sto imparando l'arabo. sarà per la nostalgia del deserto, sarà per il cous cous di rauda, sarà perchè a pranzo da clara c'è sempre hussein, sarà quel che sarà ma mi sto cimentando in questa nuova lingua. la soddisfazione è salutare la mattina i cuochi egiziani e vederli esterrefatti. "tu sai l'arabo", esclamano sbigottiti con quegli occhioni così grandi che già mi sento un burka in testa e moglie di un marito con altre sette mogli a carico. a parte questo credo che sia importante imparare l'arabo. perchè. ci ho pensato a lungo. mi sarei potuta trovare sul volo contro le torri quell' undici settembre. e avrei potuto sfoderare con molta nochalance nel momento di massima allerta: "salam, ana aisa acuel!" (ciao, io ho fame!). forse sarebbe stata risolutiva, quella mia frase, per le sorti dell'aereo. anzi, sicuramente. o mi potrei trovare in futuro nel deserto lontana dalle oasi con la mia carovana di cammelli e dromedari assalita da predoni del tipo tuareg con gli occhi nero corvino e il turbante azzurro in capo e potrei esordire dicendo: "habibi, enta quais?" (tesoro, come stai?). insomma, dopo aver parlato in inglese con scioltezza e veri uel uid e marvellos cors of de augusten, posso ritenermi soddisfatta di questa nuova lingua che, tra l'altro, di questi tempi 'nse sa mai!
Tuesday, March 30, 2004
Saturday, March 27, 2004
Una vita fra tante.
esco tutte le mattine. alla stessa ora o quasi. e c’è quel cane lì sempre vicino al solito portone. e la signora che s’affaccia per stender i suoi panni profumati. una mamma con una carrozzina vuota torna da chissà dove. un anziano col giornale riprende la sua strada verso casa. il camion del latte è fermo di fronte al bar. la signora dai capelli rossi che aspetta alla fermata. esco tutte le mattine e loro non lo sanno. escono tutte le mattine e io non lo so. una macchina mi sorpassa e riconosco l’adesivo. un furgone immerso nel traffico strombazza la sua sinfonia. l’aereo giallo mi passa sopra che son quasi le nove. il vigile fischia lo stop a quel motociclista distratto. esco tutte le mattine. e c’è quello scooterista che fa un sorpasso azzardato. quella signora in macchina intenta al cellulare. un gruppo di ragazzi scherzano fra loro. il pakistano al semaforo ci vende informazioni. le scorte corrono a sirene spiegate. l’ambulanza va che rischia un incidente. esco tutte le mattine e, come me, un sacco di persone. esco tutte le mattine e non conosco nessuno. escono tutte le mattine e non sanno niente di me. ma siamo tutti lì fuori. ognuno con i propri mezzi e la sua storia, con la sua battaglia da combattere, un lavoro che non va, una storia che non va, una vita che arranca come i passi di quella vecchina là e del suo cane. esco tutte le mattine. e vedo te. in un angolo piegato. le mani rugose. la faccia sofferente. non mi vedi. non vedi altro che la tua mano tesa verso gli altri. non vedi altro che la tua vita andata a rotoli. non vedi altro che la tua storia finita su un libro senza neanche la parola fine. esco tutte le mattine. e siamo in tanti. ognuno un io diverso. ognuno una sua vita da vivere. ognuno una sua vita da buttare. ognuno una sua vita da rivendicare. ognuno la sua storia da raccontare. esco tutte le mattine. alla stessa ora o quasi. con la mia storia da vivere e le mie pene da raccontare. io fra tanti. tanti come me. ognuno una persona come tante, una storia come tante. niente di eccezionale da aggiungere tranne che esco tutte le mattine. alla stessa ora o quasi.
