Thursday, August 29, 2002

vale sempre la pena vivere. ogni giorno svegliandomi e aprendo gli occhi me lo ripeto: vale sempre la pena di vivere un giorno in più. ogni giorno è una continua sorpresa. ogni giorno è una scoperta nuova. ogni giorno in più è un'esperienza diversa. ogni altro giorno è un altro blocchetto di cemento che serve per costruire la nostra vita già così effimera. una parola, un gesto, una mail che ti fa piacere, una chiacchierata che pensi non abbia portato a niente, un sorriso, un'incazzatura, una carezza e un semplice bacio. tutto serve a cementare quella parte di noi stessi che sta crescendo. ho parlato con mia mamma. oggi aveva bisogno della mia energia positiva, mi ha detto. non so se per lei sono solo un effetto placebo o se, inconsciamente, queste energie buone le arrivino veramente. io so che la amo. e so che il mio amore sincero le sta sempre accanto anche se a volte la evito. mi piace "prendere" mia madre a piccole dosi. l'energia che si sprigiona da una semplice chiacchierata o da anche un litigio è un'energia fortissima. e a queste cose o ci si crede o si fa solo parte di quelli che parlano di energia e di reiki e di positivismo solo per moda. non mi piacciono le persone troppo radicali. credo che un cervello aperto e purtroppo infelice sia un cervello che prende e si aspetta dalla vita tutto e il suo contrario. senza però perdere la speranza e la fede nella positività e nell'energia universale che tutto muove e tutto ferma. non so perchè scrivo questo. forse per la chiacchierata con mia madre o forse perchè ieri riguardo una persona avevo perso le speranze. avevamo discusso al telefono per quasi due ore e alla fine della telefonata io avevo concluso dicendole che questa nostra conversazione a niente avrebbe portato. e me lo son ripetuta tutto il giorno. mi son detta, pupa sei proprio una scema. perdi tempo sempre con la speranza che tutto si risolva sempre per il meglio. pupa il tuo limite è che ragioni per gli altri con il tuo metro e non con il loro. e invece oggi una mail, piccola piccola. qualcosa che è stato seminato ieri. una piccola parola tra l'oceano dei discorsi infiniti ha raggiunto il cuore di questa persona. oggi un segno. domani non so. e questo mi ha fatto ripetere per l'ennesima volta: vale sempre la pena vivere un giorno in più. si, ne vale proprio!
son forte come una roccia. son delicata come un fiore che sboccia.
chiara ha scritto una cosa bellissima:

"lo vedo un po' come una fioritura primaverile, una di quelle che compaiono a fine Marzo-primi di Aprile e ti meravigliano, ti tolgono il fiato:"non me li ricordavo tutti questi colori", pensi mentre guardi un giardino in festa.
Il blog è un giardino fiorito, quello della nostra anima".

