una circa una settimana ho sedato a colpi di melatonina la mia luna in vergine la quale, giustamente, mi ricorda sempre che sono povera e senza lavoro, e mi sono messa alla ricerca di una nikon coolpix che solo a tenerla in mano mi fa sentire tanto rino balillari ai tempi de la dolce vita.
sono entrata in un negozio marcato nikon ad orchard che come strada è da paragonarsi a via del corso a roma e dopo qualche informazione, il commesso mi ha dato il prezzo finale. gli ho detto che avrei voluto confrontarlo con l'italia e che sarei tornata il giorno dopo, cosa che puntualmente ho fatto. neanche dodici ore dopo sono entrata nel negozio e il prezzo era cambiato, quasi cinquanta dollari in più mi dice il ragazzo, per via delle tasse. dico allora che io avevo chiesto il prezzo finito con le tasse già la sera prima. il ragazzo non risponde, fa il vago. io non rispondo, faccio la vaga ed esco.
mi dirigo a chinatown, entro in un negozio, poi in due, poi in tre. alla fine trovo la nikon che fa per me; è bella, troneggia in vetrina e il prezzo sembra abbordabile. mi danno qualche informazione e alla fine mi fanno il foglio per andare a pagare. guardo bene e mi accorgo che non era lo stesso prezzo che mi avevano detto all'inizio. specifico che le tasse erano incluse nel loro primo prezzo. no, dice il tizio che prova a biscicare qualcosa non so in che lingua. biascico qualche invettiva in non so quale lingua e me ne vado.
vado verso little india, vicino mustafà che è un grande magazzino che per estensione è quasi quanto mezzo eur. sento da una vetrina una vocina, è lei, è la mia nikon mi dico tutta felice, immaginandomi già di fotografare ogni angolo di singapore come fanno i giapponesi che inquadrano anche i tombini aspettando che esca il fumo come a new york.
effettivamente c'è questa macchinetta tutta arzilla pronta per essere venduta sullo scaffale di un negozio con su scritto tutto al 50%. vado dentro e chiedo per prima cosa se nel prezzo ci sono incluse le tasse. sì e come omaggio mi danno anche la memory card e la custodia. il tizio al bancone mi chiede la carta per pagare nel frattempo. non so che voce (forse quella della macchinetta stessa) mi dice: "fermati". chiedo al ragazzo, "e la macchinetta dov'è?" e lui risponde che intanto posso pagare. gli ribadisco, "si, ma la macchinetta?" e lui tutto imbarazzo mi dice di aspettare. fa una telefonata (credo per l'aiuto da casa come da gerry scotti) e dopo aver messo giù dice che il mio modello è troppo vecchio ed è discontinuato. e che macchinetta avrei pagato mi chiedo? me ne vado non prima averlo odiato in tutte le religioni compresa la sua.
entro nel negozio accanto. chiedo informazioni circa questa benedetta nikon coolpix datata e discontinuata e anche qui il prodotto sembra esserci. mi accerto delle tasse, del prezzo finale, della memory card, della custodia, della mamma del commesso e del fuso orario con il suo paese d'origine. finiti tutti gli accertamenti di rito forse ebraico, dico urlando come se avessi vinto alla lotteria della parrocchia a via san tarcisio: la prendo. il commesso mi dice di farmi un giro che devono portargliela. vado da mustafà, riesco anche a non perdermi dentro quella vastità di cose esposte e rientro dopo una manciata di minuti. in quel lasso di tempo, era sparito il commesso e la mia macchinetta non c'era più. esco mandandoli tutti affanculo in un corretto italiano e maledicendoli in volgare romano.
salto i capitoli funan e sim lim (due centri commerciali specializzati in prodotti di elettronica) perchè all'incirca sono avvenute le stesse cose: prezzi sbagliati, macchinette senza garanzia, commessi evasivi, tasse si, tasse no peggio che in italia.
sembra che qui comprare una macchinetta decente sia come essere adottati come undicesimo figlio dalla jolie e da brad pitt e abitare con loro in una villa a santa monica di ottanta stanze, trenta camerieri in livrea che ti servono ogni ben di dio, due piscine, una vasca jacuzzi e un labrador cieco cioè è impossibile, soprattutto per il labrador cieco.
devo pensare che mi è andata meglio quando a via sannio per duecentomila lire e un motorola due napoletani mi diedero in cambio due sacchi di sale fino. almeno fosse stato grosso che è contro la jella.

singapore #22

pensavo ieri mentre stiravo alcune mie camiciette: se mi vede mia madre, mi disereda!

singapore #21

nel negozio di caramelle.

Tuesday, June 21, 2011

singapore #20

quando incontri per strada un bimbo cinese o uno giapponese ti senti scaraventato dentro un cartone animato ma senza cristina d'avena che ti canta la sigla.

Monday, June 20, 2011