Quel Circolo d'energia di nome Thera.
la prima cosa che faccio la mattina è alzarmi dal letto. la seconda o la terza, ora non ricordo, è leggere voi. è da ieri che ho in mente di ringraziarvi. ma non trovavo le parole adatte, il modo giusto, lo spirito che non fosse sempre quello dell’umorismo e della risata. forse neanche oggi ho trovato quelle parole però ci provo. la sensazione che si ha leggendo thera è una sensazione di ritrovarsi a casa. di entrare da quella porta lì e sedersi su una sedia conosciuta a un tavolo già toccato in una stanza già vissuta. mi pare di conoscere tutti attraverso le vostre parole, i vostri versi, i vostri colori. entro in casa vostra e sembra di entrarvi dentro, nel cuore, nel profondo, nell’anima di ognuno che s'eprime a modo suo attraverso parole d’amore, solidarietà, esperienze di vita, racconti, liriche bellissime e cantate amarissime. non mi sento all’altezza di partecipare. ma mi basta leggervi. mi basta assaporare ogni parola centellinando sensazione ed emozioni. e voi, tutti, sapete emozionare. thera è un bel circolo. ma non di quelli chiusi. è un circolo d’energia che va e che viene. come va e viene quel famoso capitano che, apparentemente, non c’è ma che è dietro alla sua nuvola ad assaporare tutto questo.
Thursday, March 25, 2004
Noblesse oblige.
e diciamolo una volta per tutti. ci piace. ci piace sentirci alla page. ci piace essere trendy, alla moda, ci piace sentirci più sani e più belli. ci piace vederci importanti. ci piace apparire come loro: i very important "figuri" che popolano le nostre tivvù , i rotocalchi e i giornali scandalisci. e charlotte casiraghi presenzia tutte le gare di ippica infagottata nella sua pashmina. et voilà, cosa facciamo? ce ne andiamo in giro persino a ferragosto con umidità 100% con la pashmina al collo che fa molto aix en provence. e madonna lancia il video vestita da cowboy. bè, stivali e cappello per tutti; pure per quell'omino là, alto un metro e cinquanta con la pancia che gli sborza sulla cinta finto ranchero. e beyonce cambia colore dei capelli passando con molta nochalance dal giallo uccel di bosco amore mio non ti conosco al rosa sciocching che fa tanto insegna sexi shop. e noi là coi capelli di tutti i colori compreso un bell'avana sigaro cubano con sfumature che vanno dal bluette al verde speranza di far colpo sul quel bel tipetto che ha tatuato un cavaliere sulla spalla. e berlusconi si fa il lifting per coprire la magagne del suo governo che gli straripavavano da tutti i pori. ed eccoci qua. chirurghi plastici a lavoro: correggiamoci tutto, borse sotto gli occhi, rughe, chiappe abbondanti, seni cadenti, seni prorompenti. facciamo il lifting anche al nostro bassotto a pelo ruvido per farlo diventare un bel labrador dal manto color miele come quello che ho visto in tivvù che va tanto di moda. insomma questo siamo noi: cerchiamo di rappresentare alla meno peggio quello che ci appare là fuori. seguiamo le mode e i personaggi, i cantanti e i politici. quello che mi chiedo ogni tanto con un po' di timore: se mai un giorno andrà di moda fassino, ma noi dovremo girar tutti con la faccia da morto?
Nino&Clara
Clara: ma chi, Ninè?
Nino: Berlusconi...quello dice che so' stati spesi pe' le opere pubbriche 93.000 miliardi der vecchio conio...
Clara: ammappate, quant'è ricco 'sto signor Conio!
Monday, March 22, 2004
Costantino Imperatore, angolo via Leonardo da Vinci.
ma quali vip della blogsfera. ma quali blogstar. ma quali bla bla e ancora bla sulle guerre, gli scontri, i morti, i feriti, le poesie, le belle di giorno e i club del sabato sera. io ho trovato la mia formula magica per campare, senza infamia e senza lode, all'interno di questo calderone che è internet.
parlare di cose intelligenti? non sono all’altezza.
parlare della pace? ho esposto la bandierina. che dici, basta?
umorismo? per carità: dovessi rimanere sotterrata viva sotto qualche risata. io soffro di claustrofia.
grandi temi e grandi disquisizioni filosofiche? mi si squaglia il cervello solo al pensiero.
racconti, poesie, paroloni, libri, prosa, teatro, musica? sono ignorante. se avrei studiato, forse.
satira politica? come si fa a sparare sulla croce rossa.