Wednesday, August 28, 2002

selvaggia, che fai stasera?
ho sentito b. ieri sera. innamorata. allegra. felice forse. "presa" senz'altro. mi ha parlato di quello che sta vivendo. voleva sfogarsi del suo nuovo amore e della sua passione coinvolgente e sentire il mio parere. quando uno è innamorato vuole sapere il parere di tutti o forse vuol solo dividere questo momento così gioioso con tutte le persone che conosce. alle undici come ogni sera b. avrebbe preso il suo motorino per andare a prendere il suo amore. per passare una notte come tante piena di passione e di scintille. abbiamo parlato dell'amore con b., del coinvolgimento, della gelosia, della gioia e del dolore che ne possono conseguire. mi ha detto che non sente la mancanza del suo amore nei momenti in cui non sono insieme. si sente in una fase zen. e io mi chiedo se esista l'amore senza possesso. se si può amare profondamente senza voler condividere ogni minimo attimo della vita con la persona che si ama. mi chiedo se esiste l'amore maturo, quello di cui parla fromm. un amore che non chiede ma che dà. io non conosco questo tipo di amore. l'amore che conosco è tutto e il suo contrario. e parlando con b. mi son sentita forse un po' indietro e sicuramente molto più immatura. non riesco a vedermi zen, anche in altri momenti ci ho provato con tutta me stessa. sono carne. sono limitata. forse sono solo piena di problemi da non voler vedere che la giusta via è un'altra. è una strada più conscia di quello che si è e che se forma in due. tanta strada da percorre non mi spaventa. vorrei riuscire ad amare con più maturità. solo questo. o forse no.
qui fuori è quasi buio. eppure sono le cinque del pomeriggio. fuori tuona. lampa. piove che dio e anche la madonna la mandano. tutto tace. c'è solo il costante scroscio della pioggia, credo tanta. non ho voglia nemmeno di affacciarmi a guardare. mi basta il rumore. il fragore di un tuono. o il luccichio di qualche lampo, sperando che non mi esca il fulmine dalla tv accesa o dallo stesso portatile. è un'estate strana, questa. per me. per il tempo. per le persone che anticipatamente son dovute rincasare con le pive nel sacco. si ritorna al lavoro tutti bianchi o quasi, aspettando già le prossime vacanze che saranno quelle natalizie. oggi, non so perchè, ho la sensazione addosso del natale. della festività. dei regali. della famiglia. forse il tempo. forse solo qualcosa che mi ha scaturito tutto ciò. e intanto fuori continua il diluvio. e io me ne sto qui, seduta, a scaldarmi le gambe che ancora sono scoperte con il calore che emana il portatile. a pensare già al natale. a dispiacermi per tutte quelle colture e quella terra che quest'anno di sole ne han visto ben poco. a mettermi nei panni delle zanzare che oggi, con questo freddo, lasciano le loro dimore estive per rifugiarsi negli appartamenti ad asciugarsi le loro alucce bagnate e a rifocillarsi un pungiglione affamato. penso anche a tutti quei ragazzini che mi hanno torturato con le loro grida e che con un tempo così grigio devono abbandonare i loro giochi estivi (qui sotto va di moda il "poolie", credo un gioco di biglie) e rinchiudersi dentro casa a combattere con compiti estivi e ad ammorbarsi con il gioco di turno della play station. mi fa tristezza anche per le vecchine che devono ritornare alle loro case solitarie dopo aver passato bei giorni al sole degli androni per scaldarsi le ossa e a fare quattro chiacchiere. insomma un tempo così mette tristezza. e la mette ancora di più perchè non siamo abiutati a tutto ciò. la mente dell'uomo va d pari passo con le stagioni e ne accetta tutti i cambiamenti, ne accetta il caldo, il freddo, la pioggia, la neve e così via. questo tempo fuori tempo ci mette tutti in crisi. è un tempo strano. sconvolge i nostri bioritmi naturali. i nostri equilibri finti o veri, comunque equilibrati. è come se uno gira con una giostra in un senso e all'improvviso gli invertono il senso di marcia. siamo tutti un po' più strani. stanotte anche faceva un gran temporale. verso le sei non riuscivo a prendere sonno. per la prima volta mi son goduta questo momento. ho benedetto il tempo e chi lo manovra perchè non dovevo lavorare. sono sprofondata ancora di più nel tepore delle lenzuola. ho sentito da lontano il camion della spazzatura che passa ogni mattina e ho mandato un pensiero a chi ci stava sopra a lavorare con questo tempaccio. il temporale sta finendo qui. si sentono già le prime voci. i tuoni si sono allontanati. e dalla tv accesa nessun fulmine è uscito. forse solo qualche stronzata!

Tuesday, August 27, 2002

ho provato tutto il giorno a scrivere qualcosa ma non potevo entrare nel blog per pubblicare. ora che sono entrata son qui che mi rigiro nei meandri della mente e non ho più voglia di scrivere. ho tanto da dire. ma è passato il momento. come in ogni cosa c'è il momento giusto. è passato l'attimo delle parole. dei racconti. della poesia. della pippa mentale. e domani o stanotte riproverò.
Se qualcuno ti piace, non lottare, abborda
il volto nuovo dove a posarsi è andato
il sole dei tuoi occhi ingenui;
qualsiasi cosa ti attragga, il mio dolore te l’accorda,
ed io da lungi il cuore sostenuto dal tuo,
mescolando al tuo piacer la mia misericordia,
ti benedirò la fronte poggiata su nude braccia,
la fronte pugnalata che più distesa diventa,
e i baci segosi che sognano e mordono…

non mi lamenterò perché li ho conosciuti.