Io la mia ragione di esistenza in questa blogosfera ce l’ho. qualche giorno fa mi è bastato infatti scrivere una parola magica, e cioè costantino vitagliano, che mi son piovuti addosso accessi su accessi. il mio pallottoliere personale non ce la faceva a stare dietro a tutti coloro che speravano di trovare notizie su questo divo nelle mie parole; ho dovuto chiamare persino la commercialista per farle fare i conti che, tra l'altro, vedrai con tutte queste visite pagherò anche più tasse. ho chiamato amici e parenti e ho dato loro la grande notizia: franca, la vicina di casa, m’ha chesto anche se le faccio fare l’autografo di maria de filippi "a franca, un'ammiratrice". anche clara e nino son rimasti onorati di sapere il loro nome a fianco di quello di costantino. qui alla garbatella c'è un fermanto che non ti dico: hanno deciso di intitolare una strada però non ho capito se a lui o a me. così, poiché io sono una persona di altissima riconoscenza, ho deciso, seduta stante, che nominerò nel mio blog, almeno una volta al giorno se non due, questo nuovo re mida che è riuscito a portare fama e gloria nel mio piccolo habitat, tanto che Diego il fabbro oggi m'ha pagato pure il cappuccino. grazie costantino! la garbatella è con te. se dovessi passare di qui, dacci due colpetti di clacson. solo due, però, chè tre colpetti è il segnale di franco, er fettina, che lascia libero il posto macchina!
parlare di cose intelligenti? non sono all’altezza.
parlare della pace? ho esposto la bandierina. che dici, basta?
umorismo? per carità: dovessi rimanere sotterrata viva sotto qualche risata. io soffro di claustrofia.
grandi temi e grandi disquisizioni filosofiche? mi si squaglia il cervello solo al pensiero.
racconti, poesie, paroloni, libri, prosa, teatro, musica? sono ignorante. se avrei studiato, forse.
satira politica? come si fa a sparare sulla croce rossa.
Io la mia ragione di esistenza in questa blogosfera ce l’ho. qualche giorno fa mi è bastato infatti scrivere una parola magica, e cioè costantino vitagliano, che mi son piovuti addosso accessi su accessi. il mio pallottoliere personale non ce la faceva a stare dietro a tutti coloro che speravano di trovare notizie su questo divo nelle mie parole; ho dovuto chiamare persino la commercialista per farle fare i conti che, tra l'altro, vedrai con tutte queste visite pagherò anche più tasse. ho chiamato amici e parenti e ho dato loro la grande notizia: franca, la vicina di casa, m’ha chesto anche se le faccio fare l’autografo di maria de filippi "a franca, un'ammiratrice". anche clara e nino son rimasti onorati di sapere il loro nome a fianco di quello di costantino. qui alla garbatella c'è un fermanto che non ti dico: hanno deciso di intitolare una strada però non ho capito se a lui o a me. così, poiché io sono una persona di altissima riconoscenza, ho deciso, seduta stante, che nominerò nel mio blog, almeno una volta al giorno se non due, questo nuovo re mida che è riuscito a portare fama e gloria nel mio piccolo habitat, tanto che Diego il fabbro oggi m'ha pagato pure il cappuccino. grazie costantino! la garbatella è con te. se dovessi passare di qui, dacci due colpetti di clacson. solo due, però, chè tre colpetti è il segnale di franco, er fettina, che lascia libero il posto macchina!
Saturday, March 20, 2004
Parliamoci da uomo a uomo.
è inutile che continuiate tutti a dire: è lui il più forte. un giro da capogiro, oggi, così potrà eguagliare le pole di senna (65). è inutile. vi siete costruiti il trattorino computerizzato su misura. il tedesco dalla mascella quadrata che non deve chiedere mai anche se non usa denim after shave. avete una macchina che non si sa perché ma va. ma rimane il fatto che schumacher non è il più forte. che non lo sarà mai. che non è il più grande di tutti i tempi. non lo paragonerei a fangio, non a hill, non a prost, non a lauda, e non mettetelo neanche a confronto con colui che non potrà mai diventare il più grande sulla carta ma lo rimane. domani avrebbe compiuto gli anni, ayrton senna da silva. talento. bravura. pazzia. estro. lo ricordo a montecarlo su una scalcagnata toleman hart. casco giallo. pioggia a secchiate e lui, veloce e pazzo, ne ha fatte vedere delle belle a prost. che gran duello. hanno sospeso la gara per pioggia. vinse prost. ma senna divenne il Mito. e io l’ho scoperto là. il mio amore più grande. l’ho seguito passo passo. fino al giorno della morte. campione sulla pista, nel cuore, nell’anima. negli occhi. tristi come solo la saudade brasiliana può farti sentire. un grande Campione. il Campione di tutti i tempi. ed è inutile che continuiate a dire tutti: è il più forte. schumacher è il più forte perchè non c'è nessuno da anni sulla piazza. messo a dormire rubinho, ritiratosi hakkinen, giovani tutti gli altri, rimaneva il solo. telecomandato a distanza in una formula uno che non è più cuore, quello vero. quello dei duelli all’ultima curva del grande gilles e del grande arnoux. i soprassi al cardiopalma di mansell. e la cosa per cui non so darmi pace è che tra quindici, vent’anni parleranno i numeri. e parleranno non le imprese, quelle vere, ma i numeri e i titoli vinti. ma chi avrà mamoria. chi sarà obiettivo. chi ama e sa veramente cos'è la formula uno, non potrà mai dimenticare il più Grande. come io non lo dimenticherò mai. più.
Thursday, March 18, 2004
Piccoli gesti
Ebbene si. son scaramantica e non me ne vergogno. non c’è giorno che non mi alzi dal letto e scenda col piede destro. non c’è giorno che non mi infili prima la scarpa sinistra e poi la destra. che accenda il caffè ma solo dopo aver aperto la serranda. sono tra quelli che non ridono mai il venerdi sera e se ridono lo fanno solo dopo la mezzanotte. quando vedo una suora, faccio le corna. anche quando vedo un carro funebre, pace all’anima sua. se al mattino mi va male qualcosa, rinuncio a fare anche il resto delle cose perché so che la giornata andrà male. se va bene qualcosa, spingo sull’acceleratore e tutto mi andrà bene. prima di un appuntamento importante metto sempre la stessa pashmina. non metto più quel maglione o quella camicia se la giornata mi è andata storta. se mi capita di passare in un luogo dove ho litigato, caccio il pensiero negativo e tocco ferro. sto attenta alla disposizione a tavola delle persone. se mi casca il sale, me ne butto un po’ dietro le spalle. se passeggio affiancata ad altre due persone cerco di non camminare in scala (cioè dal più alto al più basso). se rifaccio il letto, cerco di non farlo mai in tre. se mi posano un cappello sul letto, lo tolgo subito. non metto mai il pane capovolto in tavola. non spazzo di sera chè porta male. sto attenta al canto della civetta o del gufo perché preannuncia disgrazia. insomma son piccole precauzioni che non costano niente. mi chiedo però, come mai l’altro giorno che ho “acciaccato” quel gatto nero che passava da destra a sinistra, ho vinto 250 euro al bingo?
Psichiatric Help
Ogni tanto mi farebbe piacere fare una bella chiacchierata con uno strizzacervelli. sai mica è detto che, se uno si sente a posto con se stesso, non ne abbia bisogno. così, per fare due chiacchiere. con l'età che avanza le crisi prendono a tutti. magari ciò che credevamo infallibile, s'è reso vulnerabile e sapere da dove provengono gli errori non guasta. e poi m'immagino io seduta davanti a lui. lui sarebbe in imbarazzo. io no. credo mi darebbe anche del lei. parlare di se stessi non fa mai male. e soprattutto un soccorso non si nega mai. sfogarsi dei propri guai a volte ci aiuta. ad affrontare meglio la vita. a vedere le persone sotto nuovi aspetti. a guardare il lavoro, gli amici, i parenti, la persona con cui stiamo, con altri occhi e soprattutto da una diversa angolazione. che poi se andiamo a vedere bene la vita è sempre quella basta guardarla da un’ottica diversa e ti sembra più accettabile e più vivibile. sono quei piccoli trucchi che s’imparano vivendo: e l’arte dell’ingannare se stessi. insomma ogni tanto mi farebbe piacere fare qualche chiacchierata con uno strizzacervelli. l’unica mia perplessità è: ma a fine seduta, pago io, paga lui o facciamo alla romana?