Saturday, August 24, 2002

per valentina bellachioma: ho messo shinystat!!!! wowow che ganza! grazie:)
http://bloggando.splinder.it/

metto anche il link. per fare pubblicità!:)
ho fatto un giro in bloggando. è un piccolo ritrovo di tutti o parte di tanti blog che ci sono in rete. ho spulciato qua e là. ho letto. ho aperto certi siti e poi li ho richiusi subito. alcuni blog son fatti molto bene. ordinati. che ci capisci subito. altri son difficili da caricare, pieni di foto, pieni di immagini jepg. là ti spazientisci e richiudi subito. l'idea del blog è un'idea affascinate. soprattutto mi fa riflettere sul bisogno di comunicare (anche se il blog mi sembra più una vetrina) che c'è nel mondo. attraverso gli scritti è come se si volesse uscire da un anonimato a cui la vita ci sottopone. o forse è solo una maniera per esternare le proprie sensazioni e i propri viaggi mentali e non. si trova un po' di tutto tra i blog. viaggi veri. viaggi immaginati. diari veri e propri (proprio quelli che tenevamo nascosti nascosti per paura che qualcuno leggesse i nostri sfoghi). blog d'informazione. blog profondi. racconti a quattro otto sedici mani. insomma di tutto un po'. e fa piacere. un immenso piacere leggere. leggervi. essere letti. è condividere un minimo parte della nostra vita. è rendere un mezzo freddo come può essere il computer renderlo un mezzo per scaldare cuori e per avvicinarsi. ti trovi a leggere di vite più disparate e tu sei lì con loro. partecipi della vita di tutti, anche se da lontano. è dare al computer una funzione che non è quella di mezzo di lavoro. ma è quella di farci conoscere e conoscere. quando sento persone che mi dicono: io la televisione non la posseggo e ne sono orgoglioso, mi inalbero. ogni mezzo può essere preso attivamente o passivamente. così la tv. così il computer. anche il computer può essere dannoso se uno passa le giornate a chattare o a rincoglionirsi. prende le cose in maniera costruttiva è un grande passo avanti. e credo che nella rete questa sorte di avvicinamento può essere positivo. o si finisce degli alienati della vita e della rete. vabbè era così per dire.
...quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno - un padre, un amore, qualcuno - capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume - immaginarlo, inventarlo - e sulla sua corrente posarci con la leggerezza di una sola parola, addio...

Friday, August 23, 2002

finchè la barca va, lasciala andare...

ore 16 e cinquanta. tempo incerto. mi chiudo in riunione! au revoir!
non sei tu che mi hai delusa! :)
poche parole. m'accorgo che non ho niente da dire. vorrei starmene un po' fuori da me stessa. lontano da quasta fucina di pippe mentali e paranoie. lontano dai pensieri buoni e cattivi. lontano da me che ci sono sempre. lontano da tutti. e non è facile allontanarsi da se stessi. lasciare il proprio corpo e ritrovarsi a volare più in alto di tutto e di tutti. lassù dove tutto si perde. dove ogni cosa riesci a vederla con l'ottica giusta. abbandonare la propria mente è impossibile. lasciare il corpo in una sorta di viaggio astrale è pressochè difficile. e allora? allora siamo uomini e dobbiamo affrontare tutte le realtà che ci costruiamo o che ci vengono modellate come l'argilla tra le mani del più abile scultore. questa è la vita, diceva qualcuno. la sfida più grande è quella di portare a casa una mente integra ed equilibrata. quella di riuscire a guardarsi dentro e anche fuori ma senza paraocchi. con il cervello in continuo mutamento. non solo per la vita ma anche per noi che la vita la facciamo. poche parole e non di buon umore. cercavo il sole oggi per scaldarmi le ossa. per riempirmi i polmoni di iodio salutare (ciao!). il tempo è un po' come noi. gioca brutti scherzi. e vabbè. uno si rifarà. quello che mi consola è sapere di avere, sempre e comunque, il sole dentro. e la difficoltà, il più delle volte, è far uscire i raggi fuori. illuminare tutti. con una luce che tutti dicano: oooohhhh!