Nino&Clara
Clara: ah, io nun ce vado perché vado a quella pe’ la pace
Nino: ma perché nun se tratta sempre de’ morti…
Clara: e che c’entra! un conto so’ i morti pe’ la pace, un conto so’ quelli pe’ il terorismo!
Monday, March 15, 2004
Chiavi di svolta.
Se un tempo c'era il padre confessore, il professore, il genitore, il libro, l'enciclopedia (i Quindici), l'amico del cuore, il passaparola, lo psicologo e persino la posta del cuore di qualche giornaletto rosa, oggi c'è LUI: misterGoogle in persona a cui tu puoi fare le domande più disparate e da cui tu puoi ricevere ogni tipo di risposta attraverso il link di qualche sito. google non sporca, sta sempre a posto suo ma sopratutto non costa niente chè, di questi tempi, prova ad andare da uno strillacervelli qualsiasi! guardando le statistiche di alcuni siti mi sono fatta una cultura di quello che oggi si chiede a google e che non mi sarei mai aspettata di trovare, zozzerie a parte. qualche richiesta sinceramente l'ho trovata assurda. molte parole chiave infatti sono così personali e formulate in modo discorsivo che sembra che il postulante stia parlando con un amico o con:
l'assicuratore: sfigato viene tamponato 4 volte
il professore: riassunto "volevo i pantaloni"
lo psicologo: psicologia, uomo vigliacco con la donna
il pubblicitario: fastweb: vorrete dirlo a tutti
il metereologo di fiducia: quanti gradi fa oggi a roma?
lo sceneggiatore tv: si sono mai sposati renzo e lucia?
l'astrologo: chi ero nella vita passata?
il mago con la palla di vetro: quando ti posso vedere?
il podologo: vengono le vesciche con gli anfibi senza calze?
il voyeur: foto rubate di mia zia al bagno
il tecnico di pc: mi è finita la cartuccia alla stampante
il giornale scandalistico: ma la canalis è anoressica?
il messaggio dei baci perugina: belle parole da dire a un ragazzo
una minaccia: state molto attenti a far piangere una donna che poi dio conta le sue lacrime!
il dentista: ho messo l'apparecchio ai denti
la curiosità: voltaire amò una ballerina belga
l'esperto consiglia: la vostra circospezione vi fa onore. una conoscenza che data da un paio di settimane è sicuramente molto modesta
maria de filippi: ma costantino vitigliano ha 29 anni?
il dottore: perchè con le calze autoreggenti mi prudono le dita dei piedi?
lo psichiatra: in questo momento provo solo rabbia
il grande amatore: dopo il terzo no, devo ancora insistere?
il giardiniere: che albero sei?
il cestista: sono alto 1 metro e novanta
l'informatico: perchè non mi si apre il gioco
flavio briatore: come fare una festa di laurea
tutto vero e tutto trovato in rete. ma parola chiave più strana che ho trovato è: "devono 'mparà a far pace cor cervello per rintracciare una persona". di cui. boh.
l'assicuratore: sfigato viene tamponato 4 volte
il professore: riassunto "volevo i pantaloni"
lo psicologo: psicologia, uomo vigliacco con la donna
il pubblicitario: fastweb: vorrete dirlo a tutti
il metereologo di fiducia: quanti gradi fa oggi a roma?
lo sceneggiatore tv: si sono mai sposati renzo e lucia?
l'astrologo: chi ero nella vita passata?
il mago con la palla di vetro: quando ti posso vedere?
il podologo: vengono le vesciche con gli anfibi senza calze?
il voyeur: foto rubate di mia zia al bagno
il tecnico di pc: mi è finita la cartuccia alla stampante
il giornale scandalistico: ma la canalis è anoressica?
il messaggio dei baci perugina: belle parole da dire a un ragazzo
una minaccia: state molto attenti a far piangere una donna che poi dio conta le sue lacrime!
il dentista: ho messo l'apparecchio ai denti
la curiosità: voltaire amò una ballerina belga
l'esperto consiglia: la vostra circospezione vi fa onore. una conoscenza che data da un paio di settimane è sicuramente molto modesta
maria de filippi: ma costantino vitigliano ha 29 anni?
il dottore: perchè con le calze autoreggenti mi prudono le dita dei piedi?
lo psichiatra: in questo momento provo solo rabbia
il grande amatore: dopo il terzo no, devo ancora insistere?
il giardiniere: che albero sei?
il cestista: sono alto 1 metro e novanta
l'informatico: perchè non mi si apre il gioco
flavio briatore: come fare una festa di laurea
tutto vero e tutto trovato in rete. ma parola chiave più strana che ho trovato è: "devono 'mparà a far pace cor cervello per rintracciare una persona". di cui. boh.
Saturday, March 13, 2004
Il venditore di coltelli.
sai quando ti dicono: "no, io la tv non la vedo. preferisco leggere un buon libro", guardandoti con l'aria schifata di chi reputa la tv una scatola che sforna solo zozzerie. mi fanno pena. io il buon libro me lo leggo. ma alla tv non ci rinuncio per niente al mondo. uno dei programmi su cui mi fisso maggiormente è un programma che danno su una tv privata. reteA, mi sembra che sia. è un programma dove c'è uno che, vestito da cuoco, vende un set di coltelli. ci sto le ore a guardarlo. questo qui è un grande. io non credo che sia il fatto che la lama del coltello che vende sia affilata. credo che la bravura nel tagliare ciò che taglia è nelle sue mani. lui, ovviamente, afferma il contrario. voi dovete vedere con quanta rapidità e precisione affette e sminuzza, meglio del miglior minipimer, pomodori, sedano, cipolle, pane morbido, pesce, carne, e ogni ben diddio che gli passa sotto la lama. quel venditore lì vestito da cuoco è proprio bravo e ti affascina guardarlo lavorare. rimani quasi ipnotizzato come di fronte a un pendolo. ve lo consiglio una volta nella vita di guardare questo venditore qui. e poi, sinceramente, per 59 euro dove li trovate dei coltelli così?
L'angelo azzurro ma mica Marlene.
raffy questa è la copertina del disco. l'ho trovata. avevo questo 45 giri verso gli undici o dodici anni. e la ricordavo proprio così. l'autore è umberto balsamo. boh.mi sa che è sparito. sarà pure una canzonetta, ma come ho scritto già qui sotto: siamo o non siamo dei romanticoni?
Con la luce il tuo profilo
ha un colore indefinito
la tua immagine riflette
su un discorso che non smette
La chiarezza nei tuoi occhi
le parole affascinanti
che si dicono due amanti
ma davvero siamo noi?
Se sei tu l'angelo azzurro
questo azzurro non mi piace
la bellezza non mi dice
le parole che vorrei
quanti baci e tradimenti
lacrimoni e pentimenti
fan di te una donna sola
che da sola resterà
Con il sole e con la pioggia
ti bagnavi sempre tu
ero pronto ad asciugarti
ma non ce la faccio più
E per chiudere il discorso
voglio dirti amore mio
questo e' un arrivederci
e non e' certo un addio
Sarà facile incontrarsi
educato salutarsi
quell'azzurro di sicuro
non mi incanterà mai più
Il mio orgoglio e' ancora vivo
e non morirà con te
lascia stare quell'azzurro
che non e' adatto a te
Se sei tu l'angelo azzurro
questo azzurro non mi piace
la bellezza non mi dice
le parole che vorrei
quanti baci e tradimenti
lacrimoni e pentimenti
fan di te una donna sola
che da sola resterà
Thursday, March 11, 2004
Quel motivetto che fa.
Ero in fila dal panettiere. Franco sta sintonizzato con la radio ventiquattr’ore al giorno su una emittente di roma che fa esclusivamente musica trash anni settanta/ottanta. Tu sei in fila e ti senti catapultato ai tempi di quando portavi le timberland e i jeans del charro e lo zainetto dell’invicta in spalla e il piumino della moncler addosso. Il top, questa radio, penso che l’abbia raggiunto qualche giorno fa quando ha trasmesso viola valentino con “comprami” (comprami, io sono in vendita e non nascondere…). Sai quant’è che non sentivo quella canzone. Ancora ricordo che facevo le medie, suonavo un flauto rosso e ascoltavo una radiolina rigorosamente rubata da cui uscivano le note delle canzoni più belle tipo on my own di nikka costa, su di noi di pupo e c’è di elisabetta viviani. Insomma tu entri da Franco e in quei pochi o molti minuti che attendi ti ascolti il trash del trash degli anni passati. Il bello è che son canzoni che ascoltavi ai tempi delle medie e del liceo e che conosci e che forse sapevi anche a memoria e che quindi cominci ad accompagnare sottovoce ma non vorresti mai e poi mai perché già sai che quel motivetto ti accompagnerà per parte della giornata finchè non succederà qualcosa nel tuo cervello o finchè non ci sarà un altro motivetto che senti in giro pronto a sostituirlo. Dal panettiere c’era una ragazza che mi precedeva. E c’era la solita canzone trash che pompava note, sempre quelle, e parole, sempre le solite. Era l’alta marea di venditti. Prologo in musica e già capisco che è lei: è la canzone che mi risuonerà dentro per le prossime trenta ore. La canzone che cercherò di allontanare dalle mie sinapsi con tutte le forze ma che invece rimbomberà nel cervello a tutto spiano da qui all’eternità. La canzone che cercherò di scacciare con tutta me stessa e che invece è come Sono fuori del tu-nnennennel del divertimentooooo. La canzone che hai sempre detestato e che invece ti ritroverai a cantare con gioia dentro te stesso neanche stessi intonando l'Halleluiah di Haendel . Sta per finire il prologo e inziare la canzone, quando a bassa voce la ragazza che era in fila con me inizia a cantarla. Sono salva, penso. Sta cantando lei al posto mio. Allora dio c’è e secondo me neanche a lui piace venditti! Ma nel frattempo, insieme alle note della canzone, un’altra riflessione mi giunge alla mente: gli è che poi alla fin fine siamo un popolo di melodici e aveva ragione fantozzi quando diceva “italiano baffo nero, mandolino e dice cosa, fa altra”. Che ci piace cantare e non aspettiamo altro. Che basta un la di quel motivetto e siamo pronti a ripetercelo sotto la doccia o in macchina nel traffico. Che siamo dei bonaccioni che comprano le canzoni di apicella perché le scrive berlusconi e cantano a squarcia gola l’Italiano di toto cutugno con la lacrimuccia abortita. Che siamo dei provincialotti che la prima cosa che fanno andando all’estero è chiedere se conoscono “erose” ramazzotti o laura pausini. Che è inutile che con l’euro ci hanno voluto far assomigliare agli europei, rimaniamo sempre noi, quelli che la pacca sulla spalla si vantano dell’auto nuova, della casa fatta col mutuo e delle vacanze fatte con i prestiti, quelli che si fanno in quattro per viziare i figli chè tanto vige la teoria “meglio che non passi quello che ho passato io!”, quelli che si tengono la figliola in casa finchè non è andata in menopausa, quelli che portano la montblank nel taschino ma sbirciano il giornale altrui in metropolitana, quelli che salgono sull’aereo e si fanno ancora il segno della croce, quelli che al semaforo fanno a gara per mettersi davanti a tutti salvo poi andar piano una volta partiti, quelli che comprano il cellulare nuovo ma poi non spendono in telefonate, quelli che vai a cena con loro e lasciano le cose nel piatto ma poi a casa stringono la cinghia, quelli che son rimasti poveri nell’animo ma si fingono ricchi fuori per livellarsi al sistema, quelli che vanno in albergo dove è tutto pagato e mangiano il triplo proprio perché è tutto pagato; insomma, malgrado l’euro, berlusconi, toni renis e il suo festival, malgrado spirit su marte e le guerre nei golfi e fuori, malgrado bush padre e bush figlio e saddam e bil laden, malgrado la tv e tutti i mezzi di comunicazione, malgrado internet, rimaniamo sempre noi, quelli del dopoguerra, quelli che ancora intonano quel motivetto che fa “filù filù filà”.
Wednesday, March 10, 2004
Nino & Clara
Nino: che t'ha fatto pupa?
Clara: m'ha fatto er sito dove che dico le battute...
Nino: a Cla', a te te devono da fà 'n sito archeologico!
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